Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani

per la Provincia di Trieste

ULTIME RIPRESE FOTOGRAFICHE

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    galassia a spirale barrata NGC6744; ripresa effettuata da Tivoli Observatory (Namibia); autore: Alessandro Cipolat bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    M65/M66/NGC3628 "tripletto di Leo" ; ripresa effettuata dal centro di Trieste; autore: Giulio Guglielmi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste).

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    falce di Venere ripresa il 4 marzo 2025 da Muggia (TS); autore: Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    MW3, nebulosità a flusso intefrato (IFN) in Ursa Major; ripresa effettuata da Casole d'Elsa (SI); autore: Maurizio Cabibbo (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    SH2-308, nebulosa a riflessione in Canis Major; ripresa effettuata dal centro di Trieste; autore: Giulio Guglielmi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste).

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    NGC2170, nebulosa a riflessione in Monoceros ripresa da Trebiciano/Trebče (TS); autore: David Kralj (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)


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    Dettaglio di Tarantula nebula in Doradus, ripresa dalla Namibia; autore: Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    Tarantula nebula e dintorni in Doradus, ripresa dalla Namibia; autore: Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    nebulosa ad emissione NGC281 in Cassiopeia, ripresa da Čepno (Slovenia); autore: Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    Resto di supernova NGC6992 in Cygnus; autore: Moreno Pattai (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    Resto di supernova NGC6992 in Cygnus ripreso dal Monte Matajur; autore: Andrea Nichele (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    Galassia a spirale vista di profilo NGC891 in Andromeda; autore: Andrea Nichele (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    nebulosa ad emissione NGC281 in Cassiopeia ripreso da Basovizza (TS); autore: Andrea Nichele (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    Regione nucleare di M31 "Grande galassia di Andromeda"; autore: Moreno Pattai (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    Ammasso stellare aperto M11 in Scutum, ripreso dalla Namibia; autore: Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    Complesso nebulare NGC1361 in Cepheus, ripreso da Čepno (Slovenia); autore: Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    2024/10/02, eclisse parziale di Luna ripresa da Trieste; autore: Paolo Forti (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    Ammasso stellare aperto M6 in Scorpius, ripreso dalla Namibia; autore: Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    La Via Lattea tra Cepheus e Scutum ripresa da Grad Kalec (Slovenia); autore: Gigliola Antonazzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    NGC1491, nebulosa ad emissione ed ammasso stellare aperto in Perseus, ripresi dalla Valle d'Aosta; autore: Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    Ammasso stellare aperto IC1311 e "Sadr nebula" in Cygnus, ripresi da Čepno (Slovenia); autore: Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    VDB 133, nebulosa a riflessione in Cygnus ripresa da Čepno (Slovenia); autore: Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    Associazioni stellari OB e complessi ebulari nella "Cintura di Orion" ripresa da Casole val d'elsa (SI); autore: Maurizio Cabibbo (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    Le costellazioni limitrofe al Polo Celeste Australe, riprese dalla Namibia; autore: Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    NGC 7380, ammasso aperto in Cepheus, ripreso da Pula (HR); autore: Zlatko Orbanić (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    ammasso stellare globulare NGC4372 e nebulosa oascura "dark Doodad" in Musca, rirpesi dalla Namibia; autore: Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    Grande nebulosa di Carina, rirpesa dalla Namibia; autore: Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    NGC7635, nebulsoa ad emissione(riflessione in Cassiopeia, ripresa da Trieste; autore: Moreno Pattai (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    Deneb (α Cygni) ripresa dalla Valle d'Aosta; autore: Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    Macchie solarei in data 2024-08-10; autore: Paolo Forti (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    Resto di supernova NGC6996 "Veil nebula" in Cygnus, ripreso da Trebiciano (TS); autore: David Kralj (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) 

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    Ammasso stellare globulare NGC6397 in Ara, ripreso dalla Namibia; autore: Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) 

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    Nebulosa ad emissione M17 "Omega" ripresa da Basovizza (TS); autore: Marco Germani (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) 

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    Resto di supernova NGC6996 "Veil nebula" in Cygnus, ripreso da Trieste; autore: Paolo Forti (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) 

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    Resto di supernova NGC6996 "Veil nebula" in Cygnus, ripreso da Trieste; autore: Fabrizio Honovich (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) 

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    La Via Lattea australe ripresa dalla Namibia; autore: Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) 

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    galassia a spirale NGC891 in Andromeda; autore: David Kralj (CSAAT)

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    regione nebulare in Orion; autore: Giulio Guglielmi (CSAAT)

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    galassia a spirale M100 in Coma; autore: Aleš Ferluga (CSAAT) 

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    Betelgeuse (α Orionis); autore: Alessandro Cipolat Bares (CSAAT)

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    nebulosa ad emissione Sh2-129 e nebulosa planetaria Ou4 in Cepheus, riprese dal monte Matajur (UD); autore: Aleš Ferluga (CSAAT)

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    C/2023 P1 "Nishimura" rirpesa da Orehek (Slovenia) il 2023-09-07; autore: Paolo Forti (CSAAT) 

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    Luna all'ultimo quarto rirpesa da Orehek (Slovenia) il 2023-09-07; autore: Marco Margini (CSAAT) 

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    Sole in H-Alpha ripreso da Trieste il 2023-09-04; autore: Giorgio Rizzarelli (CSAAT)

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    Via Lattea da Scutum a Perseus; autore: Stefano Salvini (CSAAT)

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    nebulosa planetaria M27 in Vulpecula, ripresa da Trieste; autore: Maximilian Iesse (CSAAT)

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    Vega (α Lyrae); autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    nebulosa ad emissione M16 detta "aquila", ripresa da Grado (GO); autore: Giulio Guglielmi (CSAAT)

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    Mizar (ζ Ursae Majoris) e Alcor (80 Ursae Majoris); autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    nube molecolare di Corona Australis, ripresa dalla Namibia; autore: Alessandro Cipolat Bares (CSAAT)

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    galassia a spirale M33 in Triangulum ripresa da Cepno (Slovenia); autore: Fabrizio Honovich (CSAAT)

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    il centro galattico tra Scorpius, Sagittarius e Ophiucus, con la stella Sargas (θ Scorpii) visibile a meno di 1° sull'orizzonte; autore: Rossana Monaco (CSAAT)

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    meteora Perseide ripresa da Čepno (Slovenia); foto Gigliola Antonazzi (CSAAT)

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    meteora Perseide in transito nei pressi della grande galassia di Andromeda, ripresa da Čepno (Slovenia); foto Gigliola Antonazzi (CSAAT)

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    parte del complesso "Veil nebula" in Cygnus, ripreso da Cepno (Slovenia); autore: Fabrizio Honovich (CSAAT)

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    nebulosa oscura LDN1251 in Cepheus ripreso da Cepno (Slovenia); autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    complesso nebulare IC1396 in Cepheus; autore: Aleš Ferluga (CSAAT)

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    nebulosa plpanetaria M27 "manubrio" in Vulpecula; autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    nebulosa M8 "laguna" in Sagittarius; autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    complesso nebulare IC1396 in Cepheus; autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    M8 "nebulosa laguna" in Sagittarius; autore: Fabrizio Honovich (CSAAT)

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    resto si supernova "Veil nebula" in Cygnus; autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    complesso nebulare IC1396 in Cepheus; autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    NGC6960 "Veil nebula" in Cygnus, ripresa da Trebiciano (TS); autore: David Kralj (CSAAT)

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    campi stellari attorno a Rigel Kentaurus (α Centauri) riprese dalla Namibia; autore: Alessandro Cipolat Bares (CSAAT)

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    ammasso stellare globulare M55 in Sagittarius, ripreso dalla Namibia; autore: Alessandro Cipolat Bares (CSAAT)

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    ammasso stellare aperto M7 in Scorpius, ripreso dalla Namibia; autore: Alessandro Cipolat Bares (CSAAT)

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    Rigel Kentaurus (α Centauri), ripresa dalla Namibia; autore: Alessandro Cipolat Bares (CSAAT)

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    Cygnus Wall in NGC7000 "nebulosa Nord America" ripreso da Trieste; autore: Fabrizio Honovich (CSAAT) 

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    galassia a spirale Maffei 2 in Cassiopeia ripesa da Platak (HR); autore: Stefano Schirinzi CSAAT) 

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    Via Lattea ripresa dall'osservatorio del Teide (Tenerife) autore: Moreno Pattai (CSAAT)

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    disco solare ripreso in H-alpha il 2023-06-07 da Maximilian Iesse (CSAAT) 

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    dettagli della fotosfera solare in H-alpha ripresa il 2023-06-07 da Maximilian Iesse (CSAAT)

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    SN 2023ixf in M101: somma di due immagini, effettuate strumenti differenti, da Alessandro Cipolat Bares e Stefano Schirinzi:

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    SN2023ixf in M101 (UMa), ripresa da Pula (HR); autore: Zlatko Orbanic (CSAAT)

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    SN2023ixf in M101 (UMa), ripresa da Basovizza (TS); autore: Stefano Schirinzi (CSAAT)

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    SN2023ixf nella galassia M101 (UMa), ripresa da Cepno (Slovenia); autore: Aleš Ferluga (CSAAT)

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    SN2023ixf nella galassia M101 (UMa), ripresa dalla Ciceria (Croazia); autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    SN2023ixf nella galassia M101 (UMa), ripresa il 2023/05/20 dai Brkini (Slovenia); autore: Giorgio Rizzarelli (CSAAT)

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    galassia a spirale M104 in Virgo; autore: Fabrizio Honovich (CSAAT)

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    complesso molecolare di Orione; autore: Stefano Salvini (CSAAT)

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    galassia a spirale NGC3718 con la vicina NGC3729 (a dx) in Ursa Major; autore: Maximilian Iesse (CSAAT)

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    galassia a spirale M101 in Ursa Major rirpesa dalla Valle d'Aosta; autore: Alessandro Cipolat Bares (CSAAT)

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    Visnjan Messier Marathon 2023 (HR)

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    galassie a spirale interagenti M51 e NGC5195 in Canes Venatici; autore: David Kralj (CSAAT)

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    campi stellari e nebulose nella Via Lattea tra Monoceros e Gemini; autore: Stefano Salvini (CSAAT)

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    resto di supernova Simeis147 in Auriga/Taurus; autore: Aleš Ferluga (CSAAT)

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    galassia a spirale M63 in Canes Venatici; autore: Fabrizio Honovich (CSAAT)

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    galassie a spirale M106 (a dx) e NGC4217 (a sx) in Canes Venatici; autore: Alessandro Cipolat Bares (CSAAT) dalla Valle d'Aosta

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    galassia a spirale M63 in Canes Venatici; autore: Zlatko Orbanić (CSAAT) da Pula (HR)

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    galassia a spirale M101 (al centr0) e NGC5474 (in alto a dx) e in Ursa Major; autore: Aleš Ferluga (CSAAT)

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    dettagli della fotosfera solare; autore: Maximilian Iesse (CSAAT)

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    NGC2237, nebulosa ad emissione "Rosetta" con relativo ammasso stellare in Monioceros; autore Paolo Forti (CSAAT)

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    Via Lattea, aree nebulari ed ammassi stellari in Cassiopeia; autore: Aleš Ferluga (CSAAT)

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    aree nebulari ed ammassi stellari in Auriga; autore: Aleš Ferluga (CSAAT)

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    rifelssi sul maer della congiunzione Venere-Giove, 2023-03-02; autore: Stefano Schirinzi (CSAAT)

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    congiunzione Venere-Giove sul golfo di Trieste, 2023-03-02; autore: David-Kralj (CSAAT)

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    NGC2359 nebulosa "elmo di Thor" in Canis Major, ripresa da David Kralj (CSAAT) da Čepno (Slovenia)

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    Il cielo di metà Febbraio ripreso da Jelovice (HR) da David Kralj (CSAAT)

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    Il cratere Clavius e l'area circostante; immagine ripresa da Roberto Furlan da Carlshalton (UK)

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    L'ammasso stellare NGC2237 in Monoceros ripreso da Stefano Schirinzi (CSAAT) da Črnotiče (Slovenia)

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    C2022 E3 ZTF ripresa da Gigliola Antonazzi (CSAAT) il 2022-02-18 da Črnotiče (Slovenia)

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    C2022 E3 ZTF ripresa da Alessandro Cipolat Bares (CSAAT) il 2022-02-20 dalla Valle d'Aosta

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    C2022 E3 ZTF ripresa da Alessandro Cipolat Bares (CSAAT) il 2022-01-27 dalla Valle d'Aosta

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    C2022 E3 ZTF ripresa da Alessandro Cipolat Bares (CSAAT) il 2022-01-27 dalla Valle d'Aosta

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    C2022 E3 ZTF "starless" ripresa da Alessandro Cipolat Bares (CSAAT) il 2022-01-25 dalla Valle d'Aosta

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    C2022 E3 ZTF ripresa da Giulio Guglielmi (CSAAT) il 2022-01-25 da Basovizza (TS)

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    C2022 E3 ZTF ripresa da Stefano Schirinzi (CSAAT) il 2022-01-25 da Basovizza (TS)

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    C2022 E3 ZTF ripresa da Fabrizio Honovich (CSAAT) il 2022-01-25 da Basovizza (TS)

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    C2022 E3 ZTF ripresa da Giulio Guglielmi (CSAAT) il 2022-01-25 da Basovizza (TS)

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    C2022 E3 ZTF ripresa da Alessandro Cipolat Bares (CSAAT) il 2022-01-21 dalla Valle d'Aosta

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    ammasso stellare M45 "Pleiadi" rirpese da Čepno (Slovenia); autore: Irwin Burian Lissoi (CSAAT)

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    nebulosa NGC 1909 "testa di strega" in Eridanus, rirpesa da Čepno (Slovenia) 

    autore: Aleš Ferluga

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    nebulosa NGC2175 in Orion

    ripresa  da Basovizza (TS)

    autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    ammasso stellare M41 in Canis Major ripreso da Basovizza (TS)

    autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    ammasso stellare M44 in Cancer ripreso da Basovizza (TS)

    autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    Cometa C/2022 E3 (ZTF), ripresa il 2022/11/30 da Lazzaretto (TS

    autore: Stefano Schirinzi (CSAAT)

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    ammasso stellare M45 "Pleiadi", dettaglio

    autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    M42 "grande nebulosa di Orion"

    ripresa da Basovizza (TS)

    autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    NGC1893 "nebulosa girino" in Auriga

    ripresa da Basovizza (TS)

    autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    nebulosa a riflessione M78 in Orion

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    galassia NGC253 "moneta d'argento" in Sculptor, rirpesa da Cepno (slovenia)

    autore: Stefano Schirinzi (CSAAT)

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    nebulosa NGC281 in Cassiopeia

    ripresa da Basovizza (TS)

    autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    Giove rirpeso al telescopio; autore: Ivan Minoia (CSAAT)

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    nebulosa oscura IC434 "testa di cavallo" ripresa da Cepno (Slovenia)

    autore: Giulio Guglielmi (CSAAT)

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    nebulosa a riflessione NGC1977 in Orion, ripresa da Cepno (Slovenia)

    autore: Stefano Schirnzi (CSAAT)

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    NGC281 "nebulosa Pac-Man" in Cassiopeia, ripresa da Basovizza (TS) il 2022/0920; autore Fabrizio Honovich (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)  

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    la Via Lattea ripresa con la silhouette delle Tre Cime di Lavaredo, Dolomiti; autore: Gigliola Antonazzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    Saturno ripreso il 2022-08-16; autore: Jan Pohlen (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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    nebulosa ad emissione Sh2-101 "tulipano", ripresa  Casole d'Elsa (SI)

    autore: Maurizio Cabibbo (CSAAT)

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  • cometa C/2017 K2 PANSTARRS tra le stelle di Ophiucus, ripresa da Basovizza (TS)

    autore: Stefanio Schirinzi (CSAAT)

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  • luce zodiacale dal deserto del Kalahari, Namibia

    autore: Alessandro Cipolat Bares (CSAAT)

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  • NGC7000 "nebulosa Nord America" e IC5067/70 "nebulosa Pellicano" in Cygnus, ripresa dalla Slovenia

    autore: Aleš Ferluga (CSAAT)

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  • regione nucleare di M31 "grande galassia di Andromeda" con M110, ripresa da Basovizza (TS)

    autore: Paolo Forti (CSAAT)

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  • nebulosa M17 "omega" in Sagittarius, , ripresa da Basovizza (TS)

    autore: Stefano Schirinzi (CSAAT)

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  • nebulose M8 "laguna" ed M20 "trifida" in Sagittarius, rirpese da Grado (GO)

    autore: Giulio Guglielmi (CSAAT)

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  • complesso nebulare di ρ Ophiuchi e Antares; autore: Alessandro Cipolat Bares (CSAAT)

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  • resto di supernova NGC6992 "nebulosa Velo" in Cygnus; autore: Aleš Ferluga (CSAAT)

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  • nebulosa ad emissione/riflessione M20 "trifida" in Sagittarius, ripresa da Basovizza (TS)

    autore: Cristina Bressan (CSAAT)

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  • campo stellare in Sagittarius tra le nebulose M16 "aquila" (a sx) e M17 "omega" (a dx), ripreso dalla Slovenia

    autore: Aleš Ferluga (CSAAT)

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    M7, "ammasso di Tolomeo" in Scorpius, ripreso da Basovizza (TS); a dx, le stelle sono coperte da un albero

    autore: Cristina Bressan (CSAAT)

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  • nebulosa oscura "Dark Doodad" e ammasso globulare NGC4372, in Musca, ripresi dalla Namibia

    autore: Alessandro Cipolat Bares (CSAAT)

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    Luna all'ultimo giorno

    autore: Paolo Forti (CSAAT)

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  • nebulosa ad emissione M16 "aquila", ripresa da Grado (GO)

    autore: Giulio Guglielmi (CSAAT)

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  • la Via Lattea sotto cielo Bortle 3, ripresa dall'isola di Cherso/Cres (HR)

    autore: Simone Scarpa (CSAAT) 

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  • la Via Lattea ripresa da Basovizza (TS)

    autore: Cristina Bressan (CSAAT)

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    Luna del 12 agosto 2022, ripresa da Basovizza (TS)

    autore: Cristina Bressan (CSAAT)

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    Meteore e satelliti del 12 agosto 2022; ripresa effettuata da Basovizza (TS)

    autore: Stefano Salvini (CSAAT)

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    "Notte delle Perseidi", 12 agosto 2022

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    "Notte delle Perseidi", 12 agosto 2022

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    "Notte delle Perseidi", 12 agosto 2022

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    "Notte delle Perseidi", 12 agosto 2022

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    galassia NGC891 in Andromeda, ripresa da Stefano Schirinzi (CSAAT)

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    gruppo di stelle M73 in Aquarius, ripreso da Stefano Schirinzi (CSAAT)

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    ammasso globulare M72 in Aquarius, ripreso da Stefano Schirinzi (CSAAT)

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    Scorpius e costellazioni limitrofe; ripresa effettuata da Platak (HR) da Rossana Monaco (CSAAT)

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    Nettuno e la luna Tritone ripresi da Stefano Schirinzi (CSAAT)

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    nebulosa ad emissione Sh2-126 in Lacerta; ripresa da Maurizio Cabibbo da Casole Val d'Elsa (SI)

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    grande fenditura di Cygnus ripresa da Paolo Forti (CSAAT)

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    Urano e le sue lune ripresi da Stefano Schirinzi (CSAAT)

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    NGC7822, nebulosa ad emissione in Cepheus; autore: Aleš Ferluga (CSAAT)

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    M45 "ammasso stellare Pleiadi" in Taurus; autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    NGC404 "fantasma di Mirach" in Andromeda; autore: Stefano Schirinzi (CSAAT)

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    NGC 869/884, "doppio ammasso di Perseus"; autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    "a riprendere il cielo stellato"

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    dettaglio su M33 "galassia di Triangulum"; autore: Jan Pohlen (CSAAT)

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    M33 "galassia di Triangulum"

    autore: Paolo Forti (CSAAT)

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    meteora perseide in Auriga; autore: Giorgio Rizzarelli (CSAAT

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    Luna, Giove (a sx) e Saturno (a dx) ripresi durante "Notte delle Perseidi"; autore: Cristina Bressan (CSAAT)

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    NGC281 nebulosa "Pac-Man" in Cassiopeia; autore: Paolo Forti (CSAAT)

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NOVITÀ / AGGIORNAMENTI

FINESTRA SUL COSMO: vere "nubi fantasma" popolano l'ambiente galattico in aree ben lontane dal disco, dove solo fino a pochi anni fa non si riteneva che idrogeno e monossido di carbonio fossero presenti in grandi quantità. In questa nuova uscita della rubrica pubblicata sullo storico quotidiano "Il Piccolo", un approfondimento sulle cosiddette "nebulose a flusso integrato", strutture talmente deboli che per rilevarle sono indispensabili lunghe pose e raffinate tecniche di fotografia astronomica, come quella realizzata dall'astrofotografo Maurizio Cabibbo (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) da Casole d'Elsa (SI) a corredo dell'articolo. Testo di Stefano Schirinzi e Rossana Monaco (Centro Studi Astronomici Antares Trieste), la quale cura anche la revisione.

SPIRALE NEL CIELO: nella serata di Lunedì 24 marzo, attorno alle ore 21, da tutta Europa sono giunti report di osservazioni corredati da fotografie relative ad un singolare fenomeno atmosferico: una luminosa e cangiante figura a spirale apparsa nel cielo settentrionale, prodotta dal carburante espulso dallo scarico del razzo SpaceX Falcon 9, decollato dallo Space Launch Complex 40 (SLC-40) a Cape Canaveral alle 19.48 ora locale.


Non è assolutamente la prima volta che un fenomeno di questo tipo appare nei cieli: queste curiose spirali, che tanto emulano la forma di una galassia per l'appunto "a spirale", si formano quando il carburante viene espulso dagli stadi superiori che sono in rapida rotazione su se stessi: congelando quasi istantaneamente nello spazio, il materiale formante questo vortice congelato riflette la luce del Sole, rendendoli visibili nel cielo notturno da un'ampia zona del globo causa la sua altezza elevata.



Ricorrendo alla fantasia, il singolare evento ha fornito ai più esperti un'idea di come possa apparire l'avvicinamento di una galassia in un episodio di fusione galattica. In basso a sx, un dettaglio sulla ripresa del singolare evento effettuata da David Kralj (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) da Trebiciano. In basso, la galassia M99 in Coma Berenices, dalla caratteristica forma a spirale.


2025 / 03 / 18

LA PIU NITIDA IMMAGINE DI ESOPIANETI AD OGGI RIPRESA: la foto che qui pubblichiamo è un vero record: la più nitida immagine di esopianeti ad oggi catturata! Protagonista, ancora una volta, il telescopio spaziale James Webb (NASA/CSA/ESA), che ha rilevato non uno ma ben 4 pianeti orbitanti attorno alla stella HR8799, situata in Pegasus e lontana 130 anni-luce dal Sistema Solare.


Ritrarre direttamente (quindi, non tramite il metodo dei transiti ne con quelli che sfruttano cambiamenti nella velocità radiale della stella madre, di anomalie rotazionali in stelle di neutroni con corteo planetario o, rarissimo, effetti lensing indotto da esopianeti su stelle di fondo) immagini di corpi che non splendono di luce propria in orbita attorno a stelle lontane è estremamente difficile dal momento in cui le stelle splendono con luminosità tali da annientare, letteralmente, la poca luce riflessa dai loro pianeti, anche quelli di dimensioni notevoli. Tuttavia, ricorrendo all'uso di coronografi, maschere che occultano la luce della stella  eliminando in tal modo la la luce diffusa e difratta sul piano focale di un telescopio, è possibile oggi riprendere - non sempre ma in casi ben specifici - alcuni di questi lontanissimi mondi. JWST ha utilizzato un coronografo installato sulla camera NIRCam, che lavora nell'infrarosso vicino tra 0,6 μm e 5 μm. Il risultato così ottenuto su questa stella bianca di sequenza principale, dalla luminosità quasi 5 volte quella del Sole, è straordinario.


È bene specificare che i "dischi" osservati non rappresentano i reali "dischi" di quei lontani pianeti, quindi NON assolutamente le loro superfici; ciò a causa di limiti di risoluzione angolare e diffrazione cui lo stesso JMST è sottoposto. Lo confermano, empiricamente, anche le proporzioni tra diametro angolare dei dischi e distanze pianeti-stella. Giusto per farsi un'idea sulle distanze intercorrenti tra i pianeti e la stella (la minima luce della quale è stata digitalmente rimossa), quello più vicino alla stella, HR8799 e, orbita ad una distanza equivalente a quella dell'orbita di Urano nel Sistema Solare; il più lontano, HR8799 b, orbita a più del doppio della distanza orbitale di Nettuno. I colori applicati alle lunghezze d'onda opportunamente trasmesse da differenti filtri (il blu a 4,1 micron, il verde a 4,3 micron e il rosso a 4,6 micron) della NIRCam (Near-Infrared Camera) di Webb, inoltre, rivelano differenze intrinseche di tali pianeti.


Le osservazioni effettuate con lo spettroscopio di JWST indicano che i tutti i pianeti di HR8799 sono ricchi di anidride carbonica (a detenere il record è HR 8799 b, lontano oltre 10 miliardi di chilometri dalla stella). Ciò fornisce una solida prova del fatto che quei quattro pianeti giganti sono nati in modo molto simile a Giove e Saturno tramite accrescimento del nucleo, attraendo gas circostante presente nel disco protoplanetario. L'individuazione dell'anidride carbonica dimostra come nelle atmosfere di questi pianeti sia presente una frazione considerevole di elementi più pesanti quali carbonio, ossigeno e ferro.


Crediti dell'immagine: NASA, ESA, CSA, STScI, W. Balmer (JHU), L. Pueyo (STScI), M. Perrin (STScI)


2025 / 03 / 15

NGC6444, SOSIA DELLA VIA LATTEA: questa impressionante galassia è stata ripresa dall'astrofotografi Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) dagli oscuri cieli della Namibia, nello specifico dal Tivoli Southern Sky Guest Farm. Si tratta di una splendida spirale barrata sita in Pavo, lontana circa 30 milioni di anni-luce: una galassia che può essere considerata sorta di gemella della Via Lattea. Struttura, massa e dimensioni sono infatti davvero molto simili, Così come simile è anche la presenza di una galassia gravitazionalmente legata a NGC6744, deformata per effetto mareale a seguito di passati ravvicinati ad essa, similmente a quanto accade alle Nubi di Magellano.



Per lo più sconosciuta agli osservatori dell’emisfero boreale in quanto stagliata sull’emisfero celeste australe, l’osservazione di questa stupenda galassia, al contrario di quanto si possa pensare, è tutt’altro che facile. Infatti, pur essendo relativamente luminosa, NGC6744 si diffonde su un diametro apparente di ben 22' ovvero oltre 2/3 di quello della Luna piena e perciò la sua luminosità superficiale (soprattutto il disco, esternamente alla regione nucleare) è alquanto debole, splendendo di 13a grandezza ovvero con la medesima luminosità di Plutone.


Le braccia a spirale partono dalle estremità di una barra centrale a sua volta centrata su un anello interno scomposto. L'area compresa tra l’area nucleare e l'anello situato esternamente a questa appare priva di aree HII, assenza di idrogeno che potrebbe essere stata indotta da risonanze orbitali. Altre braccia a spirale si proiettano tangenzialmente dall'anello interno prima di avvolgersi quasi ininterrottamente fino al bordo del disco.


Osservata con strumenti di diametro elevato la splendida forma ovale di questa galassia su uno sfondo ricchissimo di stelle rivela una delle visioni più belle offerte dalla volta celeste, con resa eccezionale in fotografia. Le estesissime braccia a spirale, almeno 4 quelle principali, ospitano praticamente ovunque aree di formazione stellare (regioni HII) frammiste a lunghe e oscure scie create da addensamenti di polvere interstellare. Netta all'osservazione, la separazione tra le due popolazioni stellari, quella di tipo I, nel disco (che esibisce una dominante azzurra) e quella più antica, di tipo II, con stelle evolute che forniscono all'area   interna della galassia la tipica colorazione tendente all'arancione.


All’osservazione spettroscopica il nucleo di NGC6744 esibisce righe di emissione prodotte da atomi di ossigeno, azoto e zolfo allo stato neutro; per tale ragione NGC6744 è classificata come “galassia LINER” (acronimo di low-ionization nuclear emission-line region), classe di oggetti inclusa nel filone delle "galassie dal nucleo attivo" (AGN). Tuttavia, l’assenza di altre firme spettrali tipiche di ambienti ad elevata energia governati da buchi neri supermassicci, porta le LINER ad essere considerate come "galassie di Seyfert" a bassa luminosità. In queste, il buco nero supermassiccio è sicuramente meno dinamico delle Seyfert e dei Quasar: senza ricorrere a simili mostri, i tipici spettri delle LINER possono essere anche prodotti dalla presenza di considerevoli numeri di caldissime stelle la cui intensa radiazione ultravioletta indurrebbe fenomeni di fotoionizzazione, riscontrabili nelle righe di emissione osservate.

2025 / 03 / 13

MESSIER MARATHON 2025: In occasione del periodo favorevole allo svolgimento della Messier Marathon, manifestazione non-competitiva organizzata al fine di osservare al telescopio quanti più dei famosi 110 oggetti del catalogo compilato dall'astronomo francese Charles Messier alla fine del XVIII secolo, gli amici del vicino osservatorio astronomico di Visnjan (HR) organizzano la "28th MESSIER MARATHON", che si terrà nella notte tra il 29 e 30 marzo 2025 presso l'ampio piazzale antistante la struttura.


La Messier Marathon è una vera "gara", riservata esclusivamente all'osservazione telescopica senza l'ausilio di sistemi GOTO per il puntamento automatico degli oggetti del cielo profondo: questi, infatti, possono essere puntati esclusivamente in modalità manuale, avvalendosi di opportune mappe celesti. Spirito agonistico, curiosità e divulgazione sono gli ingredienti per passare una bella serata in compagnia sotto il cielo stellato.


Tutti i partecipanti riceveranno un programma dettagliato dopo aver compilato il modulo di partecipazione clickando QUI. La quota di iscrizione - € 20,00/persona, pagabile all'arrivo presso l'osservatorio - comprende alloggio, spuntino notturno e bevande calde fornite dallo staff organizzativo.


Il giorno seguente, domenica 30 marzo, s terrà la cerimonia di premiazione con pranzo, alle ore 13:00 presso la Pizzeria Vicinius (costo: € 18,00, da pagare in loco).

2025 / 03 / 12

"FINESTRA SUL COSMO": Venere, secondo pianeta in ordine di distanza dal Sole, è l'astro più luminoso del cielo notturno esclusa la Luna e in questo periodo presenta una splendida fase che osservata al telescopio lascia grande emozione. L'odierna edizione della rubrica, curata da Stefano Schirinzi e Rossana Monaco (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) pubblicata sullo storico quotidiano "Il Piccolo" non poteva non essere dedicata ad un approfondimento sulle dinamiche delle fasi venusiane: fenomeno la cui interpretazione ha visto l'interpretazione scientifica trionfare e mettere fine a credenze perpetrate per troppo lungo tempo.

2025 / 03 / 09

CIELO PROFONDO - IL TRIPLETTO DI LEO RIPRESO DAL CENTRO DI TRIESTE: pubblichiamo questa altra sbalorditiva ripresa fotografica, ricchissima in dettagli, effettuata nuovamente da un luogo ad elevatissimo inquinamento luminoso quale è il centro di  Trieste. Target dell’astrofotografo Giulio Guglielmi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) è stato il cosiddetto “tripletto di Leo”, gruppo costituito da tre galassie a spirale che si riuniscono a formare una visione davvero mozzafiato: la distanza tra NGC3628 (in basso) e le altre due, M66 (alto a dx) e M65 (in alto a sx) è poco superiore mezzo grado ovvero l’equivalente del diametro apparente della Luna piena.


Considerando che il trio è distante circa 30 milioni di anni-luce dalla Via Lattea, i due “cateti” che separano NGC3628 da M65 ed M66 si estendono nello spazio per circa 1 milione di anni luce (valore pari a 1/3 della distanza che separa la Via Lattea dalla nota “grande galassia di Triangulum”) mentre la separazione tra M65 e M66 dovrebbe aggirarsi attorni ai 400.000 anni-luce. Tutte e tre le galassie del terzetto sono spirali barrate la cui particolarità è quella di apparire inclinate sotto diversi angoli rispetto alla nostra visuale, tendendo così ad apparire diverse.


NGC3628 è una delle galassie più affascinanti tra quelle viste esattamente di taglio, il cui colore risulta decisamente più arrossato a causa dell’assorbimento della luce del suo disco indotto dall’ingente presenza di polveri, ben addensate soprattutto lungo il piano equatoriale della galassia. Entrambi i bordi appaiono deformati, segno evidente di passate interazioni mareali con M65 e M66 e, probabilmente, con una terza galassia forse fagocitata da NGC3628, i cui resti potrebbero essere costituiti dalla debole scia di stelle (non visibile in questa ripresa) che si allontana proprio da NGC3628. Il rigonfiamento centrale, che a diverse lunghezze d'onda appare avere forma ad X, è probabile segno del fatto che NGC3628 sia in realtà una galassia a spirale di tipo barrato.


I dischi di M66 e M65 sono entrambi sufficientemente inclinati da mettere bene in mostra la loro struttura a spirale; le interazioni gravitazionali  - probabilmente avvenute 800 milioni di anni or sono - sono qui evidenti nella marcata asimmetria dei bracci a spirale di M66 nonché nella presenza di nubi di idrogeno neutro, rilevate nelle onde radio, che si estendono verso l’esterno di M66 in direzione di NGC3628 per oltre 350 mila anni-luce.


Dati tecnici della ripresa: Autore: Giulio Guglielmi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste; telescopio: rifrattore Askar 140 APO; camera: ZWO ASI294; pose: 10x300", nessun filtro utilizzato; software elaborazione: Pixinsight, Photoshop; luogo delle riprese: Trieste centro.

2025 / 03 / 05

LA FALCE DI VENERE: il pianeta Venere, coperto da un’atmosfera fino a pochi decenni fa impenetrabile alla vista, è stato sfruttato in film e narrativa sia come habitat di razze aliene che come avamposto terraformato per gli esseri umani: ne sanno qualcosa ad esempio il capitano Kirk di Star Trek che ci ha avuto a che fare in più circostanze e perfino Gianni e Pinotto!


Secondo pianeta in ordine di distanza dal Sole e sesto per diametro nel Sistema Solare, noto per le sue dimensioni simili a quelle della Terra e per la sua caldissima temperatura alla superficie dovuta ad effetto-serra, Venere è stato qui fotografato da Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) il 4 marzo 2025 al crepuscolo. Raggiunta la massima elongazione dal Sole lo scorso 10 gennaio, alla data della ripresa la separazione angolare di Venere dalla stella madre sottendeva 27,2°.


Come visibile nella foto, in questi giorni il pianeta si presenta come un sottile falcetto, simile alla Luna al primo o secondo giorno di età, dal diametro angolare di 51,44" d'arco: valore notevole, prossimo alla risoluzione ad occhio nudo. Venere compie un'orbita attorno al Sole in 225 giorni, più velocemente rispetto alla Terra: di conseguenza, a volte è vicino alla Terra per poi trovarsi più lontano quando è "dietro” al Sole. Questo continuo cambiamento delle posizioni relative dei due pianeti è la causa delle fasi di Venere: quando è situato dall'altro lato del Sole, ovvero in "congiunzione superiore", lo vediamo illuminato direttamente, in una fase simile a quella della Luna piena; ma quando ciò accade, il pianeta è anche alla massima distanza dalla Terra. Osservato al telescopio, esso appare come un piccolo disco quasi del tutto illuminato. Avvicinandosi alla Terra le dimensioni apparenti di Venere aumentano progressivamente, con la fase sempre più simile a quella della Luna al primo quarto.


Certamente la fase più emozionante da osservare è quella visibile proprio in questo periodo, esibita nel corso del raggiungimento della minima distanza dalla Terra (evento detto "congiunzione inferiore" e che quest'anno accadrà il 3 giugno). Nelle settimane antecedenti, come in questi giorni, Venere appare molto più grande rispetto alla sua fase "piena" e la falce, osservata al telescopio, è davvero impressionante. Questo è anche il periodo in cui il pianeta è al massimo della sua luminosità, raggiungendo la magnitudine massima di -4,7. Le fasi venusiane differiscono da quelle della Luna: il satellite naturale della Terra riflette la massima luce (del Sole) durante la sua fase piena, Venere in fase crescente.


A parte Mercurio, Venere e la Luna, nessun altro corpo del Sistema Solare presenta fasi osservato dalla Terra: tutti gli altri pianeti e loro satelliti, infatti, sono "esterni" all'orbita terrestre e presentano perciò i loro dischi interamente illuminati dal Sole.


Quando nel 1610 Galileo descrisse le fasi di Venere osservandole col suo modesto telescopio, compì una tra le più importanti scoperte nella storia della Scienza, fornendo una prova osservativa che abbatteva l'errata idea tolemaica per la quale Venere orbitava tra la Terra e il Sole secondo una traiettoria epiciclica: il sistema copernicano per il quale Venere seguiva invece un’orbita centrata sul Sole e senza epicicli veniva così convalidato.

2025 / 03 / 01

PROGRAMMA CONFERENZE MARZO 2025: gli appuntamenti didattici, , tenuti sul canale Skype dell'Associazione, sono riservati ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste:

ASTRONEWS e APPROFONDIMENTI

2025 / 02 / 27

"FINESTRA SUL COSMO": la stupenda foto di IC2177 tra Canis Major e Monoceros prodotta dall'astrofotografo Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste), popolarmente nota come "nebulosa gabbiano", è protagonista di questa nuova puntata della rubrica, pubblicata nello storico quotidiano Il Piccolo, riservata alla descrizione dettagliata del cielo profondo (la foto originale non ritagliata e ad una maggiore risoluzione è messa qui nei commenti). Di questa nebulosa, che assomiglia più ad un  "mostro cosmico", ne parlano in questo numero della rubrica Stefano Schirinzi e Rossana Monaco (Centro Studi Astronomici Antares Trieste), la quale ne cura anche la revisione.

2025 / 02 / 24

SOLE: Brillamento solare di livello X2 avvenuto ieri sera Domenica 23 Febbraio nell'emisfero Nord. L'evento è avvenuto in una regione che, a causa della rotazione del Sole su se stesso, stava tramontando sul bordo della faccia rivolta alla Terra: un'eventuale eruzione di materiale solare nello spazio associata al brillamento sarà laterale e non investirà la Terra, per cui in questo caso non sono previste aurore boreali a medie latitudini. Sorprendentemente la fonte del brillamento è una macchia solare piccola (4001), formatasi solo il giorno prima e apparentemente stabile. Vi sono però, sulla faccia solare in questi giorni, anche due regioni estese, instabili e ancora abbastanza centrali sulla faccia: la 3998 e la 4000. Promettente anche la 4006.


Degno di nota il fatto che la maggior parte di queste regioni siano nell'emisfero Nord: Mentre il Sole nel 2024 ha esibito alta attività prevalentemente nell'emisfero Sud, dall'autunno l'attività dell'emisfero Nord è in ripresa e dal 2025 l'attività media è distribuita più equamente fra i due emisferi (vedi grafico in basso a destra). Questi primi mesi del 2025 potrebbero essere l'inizio di un periodo di attività abbastanza alta nell'emisfero Nord. Non è detto però che si tratterà del massimo assoluto (nell'ambito del ciclo solare corrente) dell'emisfero Nord, dato che quest'ultimo ha già avuto un picco notevole nel 2022-23. Si veda il grafico in basso a sinistra, che fra l'altro mostra che, in ognuno dei cicli solari passati recenti, si è avuto prima il massimo Nord, seguito dopo un paio d'anni dal massimo Sud, più intenso.


In ogni caso si prospetta un 2025 abbastanza interessante riguardo l'attività solare. Inoltre con l'avvicinarsi dell'equinozio la magnetosfera terrestre risponde maggiormente al campo magnetico portato dalle eruzioni solari, e in conseguenza aumenta la probabilità di tempeste geomagnetiche e quindi di aurore boreali visibili a medie latitudini, anche europee. Già in Febbraio sono avvenute varie tempeste geomagnetiche di livello G1, e il 18 Febbraio c'è stato un evento di aurora boreale visibile anche a medie latitudini, attorno a 40N in USA. (Giorgio Rizzarelli)


AGGIORNAMENTO: Un nuovo brillamento è avvenuto la sera di Lunedì 24, anch'esso appena dietro al bordo destro e probabilmente di classe X, ma questa volta associato a un'eruzione imponente di materia solare, anche se decisamente non diretta verso la Terra. La fonte dell'evento sembrerebbe essere la regione 3990-1, apparentemente innocua, nell'emisfero Sud vicino all'equatore, ma altri brillamenti sono avvenuti quasi simultaneamente Dalle regioni 4000 e 4001 nell'emisfero Nord. E' quindi un periodo di alta attività in entrambi gli emisferi solari. Brillamenti quasi simultanei nei due emisferi sono frequenti nel periodo di massimo di attività solare.

2025 / 02 / 20

UN TRIANGOLO "MOMENTANEO" NEL CIELO: In queste sere, il pianeta Marte si configura in un bel asterismo in Gemini: un triangolo isoscele assieme alle due più luminose stelle di Gemini, la bianco-azzurrina Castor (α Gem) e l'arancione Pollux (β Gem).

Nella foto di Andrea Nichele (Centro Studi Astronomici Antares Trieste), ripresa dal centro di Monfalcone (GO), l'attuale "triangolo celeste" è visibile in alto a sx. In basso, Procyon (α CMi) e Gomeisa (β CMi) e alcune delle luminose stelle di Orion.

2025 / 02 / 18

95 ANNI DI PLUTONE: 18 Febbraio 1930, 95 anni fa: Clyde Tombaugh, analizzando al "blink comparator" due lastre riprese all'osservatorio di Flagstaff il 23 e il 29 Gennaio dello stesso anno, scopriva Plutone.

Tombaugh spese circa 7.000 ore ovvero 3,5 anni di lavoro al blink prima di scoprire l'allora nuovo pianeta: tra l'altro, con una grandissima dose di fortuna, dal momento in cui le perturbazioni gravitazionali nel movimento orbitale di Nettuno da parte di un ipotetico nuovo pianeta gigante - questa la motivazione che ne indusse la ricerca - rivelarono che queste erano del tutto inesistenti a seguito dei dati sulla massa di Nettuno ottenuti dal Voyager 2 a seguito del passaggio ravvicinato al gigante blu nel 1989.

2025 / 02 / 17

ALLERTA T CORONAE BOREALIS: probabilmente ci siamo quasi. Uno studio recente ha evidenziato un rapido e drastico aumento di intensità e ampiezza del profilo Hα nello spettro della stella, probabilmente indotto da un crescente tasso di accrescimento che, a sua volta, porta all'espansione del disco di accrescimento attorno alla stella, aumentando così la massa attorno alla nana bianca. Qualcosa di simile era stato esibito anche da RS Oph poco prima dell'esplosione esibita nel 2021. Il comunicato dello studio in questo Astronomy Telegram #17041 riportato qui di seguito. Se le condizioni del cielo lo permetteranno, si consiglia di iniziare ad osservare con attenzione Corona Borealis a partire da questa sera.

2025 / 02 / 13

"GIORNATA NAZIONALE SULL'INQUINAMENTO LUMINOSO": il 16 Febbraio 2025 si terrà questo evento atto a sensibilizzare l'opinione pubblica su questo importante ma molto trascurato problema, ritenuto dai più privo di interesse o addirittura inesistente. L'amico Stefano Codutti, socio onorario del Centro Studi Astronomici Antares Trieste nonché esperto astronomo non-professionista attivo su questo problema, è stato invitato dalla Prof.ssa Prof Renata Capria D'Aronco all'Università degli Studi di Udine a relazionare sulla reale gravità apportata dall'inquinamento luminoso: dannoso non solo per il fatto di eludere la visione volta celeste - lo spettacolo più bello che possa offrire la natura, come sempre affermiamo - ma per inficiare uno stravolgimento di flora e fauna (falene, chirotteri, uccelli migratori, fotosintesi delle piante) e della salute del Sapiens.


Il Codutti ha relazionato sull'alterazione dei cosiddetti "cicli circadiani" ovvero quella sorta di orologio biologico interno che regola l'alternanza sonno-veglia, creando un blocco della produzione di cortisolo e melatonina il quale, nel tempo, induce sul corpo umano problemi quali tumori al seno alle donne e alla prostata agli uomini senza contare miopia, insonnia e irritabilità, fino alla depressione (studi del 2011). Parimenti alla crisi climatica, è dovere di chi rivolge i propri studi al problema dell'inquinamento luminoso sensibilizzare le amministrazioni locali nel sostituzione di quelle inutili luci che sparano fasci luminosi in ogni direzione con lampade cut-off, costituite da sodio a bassa pressione.


Un sentito ringraziamento a Stefano Codutti per il suo lavoro e contributo a questa causa che, speriamo, possa essere presa in sempre maggiore considerazione da tutti, amministrazioni comprese.


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2025 / 02 / 12

"FINESTRA SUL COSMO": una foto straordinaria di un oggetto del cielo profondo ripreso dal centro di Trieste attraverso un paziente lavoro di acquisizione di riprese su una evanescente nebulosa che si eleva di soli 22° sull'orizzonte, sud, perennemente immersa in un ambiente ad elevatissimo ambiente luminoso. Questa immagine rappresenta una piccola rivincita della tecnologia, che permette oggi di strappare al cielo lattiginoso segreti altrimenti invisibili come questo. Di Sh2-308 ne parlano, in questo numero della rubrica, Stefano Schirinzi e Rossana Monaco (Centro Studi Astronomici Antares Trieste), la quale ne cura anche la revisione.

2025 / 01 / 30

"FINESTRA SUL COSMO": nella rubrica pubblicata ieri nello storico quotidiano Il Piccolo, un approfondimento sulle dinamiche del complesso molecolare Orion-Monoceros, in particolare sulla stupenda nebulosa NGC2170 in Monoceros.

Testo di Stefano Schirinzi e Rossana Monaco (Centro Studi Astronomici Antares Trieste), la quale cura anche la revisione.

2025 / 01 / 23

CIELO PROFONDO - NGC2170 (MON): sebbene nelle fredde notti invernali la grande nebulosa di Orione primeggi come attrazione più popolare tra gli oggetti del cielo profondo, essa porta a trascurare un certo numero di notevoli oggetti i quali, come la nota nebulosa sopra descritta, fanno parte del vastissimo complesso di nubi molecolari Orion-Monoceros: una delle regioni di formazione stellare più vicine e meglio studiate. Senz’altro, una tra le più interessanti aree nebulari di questo complesso è NGC2170 in Monoceros, detta “nebulosa angelo” per la sua bizzarra forma.


La stupenda fotografia prodotta da David Kralj (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) ritrae con grande dettaglio gli stupendi dettagli cromatici blu e rossi prodotti dalle aree a riflessione di questa nebulosa, scoperta da William Herschel nel 1784. Il complesso di Orion-Monoceros, che giace una quindicina di gradi al di sotto del piano galattico, rivela notevoli episodi di interazione tra stelle massicce e il mezzo interstellare: le nubi molecolari presenti in quest’area sono state modellate da una serie di fenomeni altamente energetici quali potenti radiazioni ionizzanti, intensi venti stellari e supernove prodotte dalle componenti più massicce dell'associazione Orion OB.


Secondo alcune ipotesi, la formazione di Orion-Monoceros potrebbe essere associata all'espansione della cosiddetta “superbolla di Orion-Eridanus”, grande cavità nel mezzo interstellare è stata creata da almeno sei o sette supernove, probabilmente esplose negli ultimi 5-10 milioni di anni. L’energia combinata prodotta da queste immani esplosioni ha portato la bolla ad espandersi raggiungendo un diametro di circa 1.000 anni-luce. Le stelle che originarono quelle supernovae furono sicuramente membri dell’associazione Orion OB1, insieme che include oggetti famosi quali M42, M43, M78, NGC2024 e l’anello di Barnard.


Ma la superbolla potrebbe aver avviato la nascita di stelle anche in aree nebulari molto lontane da essa. NGC2170 sembra essere parte della nube molecolare gigante "Mon R2" la quale, sebbene 1.000 anni-luce più distante dell'associazione Orion OB1, ha dimensioni e massa simili oltre a trovarsi anch’essa al di sotto del piano galattico e a presentare una velocità molto simile: confrontando queste numerose somiglianze tra Orion A e Mon R2, è logico ipotizzare come queste e tutte le altre nubi di questa regione galattica condividano un’origine comune.


Ad ogni modo, anche la cosiddetta “superbolla di Vela”, generata dall'ammasso aperto C121 in Canis Major che giace diametralmente opposto alla superbolla Orion -Eridanus, potrebbe aver influenzato la formazione del complesso molecolare Orion-Monoceros.


NGC 2170 è la più luminosa e la più occidentale di numerose nebulose a riflessione e a emissione presenti in Mon R2. In questa stupenda ripresa fotografica, NGC2170, lunga oltre 1°, rivela la sua bellezza, apparendo come un quadro astratto costellato da bagliori blu (le parti a riflessione) e rossi (le parti ad emissione) illuminate da astri azzurri e intrise da densi filamenti oscuri. L'energia fotoionizzante e gli impetuosi venti stellari emessi dalle stelle massicce nate in questo vivaio hanno modellato la nebulosa nel tempo portandola a rivaleggiare, su scala più piccola, con la grande nebulosa di Orion.


All’osservazione telescopica NGC2170 appare come una sorta di stella doppia nona grandezza, orientata da nord-est a sud-ovest, con una nebulosità estesa per circa 2’ centrata sulla stella a nord-est. Con visione distolta, la nebulosa si estende al di fuori della stella, sfiorando la compagna a sud-ovest e apparendo leggermente allungata in quella direzione. Potremmo definire NGC2170 senz’altro è una delle più “semplici” dell’intera volta celeste, bellissima proprio per questo.


immagine © David Kralj (CSAAT)

Programma conferenze GENNAIO/FEBBRAIO 2025 riservate ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, tenute sul canale Skype dell'Associazione:

2025 / 01 / 15

"FINESTRA SUL COSMO": nella rubrica oggi pubblicata sullo storico quotidiano giuliano Il Piccolo, un approfondimento sulle sbalorditive peculiarità del pianeta più vicino alla Terra, che in questo periodo attrae l'attenzione più di ogni altro corpo celeste nel cielo di prima sera: Venere.

Testo di Stefano Schirinzi e Rossana Monaco (Centro Studi Astronomici Antares Trieste), la quale cura anche la revisione.

2025 / 01 / 04

OGGI, NEL TARDO POMERIGGIO, OCCULTAZIONE LUNARE DI SATURNO: dopo la bellissima congiunzione di ieri tra Venere e la Luna, il Sistema Solare riserva un secondo spettacolo nel tardo pomeriggio di oggi 4 gennaio: l’occultazione del pianeta Saturno da parte della Luna, uno tra gli eventi astronomici certamente più affascinanti per l’osservazione telescopica.


Il “signore degli anelli” - quest’anno, visti di profilo - verrà nascosto dalla parte non illuminata della Luna, quella in ombra, illuminata esclusivamente dalla Terra (luce cinerea). Da Basovizza (TS), il primo contatto tra il bordo lunare e il pianeta gigante gassoso avverrà alle 18:38, con il pianeta che andrà a sparire nel giro di qualche istante dietro il disco lunare per riemergere 56’ più tardi, precisamente alle 19:34, con Saturno che riemergerà dal bordo sud-orientale della Luna. Il disco del gigante gassoso, che presenterà gli anelli visti di profilo, impiegherà circa 65” per immergersi ed emergere completamente nel/dal bordo lunare.


Anche 85 Aquarii, stella di mag. +6,7 che trovandosi a soli 36” d'arco a sud-est di Saturno verrà parimenti occultata dalla Luna; fenomeno che sarà riservato anche al maggiore dei satelliti di Saturno, Titano, che verrà occultato circa 3' dopo Saturno.


Nell'immagine, la bellissima ripresa da parte di Tomislav Anić (Akademsko Astronomsko Društvo - Rijeka) dell'occultazione lunare di Saturno accaduta lo scorso 21 agosto 2024.

2025 / 01 / 03

QUADRANTIDI AL PICCO QUESTA SERA: spendiamo qualche parola su questo sciame, poco conosciuto da gran parte degli appassionati di Astronomia, sia professionisti che dilettanti. Le QUADRANTIDI figurano tra i più notevoli sciami meteorici annuali. Il picco delle Quadrantidi è molto più breve: la durata è di solo poche ore, causata sia dalla sottigliezza del flusso di particelle che dal fatto che la Terra lo attraversa perpendicolarmente. Durante il picco, si possono osservare da 60 a 200 meteore Quadrantidi all'ora.


L’elevatissimo tasso orario è valutato con il radiante alla massima altezza sull’orizzonte; tuttavia, alle latitudini del nord-Italia il radiante non scende mai sotto l’orizzonte nord quindi la visibilità del fenomeno si presta ad essere comunque ad essere molto buona. Le Quadrantidi sono anche note per generare meteore molto luminose e, spesso, bolidi, questi ultimi generati da materiale di dimensioni ragguardevoli. A differenza della maggior parte degli sciami di meteore che hanno origine dalle comete, le Quadrantidi sono generate da un asteroide, 2003 EH1, che impiega 5,52 anni per compiere un’orbita attorno al Sole. Scoperto nel marzo 2003 dal sistema automatico LONEOS (Lowell Observatory Near-Earth Object Search), 2003 EH1 è un piccolo asteroide, largo solo tre chilometri.


Il radiante di questo sciame di meteore risiede oggi nell’area più settentrionale di Bootes; tuttavia, in quella zona l'astronomo francese Jerome Lalande creò nel 1795 una costellazione, "Quadrans Muralis", in riferimento ad uno dei primi strumenti astronomici utilizzati per osservare e tracciare le posizioni delle stelle, il quadrante. La prima osservazione di questo sciame risale al 1825.

Luminosa meteora appartenente allo sciame delle Quadrantidi

L'obsoleta costellazione Quadrans Muralis; fonte: "The lost constellations", John C. Barentine

Scia di detriti lasciati dall'asteroide 2003 EH lungo la sua orbita, progenitore delle Quadrantidi; fonte: IMO

radiante Quadrantidi alle ore 20 del 3 Gennaio 2025 da Trieste; fonte: Stellarium

2024 / 12 / 18

"FINESTRA SUL COSMO": la puntata odierna della rubrica pubblicata sullo storico quotidiano Il Piccolo è oggi dedicata al più vicino al Sistema Solare tra gli ammassi stellari aperti: le Iadi, la cui caratteristica forma delinea addirittura parte di una costellazione di rilevanza storica e preistorica: Taurus. Di contorno, la stupenda foto del gruppo stellare realizzata dall'astrofotografo Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) dalla Valle d'Aosta. Testo di Stefano Schirinzi e Rossana Monaco (Centro Studi Astronomici Antares Trieste), la quale ha curato anche la revisione.

Posizione delle Iadi in Taurus; crediti dell'immagine: Sky&Telescope/IAU/CSAAT

2024 / 12 / 11

"GIORNATA NAZIONALE DELLO SPAZIO 2024": anticipando l'evento di qualche giorno, istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2021, ieri presso il Centro Astronomico di Fiume (HR) si è tenuto un interessante evento didattico con la partecipazione degli astrofisici Dr. Paolo Romano e Dr. Javier Alonso (INAF-Osservatorio Astronomico di Catania) che hanno intrattenuto il pubblico presente con una bellissima ed aggiornata relazione sul Sistema Solare dal titolo "Sotto lo stesso cielo: la volta celeste non ha confini". Di contorno, uno stupendo filmato introduttivo alla scienza astronomica nel quale la Via Lattea australe con Scorpius allo zenit e un incredibile brillamento solare hanno fatto letteralmente da padrone. Infine, nella terrazza antistante il Centro Astronomico, attraverso un bellissimo C9 portato direttamente dalla Sicilia, i due astronomi hanno entusiasmato i presenti mostrando la Luna e Giove con i suoi satelliti. Come sempre, un sentito ringraziamento agli amici del Akademsko Astronomsko Društvo - Rijeka per la loro sempre straordinaria ospitalità.

Foto: Gigliola Antonazzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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2024 / 12 / 10

BRILLAMENTO SOLARE X2.2: il 2024 continua a essere un anno di massimo di attività solare nell'ambito del ciclo undecennale, almeno per quanto riguarda l'emisfero Sud del Sole. Un brillamento di classe X (la più intensa) è avvenuto oggi. E' il primo brillamento X dopo circa un mese di pausa. Di livello X2.2, questo flash di luce è stato prodotto nella mattina di oggi 8 Dicembre alle 09:06UT, ovvero le 10:06 italiane.


Il brillamento di oggi, nonostante sia durato solo minuti, è associato a una CME cioè a un'eruzione di materiale solare nello spazio. La CME probabilmente non investirà la Terra (perché la regione attiva in questione, 3912, in questi giorni si trova presso il lato destro del Sole, dove sta per tramontare a causa della rotazione del Sole su se stesso). Questa eruzione quindi non causerà una tempesta geomagnetica, per cui non si avranno eventi di aurora polare così intensi da essere visibili a medie latitudini. Più interessanti, da questo punto di vista, potrebbero essere in questi giorni le regioni attive 3916-17, moderatamente instabili ma centrali sulla faccia rivolta alla Terra. In ogni caso, in questo mese lontano dagli equinozi le tempeste geomagnetiche hanno probabilità dimezzata rispetto ai periodi equinoziali.


I MASSIMI DEI DUE EMISFERI: le regioni attive di questi giorni si trovano tutte vicino all'equatore, confermando che il Sole è ancora in periodo di attività abbastanza alta. Precisamente, esse si trovano nell'emisfero Sud. La netta prevalenza di attività solare dell'emisfero Sud, specie vicino all'equatore, persiste da Primavera, e l'attività solare è stata particolarmente intensa in Estate, attorno ad Agosto. Di conseguenza è molto probabile che in quest'anno si stia avendo il periodo di massimo dell'emisfero Sud, con un picco avvenuto attorno ad Agosto 2024 (la determinazione definitiva del momento di picco richiederà una media di dati presi per vari mesi).



E' abbastanza frequente in un ciclo solare che il periodo di massima attività di un emisfero non sia sincronizzato con quello dell'altro emisfero, per cui il ciclo ha due picchi, spesso in due anni diversi. Secondo una teoria innovativa del ciclo solare, nello strato convettivo (quello di cui la fotosfera è la superficie esterna, e in cui il plasma è fluido), ognuno dei due emisferi costituirebbe una supercella convettiva: In questa supercella, nel corso di circa 11 anni, il plasma compirebbe un ciclo completo, trascinando con sé il campo magnetico dal polo all'equatore e poi di nuovo al polo. Questa teoria spiega in modo naturale non solo il ciclo solare, ma anche una certa indipendenza fra i due emisferi, e in particolare il fatto che i loro cicli possano essere non esattamente sincronizzati.


Il massimo dell'emisfero Nord è già avvenuto o deve ancora arrivare? Da una parte, all'inizio del 2024 l'emisfero Nord ha avuto alta attività, per cui il suo massimo potrebbe essere già passato; ma si è trattato di attività non altissima e durata solo pochi mesi. D'altra parte, dato che in questo ciclo solare, cominciato circa a inizio 2020, sono passati solo 5 anni su 11 (la durata media di un ciclo solare), sembra più probabile che il periodo di massimo dell'emisfero Nord debba ancora arrivare, nel 2025. ll Sole presenterebbe quindi nell'anno venturo un secondo picco di attività e una nuova serie di eventi particolarmente interessanti.

2024 / 12 / 05

A un anno dalla scomparsa dell’amico Edoardo “Edi” Donda, il Presidente del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, Stefano Schirinzi, gli ha reso omaggio con una cerimonia alla quale ha partecipato un nutrito numero di persone, amici di Edi e soci del nostro Centro Studi. Nell'occasione, la vedova Prof.ssa Susanna Zecchin, ha voluto omaggiare l'Associazione con il telescopio Maksutov Skywatcher 180/2700 posseduto da Edi, del quale sono state esposte le caratteristiche tecniche e le attività nelle quali lo strumento verrà utilizzato, tra cui vi è la didattica per le scuole.

Ringraziamo di cuore la Prof.ssa Zecchin e condividiamo con lei la convinzione che il telescopio di Edi sia in buone mani. Siamo certi che questo dono potrà aiutare altre persone a innamorarsi delle meraviglie del Cosmo, ricordandoci sempre un amico pervaso da una grande passione per cielo.

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2024 / 12 / 04

FINESTRA SUL COSMO: protagonista di questa uscita odierna della rubrica presente nel quotidiano "Il Piccolo" una descrizione approfondita sulla straordinaria istantanea realizzata dall’astrofotografo Maurizio Cabibbo (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) da Casole val d’Elsa (SI): la luminosa stella Navi (γ Cassiopeiae), la sua erratica variabilità e gli impressionanti “fantasmi” resi da questa visibili nel vicino apparato nebulare, con un particolare di non poco conto che rende ancora più straordinaria la ripresa: la sfera di Strömgren che avvolge la stella centrale di Cassiopeia. Testo di Stefano Schirinzi e revisione a cura di Rossana Monaco (Centro Studi Astronomici Antares Trieste).

2024 / 12 / 04

"SGUARDI NEL BUIO DEGLI ANNI-LUCE - LA FOTOGRAFIA ASTRONOMICA TRA SCIENZA E ARTE": a distanza di qualche giorno dalla chiusura, ringraziamo il numerosissimo pubblico che ha vistato la mostra “Sguardi nel buio degli anni-luce: la fotografia astronomica tra Scienza e Arte”, coorganizzata assieme al Comune di Trieste - Assessorato di Politiche della Cultura e del Turismo e realizzata con il contributo di ZBK e COOP Alleanza 3.0. E un sentito ringraziamento va al negozio Foto Mauro per la professionalità attuata nella stampa dei pannelli, cosa tutt'altro che scontata su soggetti astronomici. La mostra ha espresso a pieno il potenziale della moderna fotografia astronomica, esibendo meraviglie cosmiche di entrambi gli emisferi celesti, boreale e australe. Parimenti, la qualità della divulgazione attuata ha riscontrato ottime recensioni da parte di scolaresche, astrofisici e pubblico generico.


La lettura dei numerosi commenti scritti nel registro, pieni di emozione da parte di persone di ogni età, il passaparola, le visite ripetute da parte di alcuni, le molte domande interessanti che ci sono state poste e la disponibilità a passare del tempo con noi ad ammirare sia le stampe che le proiezioni, ci riempiono di orgoglio e ci stimolano a impegnarci ulteriormente.

 

Un grande ringraziamento va a tutti i soci del Centro Studi Astronomici Antares che hanno realizzato questa mostra, rendendola unica nel panorama astronomico nazionale, per numero, qualità e valore scientifico del materiale iconografico e didattico esposto. Ringraziamo, dunque, tutti i soci del nostro Centro Studi che hanno collaborato all’allestimento della mostra, curato gli aspetti organizzativi e mediatici, offerto il loro tempo per accogliere il pubblico e messo a disposizione la loro esperienza per accompagnare i visitatori nelle visite guidate.


Infine, porgiamo il più sentito ringraziamento a tutti gli astrofotografi che hanno creduto in questo progetto e con la loro straordinaria passione, dedizione, conoscenza, tecnica e tanto lavoro ne hanno permesso la realizzazione.

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2024 / 11 / 06

"LE COMETE, MOSTRI STRAVAGANTI DALLA GLORIA EFFIMERA": nel corso dello scorso mese di Ottobre, ben due comete - C/2023 A3 (Tsuchinshan-ATLAS) e C/2024 S1 - hanno attratto l'attenzione mediatica oltre a quella degli addetti in campo astronomico. In questo numero della rubrica "Finestra sul Cosmo", pubblicato nel quotidiano giuliano Il Piccolo, un approfondimento curato da Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) sulla natura e il bizzarro comportamento non solo delle due comete in questione ma dell'intera categoria di tali oggetti: certamente, tra i più affascinanti che la volta celeste possa offrire all'osservazione effettuata ad occhio nudo, con binocoli e telescopi nonché alla resa in fotografia. Revisione a cura di Rossana Monaco (Centro Studi Astronomici Antares Trieste).

2024 / 10 / 23

"FINESTRA SUL COSMO": come e quando nacquero le costellazioni? Da dove derivano quelle oggi universalmente accettate? Quale la loro importanza e il loro uso? In questo nuovo numero della rubrica dedicata all'Universo pubblicata nel quotidiano giuliano Il Piccolo, un excursus tra storia e rappresentazioni del cielo stellato. Testo di Stefano Schirinzi e Rossana Monaco (Centro Studi Astronomici Antares Trieste), la quale cura anche la revisione.

2024 / 10 / 21

COME OSSERVARE LA COMETA - AGGIORNAMENTO AL 21/10: CODA DI 5-10 GRADI ANCORA VISIBILE AD OCCHIO NUDO: finalmente abbiamo qualche serata serena con ore senza Luna. La cometa C/2023 A3 è scesa di brillantezza a magnitudo 4 ma, in certe condizioni, è ancora visibile a occhio nudo.

Prima di tutto è necessario un luogo d'osservazione ad almeno 15Km dalle luci cittadine, possibilmente in Slovenia, con visuale a Ovest a partire da 10° (un pugno a braccio teso) (massimo 20°) sopra l'orizzonte (in campagna sarà facile trovare un campo con questi requisiti).

Anche se la cometa può rendersi visibile già alle 19, l'ora ideale è 19:30: a quell'ora il crepuscolo è praticamente terminato, c'è ancora assenza di chiaro di Luna, e la cometa è ancora alta (25° sull'orizzonte, sopra la foschia). La cometa sarà facile da trovare usando la app gratuita Stellarium per cellulare o la mappa allegata.

In queste condizioni la cometa è ancora visibile a occhio nudo con visione diretta, inclusa la coda che appare lunga 5-10°, con intensità paragonabile alla Via Lattea. La cometa appare più intensa alla visione laterale (cioè guardando un punto del cielo distante qualche grado dal soggetto). In binocolo è vivida e con la coda molto "piena" (anche in questo caso la visione laterale aiuta). Per chi ha telescopio, il nucleo appare molto chiaro e la coda larga e piena.

Alle 20:30 la cometa si è abbassata a 15 gradi cominciando ad abbassarsi nella foschia, specie se la serata è umida. Oggi 21 Ottobre il cielo sarà senza chiaro di Luna fino alle 20:40 (sorgiluna). I giorni seguenti avremo sempre più ore senza Luna (ogni giorno la Luna sorge circa un'ora più tardi), mentre la cometa diventerà progressivamente più debole in quanto più lontana, e fra qualche giorno sarà visibile solo in binocolo anche se ancora notevole.

La cometa appare molto lunga in foto, anche in un semplice scatto di pochi secondi con fotocamera su treppiede (vedere la foto allegata scattata ieri dall'autore, i dati di scatto sono nell'immagine). Si può ottenere un buono scatto anche con un cellulare in modalità notturna, sempre su treppiede (GR).

C/2023 A3 ripresa da Giorgio Rizzarelli (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

Posizione di C/2023 A3 al 21/10 in Ophiucus

2024 / 10 / 16

"CIELO PROFONDO - SH2-170": i ricchi campi galattici presenti in Cassiopeia sono intrisi da un gran numero di oggetti dalla natura nebulare. Uno tra i più curiosi è certamente SH2-170, nebulosa ad emissione che, per la sua forma, è nota nel panorama degli amatori del profondo cielo col nomignolo di nebulosa "piccola rosetta". A tutti gli effetti, l’aspetto è davvero simile a quello della ben più nota NGC2237 in Monoceros.



Lontana circa 7.500 anni luce dal Sistema Solare, tale nebulosa giace nel braccio galattico di Perseus. L’astrofotografo Zlatko Orbanić (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) è riuscito ad immortalare la nebulosa in questa bella ripresa, ricca di dettagli, utilizzando filtri H-Alpha e OIII. La nebulosa si estende per circa 20’, pari a 2/3 del diametro apparente della Luna piena; considerando la distanza, il diametro reale della nebulosa risulta essere di circa 43 anni luce.


Sebbene le sue dimensioni apparenti siano tutt’altro che piccole, la luminosità superficiale di Sh2-170 è molto debole a causa del notevole assorbimento attuato dalle polveri galattiche che giacciono lungo la visuale; ciò rende tale oggetot relativamente sconosciuto ai più. Essa è resa incandescente da BD+63 2093, una caldissima stella di tipo O95 (38.000 K) luminosa quasi 10 mila volte il Sole: posta quasi al centro geometrico della nebulosa, ne ionizza l'idrogeno - l’elemento di cui è composta per la gran parte - portandolo ad emettere la caratteristica luce rossa a 656 nm. La radiazione della stella è anche responsabile del “buco” attuato sulla componente gassosa, sospinta radialmente verso l’esterno.


BD+63 2093 è la componente più massiccia e luminosa dell’ammasso stellare aperto Stock 18, le cui restanti componenti si stagliano sulla nebulosa stessa.  Tale gruppo stellare è situato al di sopra del piano mediano galattico; studi condotti sul moto delle sue componenti mostrano che Stock 18 si muove lungo una direzione diversa rispetto a stelle circostanti e molto più antiche: anomalia che potrebbe essere forse dovuta alla stessa massa del braccio galattico di Perseus in cui il sistema  immerso. Nella parte più centrale è presente una componente più verdastra, quella emessa dall’ossigeno, anch’esso ionizzato dall’intensa radiazione dell’astro centrale. Prestando attenzione alla ripresa, è possibile notare anche la presenza di dense polveri distribuite in noduli o filamenti appena percettibili.


Dati tecnici della ripresa:

autore: Zlatko Orbanić, Pula (HR); telescopio: newton Truss 254mm, F/3.8; CCD: Moravian G2 4000; pose/filtri: 31x300'' H-Alpha + 24x300'' OIII

2024 / 10 / 15

NGC300: questa bellissima foto ripresa dall’astrofotografo Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) dagli oscuri cieli della Namibia, ritrae NGC300, splendida galassia a spirale. Vicinissima, a soli 6 milioni di anni luce dalla nostra Via Lattea; potremmo dire, appena fuori dal Gruppo Locale di galassie. Situata entro i confini siderali di Sculptor, ad una declinazione di -37°, è quindi un oggetto tipicamente australe, che alla latitudine di Trieste si eleva al transito meridiano per poco più di 7°; trattandosi di una delle più belle galassie presenti nella volta celeste, Alessandro ha quindi deciso quindi di fotografarla nella sua ultima spedizione all’osservatorio astronomico Tivoli Astro Farm, nel Paese sudafricano. E il risultato ottenuto è davvero superbo.


Prestando infatti attenzione a NGC300, tralasciando le luminose stelle in primo piano appartenenti alla Galassia, è possibile notare una risoluzione tale da distinguere dettagli di una certa rilevanza. In primis, il nucleo galattico, di apparenza quasi stellare.


Nella regione centrale, la cui popolazione di vecchie ed evolute stelle è ben delineata dalla netta colorazione giallo – arancione, è netta la presenza di dense polveri disposte a mo di spirale, similmente alle braccia presenti nel disco, pur non arrivando direttamente nella regione nucleare della galassia. Nelle braccia a spirale, numerose le associazioni OB, gran parte delle quali disposte alle estremità delle lunghe braccia a spirale. Nonostante NGC300 sia lontana milioni di anni luce, la risoluzione di questa ripresa è tale da permettere di distinguere addirittura le singole stelle più luminose sparse nel disco galattico: evidentemente, giganti e supergiganti evolute ma anche giovani e massicce supergiganti blu ad elevata luminosità intrinseca, senza contare la presenza di variabili pulsanti di tipo cefeide tramite le quali la distanza di questa galassia è stata stimata con sempre maggiore precisione.



Sembra che popolazioni di stelle intrinsecamente luminose e giovani si siano nate in NGC300 solo pochi milioni di anni fa; la loro radiazione, assieme ai violenti venti stellari emessi da queste, hanno modellato molte delle nubi gassose (essenzialmente idrogeno, qui non visibile in quanto il filtro H-Alpha non è stato utilizzato) creando dei vasti anelli: uno di questi, composto da gas molto caldo, si rende ben visibile poco a sinistra del centro galattico.


Pur risultando all’apparenza ben definiti, è impossibile stabilire quali siano i limiti visuali della materia visibile di questa ed altre galassie: a tenere compatto il sistema vi sarebbe, infatti, la presenza di una componente invisibile della materia, detta per l’appunto “oscura”, evidenziata dalla velocità di rotazione in funzione della distanza dal centro, curva che non mostra alcuna caduta di tipo kepleriano ai limiti delle isofote galattiche, al contrario di quanto ci si aspetterebbe. Assieme ad NGC55, una galassia irregolare e vicina sia sulla svolta celeste che nello spazio, NGC300 sembra costituisca una coppia di galassie legata gravitazionalmente. Entrambe sembra giacciano a metà strada tra la Via Lattea e il cosiddetto Gruppo di galassie di Sculptor, situato a 12,7 milioni di anni luce, del quale la nota NGC253 “moneta d’argento” è il membro più luminoso e massiccio.


Nell'angolo in alto a sx, apparentemente poco staccate da NGC300, le due deboli e lontane P3295 e P3299 a dominare il loro gruppo di galassie.

Nuovo paragrafo

Ripresa in H-alpha eseguita ai telescopi ESO che mette in evidenza la presenza di vaste nubi e bolle di idrogeno sparse nelle braccia a spirale di NGC300

Ripresa combinata in luce UV (componente azzurra dell'immagine), ad opera del telescopio spaziale GALEX, e del telescopio da 100" del Carnegie Institution of Washington installato a Las Campanas (componente gialla) che mette in evidenza il gran numero di stelle di ultima generazione, caldissime e massicce, sparse nelle braccia a spirale di NGC300, nettamente differenti da quelle più vecchie presenti nel bulge centrale

Nuovo paragrafo

2024 / 10 / 15

𝗖/𝟮𝟬𝟮𝟯 𝗔𝟯 (𝗧𝗦𝗨𝗖𝗛𝗜𝗡𝗦𝗛𝗔𝗡-𝗔𝗧𝗟𝗔𝗦) - 𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗜: come previsto, dopo aver raggiunto la massima luminosità tra il 10 e il 12 ottobre, in occasione del raggiungimento della minima distanza dalla Terra, la cometa ha continuato ad allontanarsi dal Sole, intersecando il piano orbitale terrestre: tale occasione ha permesso alla cometa di esibire una notevole anticoda, rara struttura qui ben visibile nella straordinaria ripresa ad opera degli astrofotografi Jäger, Hochart e Burgenland.


Ricordiamo che la cosiddetta anticoda è nulla di più che un'illusione, sviluppata dalla presenza dei detriti di più grosse dimensioni che la cometa si lascia dietro e che non vengono trasportati radialmente verso l'esterno dal vento solare come accade, invece, per componenti più fini di polveri e gas. Detriti e particelle rilasciati si dispongono quindi a formare una struttura che, all'apparenza, sembra essere la punta della cometa, rivolta verso la direzione del suo moto. In realtà, l'anticoda appare solo nella determinata situazione orbitale sopra descritta, tendendo a scomparire in breve periodo.


Le altre due foto di C/2023 A3 (Tsuchinshan-ATLAS) sono state riprese la scorsa notte dall'astrofotografo Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) dai cieli della Valle d'Aosta; l'autore ha descritto la cometa come "all'improvviso il cielo sì è aperto all'orizzonte, tra nuvole e pioggia...uno spettacolo meraviglioso, bellissima da osservare, una coda lunghissima e luminosa!".


C/2023 A3 (Tsuchinshan-ATLAS) splende ora di magnitudine apparente 1,5, transitando tra le stelle di Serpens, non lontana dall'ammasso stellare globulare M5. Raccomandiamo agli astrofotografi di riprendere questo passaggio ravvicinato che sarà certamente spettacolare: a tal fine pubblichiamo una mappa estratta da sito astro.vanbuitenen.nl

crediti dell'immagine: Jäger, Hochart, Burgenland

crediti dell'immagine: Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

crediti mappa: astro.vanbuitenen.nl

2024 / 10 / 11

2024-10-10, AURORA BOREALE-SAR OSSERVATA ANCHE DA TRIESTE ATTRAVERSO LE NUVOLE: lo spettacolare fenomeno che quest'anno si sta rendendo spesso visibile anche alle nostre latitudini grazie alla notevole attività solare in corso, è stato fotografato anche attraverso qualche apertura tra le nubi e la pioggia di ieri sera dal capoluogo giuliano, in particolare dalla frazione carsica di Contovello/Kontovel dove Jan Pohlen (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) ha colto l'occasione di poter catturare, attendendo con pazienza. E il risultato è arrivato.


Quando particelle cariche (essenzialmente, protoni) espulse dal Sole attraverso un'espulsione di massa coronale (CME) giungono sulla Terra, esse interagiscono con il campo magnetico del pianeta, provocando la comparsa dell'aurora boreale, spesso corredata da pilastri luminosi (pillars), e del meno noto arco stabile aurorale (SAR). L'urto tra le particelle cariche ed atomi di vari elementi presenti nell'atmosfera terrestre trasferisce parte della loro energia, rilasciando lampi di luce il cui colore dipende dalla quantità di energia trasferita nel processo. Dal momento in cui gli atomi hanno a disposizione vari livelli di energia, essi possono quindi assorbire diverse quantità di energia da protoni ed elettroni solari in arrivo dal Sole.

Ogni singolo atomo di ossigeno che collide con tali particelle cariche assorbe la stessa quantità di energia, emettendo quindi luce sempre alla stessa frequenza ovvero stesso colore. In tale contesto, solo l'ossigeno presente ad elevate altitudini, generalmente attorno ai 250-350 chilometri (dove l'atmosfera è meno densa), emette la tipica luce rossa osservata in questi fenomeni.

Le tempeste solari di maggiore portata, come quelle in corso in questi ultimi mesi e la G4 di ieri sera, che rilasciano più energia nella magnetosfera, danno tipicamente luogo a colorazioni più rosse o rosa-violacee; in tale contesto, è proprio la variazione della densità nei vari strati atmosferici a giocare un ruolo fondamentale.


Oltre alle riprese di Jan Pohlen, condividiamo anche quelle effettuate dai soci Zlatko Orbanić da Pula (HR), Ordo Pedriali dalla Bretagna (FR) e Alessandro Cipolat Bares dalla Valle d'Aosta

autore: Jan Pohlen, Trieste - Contovello/Kontovel

autore: Zlatko Orbanić, Pula (HR)

autore: Orso Pedriali, Bretagna (FR)

autore: Alessandro Cipolat Bares, Valle d'Aosta

2024 / 10 / 09

"FINESTRA SUL COSMO": nella pubblicazione odierna della rubrica sul quotidiano Il Piccolo, un approfondimento sulla stella più vicina al Sistema Solare: Proxima Centauri, attraverso la ripresa di Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste). Descrizione a cura di Stefano Schirinzi e Rossana Monaco (Centro Studi Astronomici Antares Trieste), la quale cura anche la revisione.

L'immagine a piena risoluzione, ripresa da Alessandro Cipolat Bares dalla Namibia

2024 / 10 / 02

C/2023 A3 (Tsuchinshan-ATLAS) - AGGIORNAMENTI: pubblichiamo l'aggiornamento della curva di luce prevista (fonte: astro.vanbuitenen.nl) per C/2023 A3 (Tsuchinshan-ATLAS).


Questa cometa sta divenendo sempre più magnifica: una vera opera d'arte tra le stelle. La sua luminosità apparente sta fortunatamente rispettando il notevole incremento previsto (al momento, la luminosità apparente ha raggiunto la magnitudine 1,5).

Passato il perielio (lo scorso 27 settembre), una cometa retroilluminata può apparire significativamente più luminosa a causa della diffusione della luce indotta da polveri e cristalli di ghiaccio, i quali riflettono la luce solare verso la Terra portando la cometa ad apparire notevolmente luminosa.

Attendiamo fiduciosi i giorni compresi tra il 9 e il 12 ottobre (quest'ultimo, data del massimo avvicinamento alla Terra, a circa 70 milioni di chilometri): nell'occasione, la luminosità apparente dovrebbe raggiungere, stando alle previsioni, il picco di luminosità a magnitudini addirittura negative (-2,5/-3), prossime a quelle del pianeta Venere.


Le comete sono oggetti molto affascianti proprio per la loro imprevedibilità e spesso le aspettative si rivelano deludenti; quindi, è bene restare ancora con i piedi per terra. Seguiremo C/2023 A3 (Tsuchinshan-ATLAS) con ulteriori aggiornamenti, sperando ovviamente in un exploit che possa renderla davvero memorabile.


Nel frattempo, pubblichiamo anche due belle riprese che mostrano perfettamente la magnificenza di C/2023 A3 (Tsuchinshan-ATLAS):

1) la più recente, datata 1 ottobre, ad opera di M. Jäger, G.Rhemann, D.Möller dalla Farm Tivoli Namibia attraverso una camera Nikon Z6mod con obiettivo Zeiss Milvus 135/2.5, singola posa da 70 secondi.

2) ripresa dall'astronomo Yuri Beletsky dall'osservatorio di Las Campanas, lo scorso 27 settembre, in Cile attraverso un teleobiettivo da 135 mm; al momento della ripresa, la luminosità apparente dell'oggetto era sempre attorno alla 3a grandezza.

autori: M. Jäger, G.Rhemann, D.Möller

autore: Yuri Beletsky

2024 / 10 / 02

SOLE: brillamento di livello X7 un'ora fa: Il più forte sulla faccia a noi rivolta da Maggio (quando un X9 venne emesso dalla regione responsabile dell'aurora intensa di quel mese), e il più intenso rilevato sul Sole dopo un X14 avvenuto in Luglio sul lato nascosto. La fonte è la Active Region (AR) 3842, estesa e con campo magnetico complesso (classificatore delta), cresciuta rapidamente nei due giorni scorsi.


Il brillamento è associato a un'eruzione di materiale solare nello spazio (CME) che, data la posizione quasi centrale della regione sul disco, investirà la Terra (si prevede fra il 3 e il 5 Ottobre) provocando probabilmente un evento di aurora boreale a medie latitudini, amplificata dalla vicinanza all'equinozio. Inoltre, è probabile che la regione in questione produca altri brillamenti nei prossimi giorni, quando sarà ancora più centrale.


In aggiunta, una macchia solare molto grande sta sorgendo sul bordo sinistro nell'emisfero Nord.

2024 / 09 / 20

𝗟𝗢 𝗦𝗣𝗘𝗧𝗧𝗔𝗖𝗢𝗟𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗔𝗥𝗔𝗡𝗧𝗨𝗟𝗔 𝗡𝗘𝗕𝗨𝗟𝗔: dove può arrivare la fotografia astronomica prodotta da astronomi non-professionisti? Ad osservare i progressi effettuati soprattutto negli ultimi 10-15 anni, grazie a tecnologie sempre più efficienti applicate su ottiche, montature e postproduzione, possiamo dire davvero molto, molto lontano.


Ennesima prova è questa immagine prodotta dall’astrofotografo Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) attraverso riprese effettuate in Namibia: immagine che, in tutta onestà, ci ha davvero sconvolto. E chi conosce l’evoluzione nel tempo delle riprese effettuate sulla Tarantula Nebula sarà d’accordo nel ritenere che questa ripresa si avvicina molto, per dettagli e bellezza, a quelle effettuate con grandi (e ben noti) telescopi professionali del calibro di Spitzer, Hubble e dello stesso James Webb.


La bellezza di questa ripresa è immensa. E proprio per questo vogliamo qui raccontare qualcosa su questo oggetto che, come dice lo stesso Cipolat Bares, è “l'oggetto più sconvolgente del cielo, stupendo nella visione con binocolo o Dobson, indimenticabile nelle lunghe notti australi”. Non possiamo che condividere questi pensieri, che forse ci aiutano ad assaporare le emozioni fornite dall''osservazione al telescopio di questo oggetto straordinario, immerso tra le stelle australi di Doradus e quindi lontano dai nostri orizzonti. Purtroppo.


30 Doradus è il nome con il quale i cartografi celesti del XIX secolo identificarono quella che appariva come una “strana” stella presente nella Grande Nube di Magellano: a differenza di quelle comuni, all’osservazione effettuata ad occhio nudo questa non appariva puntiforme bensì sfocata. Quello ora descritto è l'aspetto del più vasto complesso di nubi di gas e polveri (leggasi “nebulosa”) presente nell'intero Gruppo Locale di galassie. Parliamo ovviamente di Tarantula Nebula, situata nella Grande Nube di Magellano, la più grande tra le galassie satelliti della Via Lattea, ad una distanza di circa 163 mila anni luce dal Sistema Solare.


Il nomignolo della nebulosa venne scelto a partire dalle prime osservazioni telescopiche condotte dagli astronomi nello scorso secolo a causa del curioso aspetto dell’area più prominente (in alto nella foto) simile a quello di un grosso ragno: numerosi filamenti che escono dalla grande area centrale della nebulosa delineano quelle che a tutti gli effetti appaiono come zampe ben definite e luminose.


Considerando le dimensioni apparenti della sola parte centrale di Tarantula, il cui complesso si estende su un’area maggiore di quella sottesa dalla Luna Piena, il reale diametro si estende per quasi 3.000 anni luce da un capo all’altro. Giusto per fornire un’idea delle dimensioni di questo oggetto relativamente a qualcosa di ben noto, la nota “grande nebulosa di Orion” si estende per solo 1/100 rispetto a Tarantula! Solo NGC404, nella grande galassia di Triangulum, vi si avvicina in quanto a dimensioni; in aggiunta, le osservazioni radio alla lunghezza d’onda di 21 cm, caratteristica dell’idrogeno molecolare, non hanno identificato nulla di così immenso all’interno della Via Lattea.


Ma in realtà, come è ben visibile in questa magnificente ripresa, il complesso nebulare si estende ben oltre, andando a connettersi con altre aree della piccola galassia permeate di idrogeno. La densità di questo elemento in Tarantula è tale da renderla l’area più attiva in merito a formazione stellare di tutto il Gruppo Locale. Notevole è infatti la presenza di dense aree, situate nella nebulosa, dove nascono stelle molto massicce, alcune delle quali figurano tra le più massicce ad oggi individuate: l’Associazione stellare R136a1, ad esempio, contiene una stella la cui massa e luminosità sono rispettivamente 215 e - occhio! - 6.200.000 volte i corrispettivi solari.


E’ probabile che questi intensi fenomeni abbiano avuto origine dalla compressione del mezzo interstellare, indotta da passaggi ravvicinati plurimi alla Via lattea da parte della Grande Nube di Magellano e forse, in parte, anche dalla vicinanza alla Piccola Nube di Magellano. Molti sarebbero i soggetti da descrivere tra quelli presenti in questa istantanea, che appaiono in colori dalla straordinaria bellezza passando dal rosso tipico dell’emissione dell’idrogeno all’azzurro di nebulose che riflettono l’azzurro di giovanissime e caldissime stelle ivi immerse; torneremo a parlarne specificatamente.


Ma nel frattempo, ciò che vorremmo davvero fosse compresa - e che invitiamo ad osservare con attenzione - è non solo l’enorme estensione di questo immenso complesso nebulosa ma la sua complessa struttura che, verosimilmente, va a connettersi con altre dense regioni permeate da idrogeno situate esternamente alla barra centrale di questa galassia deformata: una vasta area che, come già spiegato, è forse impronta di interazioni mareali o, forse, di fenomeni ancor più violenti avvenuti in un lontano passato.


Non ci resta che abbandonarci ad immaginare i turbolenti movimenti a cui il gas di quelle immense regioni è sottoposto, semmai riuscissimo con la nostra mente a realizzare le enormi distanze siderali e a viaggiare, come vele cosmiche, sospinti dall'immensa energia dei mostri stellari che prendono vita da tutto questo.

2024 / 09 / 18

“𝗕𝗔𝗥𝗖𝗢𝗟𝗔𝗡𝗔𝟱𝟲: 𝗗𝗔𝗟 𝗠𝗔𝗥𝗘 𝗔𝗟𝗟𝗘 𝗦𝗧𝗘𝗟𝗟𝗘 - 𝗡𝗔𝗩𝗜𝗚𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗦𝗣𝗔𝗭𝗜𝗢 𝗘 𝗡𝗘𝗟 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗢”: il Centro Studi Astronomici Antares Trieste è lieto di essere divenuto parte integrante dell’entourage di Barcolana56, l’importante manifestazione velica mondiale tenuta nel capoluogo giuliano. Anche quest’anno, infatti, il noto stabilimento balneare “La Lanterna - Pedocìn” sarà imprescindibile cornice all'evento “DAL MARE ALLE STELLE - navigando nello spazio a ritroso nel tempo”, serata didattica interamente dedicata al rapporto tra la scienza astronomica e il mare.


I relatori, 𝗜𝗻𝗴. 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗔𝗹𝗯𝗮𝗻𝗲𝘀𝗲 (Centro Studi Astronomici Antares Trieste), 𝗗𝗼𝘁𝘁. 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗠𝗮𝗿𝗴𝗶𝗻𝗶 (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) e il 𝗣𝗿𝗼𝗳. 𝗖𝗵𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗮𝗻 𝗦𝗲𝗹𝗹𝗲𝗿𝗶 (Società Friulana di Archeologia - sezione isontina) esporranno al pubblico un ampio percorso tra navigazione, misurazione del tempo e variazioni della volta stellata nei millenni attraverso una serie di originali presentazioni, al termine delle quali i telescopi del Centro Studi Astronomici Antares Trieste permetteranno ai presenti di poter osservare dal vivo il pianeta 𝗦𝗮𝘁𝘂𝗿𝗻𝗼 𝗮𝘀𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗮𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗻𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗲 𝘀𝗮𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝘁𝗶, re del cielo d’autunno 2024.


La serata verrà arricchita dalla presenza di altri 𝘁𝗲𝗹𝗲𝘀𝗰𝗼𝗽𝗶 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗽𝗿𝗲𝘀𝗮 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗲𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝘃𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗶𝗲𝗹𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼 (sistemi stellari, ammassi di stelle, nebulose e galassie) eseguita in un ambiente ad elevato inquinamento luminoso, offrendo l’opportunità al pubblico di comprendere la vastità degli spazi siderali. Relazioni e immagini catturate live dai telescopi verranno proiettate su grande schermo e commentate dagli astronomi del Centro Studi Astronomici Antares Trieste.


Appuntamento Lunedì 7 Ottobre 2024, a partire dalle ore 20.30 presso lo Stabilimento Balneare "La Lanterna - Pedòcin" presso Molo Fratelli Bandiera, 2, Trieste.

Ingresso gratuito ma con prenotazione consigliata.

Vi aspettiamo numerosi!

2024 / 09 / 06

𝗔𝗡𝗢𝗡𝗜𝗠𝗔 𝗧𝗥𝗔 𝗠𝗜𝗚𝗟𝗜𝗔𝗜𝗔...𝗠𝗔 𝗘’ 𝗟𝗔 𝗣𝗜𝗨’ 𝗩𝗜𝗖𝗜𝗡𝗔: l’immagine che qui pubblichiamo, ripresa dall’astrofotografo Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) ritrae un denso campo stellare nella parte più australe di Centaurus, del tutto invisibile dalle nostre latitudini. Prestando attenzione, al centro è visibile una stella, una delle tante nel campo, che appare di un acceso rosso. La sua importanza è però enorme, dal momento è proprio quell’anonima stella tra migliaia la più vicina al Sistema Solare: 𝗣𝗿𝗼𝘅𝗶𝗺𝗮 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗮𝘂𝗿𝗶.


Lontana 4,25 anni-luce, Proxima è la terza componente del sistema di α Centauri; la distanza (poco maggiore) delle altre due componenti dal Sistema Solare è, ad ogni modo, approssimabile a quella di Proxima. Tuttavia, mentre le due stelle principali possiedono luminosità intrinseche simili a quella del Sole, Proxima risulta circa 18 mila volte più debole del nostro Sole. La sua luminosità, relazionata al tipo spettrale - M5,5 (2.900 K) - indica che la massa di Proxima è davvero piccola, addirittura poco superiore al quel limite oltre il quale un corpo celeste riesce a produrre energia ed essere quindi definito una stella.


Proxima è una nana rossa; una stella davvero piccola, come la maggior parte di quelle che compongono la popolazione stellare galattica. Il suo diametro è solo 1,5 volte maggiore di quello del pianeta più grande del Sistema Solare, Giove. Di conseguenza, un corpo così freddo e con una superficie emissiva alquanto ristretta possiede una luminosità intrinseca debole; tanto che, pur essendo così vicina, i nostri occhi non sono neanche lontanamente predisposti a percepirne la luce: splendendo di undicesima grandezza, Proxima è solo una delle miliardi di deboli stelle che contribuiscono a delineare la fascia della Via Lattea.


La relativa vicinanza al Sistema Solare fa si che la separazione angolare dalla coppia principale α Centauri A-B raggiunga attualmente 2,18°, equivalente a circa quattro volte il diametro angolare della Luna piena.

Come spesso accade per le nane rosse, la luminosità apparente di Proxima è tutt’altro che stabile: Proxima, infatti, è una cosiddetta "stella a brillamento", il che significa che i processi di convezione all'interno all’interno della sua struttura la rendono spesso soggetta a cambiamenti di luminosità. Questi processi di trasporto dell’energia prodotta nel suo nucleo innescano brillamenti stellari potenzialmente dannosi, incluso il più grande mai registrato per una stella: un evento doppio, registrato nel 2021, che portò la luminosità della stella a divenire almeno 14 mila volte più luminosa nell’ultravioletto. Si ritiene che i brillamenti stellari siano vere esplosioni alla superficie causate dalle linee di forza del campo magnetico contorto della stella, anelli ed archi che si incrociano a seguito della rotazione differenziale delle stelle: quando la tensione diventa eccessiva, questi possono spezzarsi, rilasciando enormi quantità di energia alla superficie, i brillamenti. Anche il Sole emette brillamenti (...se ne parla proprio in questo periodo di massima attività solare) ma energeticamente più deboli rispetto a quelli prodotti da Proxima e, in genere, da tutte le nane rosse. Piccole ma pestifere.


Anche Proxima, come tutte le nane rosse, è destinata ad avere una vita molto lunga: per queste stelle, l’attuale fase di sequenza principale, secondo i modelli teorici, dovrebbe essere lunga almeno 300 volte l'età attuale dell'Universo.


Nel contesto di Proxima, tra certezze e dubbi, si inseriscono i suoi pianeti: i più vicini al di fuori del Sistema Solare. Attorno a stelle poco massicce come le nane rosse, i pianeti si dispongono su orbite molto vicine; quando queste sono situate entro una zona dove la distanza dalla propria stella madre induce temperature che permettono l’eventuale presenza di acqua in forma liquida, il pianeta si rende quindi potenzialmente abitabile.


Nel 2016, presso l'Osservatorio Australe Europeo (ESO) venne scoperto il primo di questi, Proxima Centauri b, che secondo le stime sarebbe un pianeta roccioso e del 17% più massiccio della Terra. Disposto su un’orbita stretta, della durata di 11,2 giorni, questo giace proprio all'interno della zona abitabile di Proxima; tuttavia, si ritiene che tale pianeta non possa supportare un'atmosfera a causa della sua vicinanza alla radiazione della stella. Tale condizione, oltre a quella di essere in rotazione sincrona - circostanza che indurrebbe lo sviluppo di un clima estremo con solo una parte del pianeta eventualmente abitabile - induce a ritenere altamente difficile lo sviluppo della vita su di esso.


A partire dal 2019 si iniziò a parlare di Proxima Centauri c, pianeta “candidato” che completerebbe un'orbita attorno alla sua stella ogni 5,2 anni, disponendosi ben al di fuori della zona abitabile di Proxima. Una super-Terra, dalla massa stimata in quasi 6 volte quella del nostro pianeta ma, parimenti, dalla temperatura estremamente fredda. Pur di dimensioni ragguardevoli, nelle riprese effettuate dallo strumento Spectro-Polarimetric High-contrast Exoplanet REsearch (VLT-SPHERE), esso sarebbe apparso molto meno luminoso del previsto, tanto che alcuni studiosi ritennero che potesse essere avvolto da nubi di polvere o, forse, circondato da un sistema di spessi anelli. Uno studio del 2022 avrebbe smentito l’esistenza di questo pianeta, indicando le sue immagini precedentemente ottenute come spurie, prodotte unicamente da un basso rapporto segnale/rumore del sensore utilizzato nelle riprese.


Nel 2022, a seguito di oscillazioni nel moto proprio di Proxima, venne annunciata la possibile esistenza di un terzo pianeta in orbita attorno alla nana rossa, molto vicino ad essa: Proxima Centauri d. Qualora confermato, questo sarebbe uno degli esopianeti più leggeri mai scoperti, con una massa poco più di ¼ di quella terrestre, che comunque indicherebbe una composizione rocciosa. Nel caso fosse reale, tale pianeta completerebbe la sua orbita in soli 5,1 giorni: verosimilmente, troppo vicino alla stella e quindi troppo caldo per ospitare possibili forme di vita secondo i parametri noti.


L'immagine di Alessandro va compresa nel contesto delle profondità cosmiche. Come detto, nella foto di Alessandro Cipolat Bares Proxima appare una delle tante stelle di fondo, anche più debole di alcune di queste. Ma Proxima è in primissimo piano, e un divario - sicuramente di migliaia di anni-luce! - intercorre tra essa e tutte le altre stelle di fondo. Queste sono enormemente più lontane, ben al di fuori del braccio di Orion nel quale risiede il Sistema Solare. La piccola porzione di cielo inquadrata dall'immagine ripresa da Alessandro copre un campo di qualche primo, tanto che la stessa Rigel Kentaurus (α Centauri) non è visibile nel campo ma si trova ben fuori questo.


A pochi, infine, è noto come l'appartenenza di Proxima al sistema di stelle simili al Sole (una dalla massa appena maggiore, l'altra appena minore, entrambe nate circa 6 miliardi di anni fa) era tutt'altro che scontata. Infatti, sia per la debole luminosità di Proxima che per la difficoltà di misurare con precisone alcuni parametri, non era affatto scontato dimostrare il suo legame alla coppia principale. È stato solo nel 2016, grazie ad analisi effettuate tramite lo spettrografo HARPS (ESO) che gli astronomi sono riusciti definitivamente a concludere che le tre stelle effettivamente formano un unico sistema legato dalla mutua gravità.


Crediti dell'immagine: Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)


2024 / 09 / 04

𝗜𝗟 𝗩𝗢𝗟𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗡𝗢𝗥𝗗: 𝙋𝙤𝙡𝙖𝙧𝙞𝙨 (α Ursae Minoris) da secoli ci aiuta ad orientarci nella notte indicando il nord, ma a seguito di recenti ricerche condotte da un team di astronomi guidato da Nancy Evans (Smithsonian Astrophysical Observatory) la stella potrebbe ora indicare la strada verso una maggiore conoscenza sull’evoluzione delle stelle. Polaris è, infatti, una variabile di tipo cefeide, ma non solo: è sia la cefeide più luminosa dell’intera volta celeste nonché la più vicina al Sistema Solare. Vantaggi non indifferenti per ricerche approfondite.

Le Cefeidi sono massicce stelle evolute, che hanno lasciato la sequenza principale avendo esaurito il primo ciclo delle reazioni termonucleari - fusione di idrogeno in elio - attraverso cui viene generata energia. Perso l’equilibrio idrostatico caratteristico di questa fase esse divengono instabili, sviluppando meccanismi di pulsazione, regolari e prevedibili. Sebbene non sia facile distinguere la modalità di pulsazione dalla forma della curva di luce ottenuta dalle osservazioni, si ritiene oggi che la maggior parte delle Cefeidi classiche pulsino in modalità fondamentale anche se, a parità di periodo, quelle a modalità armonica sarebbero più luminose e più grandi rispetto a quelle che pulsano in modalità fondamentale.

Ma la proprietà più importante di queste stelle variabili è la stretta relazione esistente tra il periodo di variazione e la luminosità intrinseca: quanto più lungo è il periodo di pulsazione, tanto più luminosa è la stella. Tale relazione permette di stabilire la luminosità di una data Cefeide della quale è noto il periodo mentre la distanza della stella variabile viene ricavata dalla luminosità apparente. Questa proprietà trova ampio e corretto uso nella misurazione delle distanze nel "vicino" Universo: in particolare, per le galassie situate entro un raggio di 50 megaparsec dalla Via Lattea.

Sfruttando il fatto che Polaris è ancora relativamente vicina al Sistema Solare (510 anni luce) ed è, parimenti, una stella molto grande, molte delle sue caratteristiche intrinseche possono essere quindi acquisite attraverso osservazioni dirette ad alta risoluzione. Queste sono state condotte dal team di astronomi in primis per determinare l’orbita della compagna di Polaris, 𝙋𝙤𝙡𝙖𝙧𝙞𝙨 𝘼𝙗. Sia la stretta separazione che il grande contrasto di luminosità tra i due astri sono parametri che rendono estremamente difficile la risoluzione di questo sistema binario dalla mutua orbita, lunga una trentina d’anni.

In tale contesto, un gruppo di astronomi ha recentemente ottenuto risultati sorprendenti utilizzando l’interferometro più grande al mondo sia nell’ottico che nel vicino infrarosso: l’High Angular Resolution Astronomy (CHARA) a Mount Wilson (CA), composto da una matrice di sei telescopi da 1 metro che agiscono all’unisono fornendo la medesima risoluzione angolare di telescopio da ben 330 metri (!) di diametro. Alla mole di dati, raccolta tra il 2016 e il 2021, ne sono stati aggiunti ulteriori, acquisiti attraverso la tecnica dell’interferometria a macchie dal telescopio riflettore da 3,5 mt dell’Apache Point Observatory ed altri ancora precedentemente ottenuti dal telescopio spaziale Hubble (NASA). In tal modo è stato possibile osservare le due stelle ed anche seguirle per ben ¾ della mutua orbita.

Attraverso le accurate misurazioni ottenute è stato quindi possibile rivalutare la massa di Polaris, risultata pari a 5,1 masse solari: certamente, un netto incremento rispetto al valore di 3,5 masse solari valutato in passato. Tuttavia, anche a seguito di questo recente innalzamento, la luminosità di Polaris ha continuato a risultare maggiore di quella derivata dalla posizione della stella nel diagramma HR: un divario noto come “problema della massa delle Cefeidi”, riferito ad una differenza - generalmente, del 10% - nella massa di tali stelle derivata secondo due diverse metodologie: la posizione della stella nel diagramma HR e il suo periodo di pulsazione.

Oltre ad aver fornito dati astrometrici, con i dati interferometrici di CHARA è stato anche possibile misurare con grande accuratezza il diametro angolare di Polaris la quale sottende un angolo circa 600.000 volte più piccolo di quello del disco lunare: tale valore, messo in relazione alla distanza della stella, delinea una sfera dal diametro ben 46 volte quello del Sole!

L’elevata risoluzione ha anche permesso di cogliere dettagli sulla fotosfera di Polaris la quale, di conseguenza, è divenuta la prima cefeide in assoluto della quale è stata osservata direttamente la fotosfera. Le straordinarie immagini mostrano un disco tutt’altro che eterogeneo in termini di luminosità: enormi regioni luminose si alternano, infatti, ad altre più scure.

Analogamente a quelle osservate sul Sole, le macchie stellari sono aree caratterizzate da una temperatura minore rispetto a quella dell'ambiente circostante nonché sede di forte attività magnetica quasi certamente correlata ad una polarizzazione, effettivamente osservata ma simile a quella esibita da stelle supergiganti come Mirfak (α Persei), che non presentano pulsazioni radiali e non hanno subito alcuna evoluzione anomala, piuttosto che alle classiche Cefeidi. Tali macchie potrebbero essere prodotte da supergranuli convettivi emergenti alla superficie della stella: la loro presenza è, tra l’altro, coerente con la piccola ampiezza della variazione luminosa, ben differente da quella delle classiche variabili Cefeidi. Ma il grosso sospetto è che l’intensità luminosa di queste macchie - che a tutti gli effetti appaiono e scompaiono secondo un ciclo che sembra essere definito in circa 120 giorni - possa essere in qualche modo correlata al periodo di rotazione della stella, valutato tra 40 e 60 giorni.

Le future ricerche su Polaris saranno indirizzate a comprendere proprio il meccanismo fisico alla base di questo loro ciclo di visibilità.

Link alla pubblicazione originale (libero accesso) "The Orbit and Dynamical Mass of Polaris: Observations with the CHARA Array" su "The Astrophysical Journal", Volume 971, Number 2:
https://iopscience.iop.org/article/10.3847/1538-4357/ad5e7a

In occasione dell'imminente massimo di attività delle Perseidi, pubblichiamo questo interessante approfondimento sul fenomeno, rinnovando l'invito a partecipare al nostro appuntamento pubblico "NOTTE DELLE PERSEIDI", descritto alla fine:


𝗣𝗘𝗥𝗦𝗘𝗜𝗗𝗜 𝟮𝟬𝟮𝟰: 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗢 𝗤𝗨𝗔𝗡𝗧𝗢 𝗗𝗔 𝗦𝗔𝗣𝗘𝗥𝗘 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗘 𝗙𝗔𝗠𝗢𝗦𝗘 "𝗦𝗧𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗖𝗔𝗗𝗘𝗡𝗧𝗜"

a cura di 𝗟𝗼𝘃𝗿𝗼 𝗣𝗮𝘃𝗹𝗲𝘁𝗶ć (𝘊𝘦𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘚𝘵𝘶𝘥𝘪 𝘈𝘴𝘵𝘳𝘰𝘯𝘰𝘮𝘪𝘤𝘪 𝘈𝘯𝘵𝘢𝘳𝘦𝘴 𝘛𝘳𝘪𝘦𝘴𝘵𝘦)


Sicuramente, esiste qualche sparuto gruppo di persone che nella sua vita non ha mai visto una sola “stella cadente”; al contrario, numerosi studiosi in tutto il mondo applicano le loro ricerche a questi meravigliosi fenomeni atmosferici. Nel vasto mondo della scienza astronomica, la 𝙢𝙚𝙩𝙚𝙤𝙧𝙤𝙖𝙨𝙩𝙧𝙤𝙣𝙤𝙢𝙞𝙖 è la disciplina che si occupa dello studio dei corpi più piccoli del Sistema Solare. Questa scienza analizza, a partire dalla traccia visibile, il lungo viaggio di questi corpi dello spazio interplanetario fino al loro ingresso nell'atmosfera terrestre dove, per l’appunto, avviene il cosiddetto "incendio" che li rende visibili. In alcuni casi  riescono perfino a cadere al suolo e questa circostanza costituisce lo step finale ed importantissimo della ricerca.



UN PO DI STORIA...


Ad aver dato inizio a questo moderno ramo di studi fu la spettacolare 𝘤𝘢𝘥𝘶𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘮𝘦𝘵𝘦𝘰𝘳𝘪𝘵𝘦 𝘯𝘦𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘴𝘪 𝘥𝘪 𝘏𝘳𝘢šć𝘪𝘯𝘢, località situata nello Hrvatski Zagorje (Croazia), nel pomeriggio del 26 maggio 1751. Il corpo celeste, a quanto sembra recuperato dal vicario generale della diocesi di Zagabria Vuk Kukuljević su richiesta del vescovo di Zagabria Franjo Ksaver Klobušički, venne inviato alla corte imperiale. Per la prima volta nella storia, il 𝘳𝘦𝘤𝘶𝘱𝘦𝘳𝘰 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘮𝘦𝘵𝘦𝘰𝘳𝘪𝘵𝘦 venne descritto dettagliatamente nel documento di Kukuljević: questo, inevitabilmente, interessò gli scienziati di allora. 𝘍𝘶 𝘪𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭’𝘰𝘤𝘤𝘢𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘦𝘯𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘧𝘪𝘯𝘪𝘵𝘪𝘷𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘴𝘵𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘪 𝘮𝘦𝘵𝘦𝘰𝘳𝘪𝘵𝘪 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘦𝘳𝘰 𝘤𝘰𝘳𝘱𝘪 𝘥𝘪 𝘰𝘳𝘪𝘨𝘪𝘯𝘦 𝘦𝘹𝘵𝘳𝘢𝘵𝘦𝘳𝘳𝘦𝘴𝘵𝘳𝘦 𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘦𝘴𝘵𝘳𝘦, come alcuni andavano ancora affermando. Ancora oggi  l’evento gode di una vasta eco in tutto il mondo: un disegno dell’evento di Hrašćina è presente nel museo situato accanto al Cratere Barringer, meglio noto come “𝘔𝘦𝘵𝘦𝘰𝘳 𝘤𝘳𝘢𝘵𝘦𝘳 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘈𝘳𝘪𝘻𝘰𝘯𝘢”, uno dei più grandi crateri da impatto ancora presenti sulla superficie terrestre, causato circa 50.000 anni fa dall'impatto di un asteroide probabilmente da 45 metri di diametro.


Successivamente, nello sviluppo della meteoroastronomia, importante fu Adolphe Quetelet, direttore dell'Osservatorio di Bruxelles, primo a compilare un 𝙘𝙖𝙩𝙖𝙡𝙤𝙜𝙤 𝙙𝙞 𝙨𝙘𝙞𝙖𝙢𝙞 𝙢𝙚𝙩𝙚𝙤𝙧𝙞𝙘𝙞. Dal 1832 e fino alla sua morte nel 1874, l’astronomo belga pubblicò oltre 50 articoli scientifici sulla meteoroastronomia e sulla meteoritica. L'elenco ufficiale odierno, redatto dall'Unione Astronomica Internazionale, conta un totale di 110 sciami meteorici scoperti e confermati. In questa lista rientrano anche quelli scoperti dalla Rete meteorica croata da cui è nato il Global Meteor Network, realtà mondiale che contribuisce costantemente a nuove scoperte.



DEFINIZIONI CORRETTE


𝘔𝘢 𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘦𝘴𝘢𝘵𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘨𝘭𝘪 𝘴𝘤𝘪𝘢𝘮𝘪 𝘮𝘦𝘵𝘦𝘰𝘳𝘪𝘤𝘪? 𝘊𝘰𝘮𝘦 𝘴𝘪 𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘯𝘰? 𝘌 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩é 𝘷𝘦𝘯𝘨𝘰𝘯𝘰 𝘤𝘩𝘪𝘢𝘮𝘢𝘵𝘪 𝘤𝘰𝘯 𝘯𝘰𝘮𝘦 𝘳𝘪𝘧𝘦𝘳𝘪𝘵𝘰 𝘢𝘥 𝘢𝘭𝘤𝘶𝘯𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘦𝘭𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪?

Per rispondere a queste tre domande è necessario prima spiegare e differenziare i termini base utilizzati dalla meteoroastronomia, sconosciuti ai più e non solo, tanto che gli stessi astronomi professionisti cadono spesso in errore sul significato etimologico dei termini in uso. Detriti vaganti nello spazio interplanetario, con dimensioni variabili da pochi micron fino ad un metro, sono chiamati 𝙢𝙚𝙩𝙚𝙤𝙧𝙤𝙞𝙙𝙞, nati dalla collisione di corpi più grandi come gli asteroidi o dalla disintegrazione di comete.


La formazione di 𝙨𝙘𝙞𝙖𝙢𝙞 𝙢𝙚𝙩𝙚𝙤𝙧𝙞𝙘𝙞 è principalmente il risultato del passaggio ravvicinato di una cometa giunta al perielio ovvero nel punto più vicino della sua orbita al Sole: in tale occasione, a causa della pressione della radiazione solare e dell'aumento della temperatura sulla superficie del  nucleo cometario, ancora inerme, il ghiaccio di cui questo è composto sublima, liberando 𝙙𝙚𝙩𝙧𝙞𝙩𝙞 (piccole rocce frammentate, particelle) che continuano a viaggiare attorno al Sole creando una scia che segue il nucleo della cometa lungo la sua orbita. La struttura e la dinamica di queste scie detritiche sono molto complicate e imprevedibili: quando la Terra, lungo la sua orbita attorno al Sole, attraversa una di queste scie,  i detriti vengono attratti dalla gravità terrestre, penetrando nell’atmosfera ad elevata velocità: è così che l'ingresso di questi piccoli corpi nell'atmosfera crea una 𝙢𝙚𝙩𝙚𝙤𝙧𝙖 (𝘥𝘢𝘭 𝘨𝘳𝘦𝘤𝘰 μετέωρος/𝘮𝘦𝘵é𝘰𝘳𝘰𝘴, "𝘲𝘶𝘢𝘭𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘯𝘦𝘭𝘭'𝘢𝘳𝘪𝘢"), fenomeno luminoso che si verifica a seguito dei processi di collisione ad alta energia tra i meteoroidi in possesso di elevata energia cinetica ed atomi e/o molecole presenti nell'atmosfera terrestre. Durante il processo di ionizzazione e seguente ricombinazione che danno origine alla meteora, l'energia cinetica del meteoroide viene convertita in luce e calore, lasciando una traccia ionizzata; mediante𝙚𝙫𝙖𝙥𝙤𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙨𝙪𝙥𝙚𝙧𝙛𝙞𝙘𝙞𝙖𝙡𝙚 (𝙖𝙗𝙡𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚), il meteoroide viene quindi consumato, creando corpi di dimensioni minori detti 𝙢𝙞𝙘𝙧𝙤𝙢𝙚𝙩𝙚𝙤𝙧𝙤𝙞𝙙𝙞.


Se il meteoroide in caduta non si consuma completamente mentre attraversa l'atmosfera ma raggiunge la superficie terrestre, ecco che assume il nome 𝙢𝙚𝙩𝙚𝙤𝙧𝙞𝙩𝙚. Cadute di meteoriti sono spesso accompagnate dall'apparizione di cosiddette 𝙥𝙖𝙡𝙡𝙚 𝙙𝙞 𝙛𝙪𝙤𝙘𝙤 ovvero una meteora di grande luminosità (𝘢𝘱𝘱𝘢𝘳𝘦𝘯𝘵𝘦𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘱𝘪ù 𝘭𝘶𝘮𝘪𝘯𝘰𝘴𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘱𝘪𝘢𝘯𝘦𝘵𝘢 𝘝𝘦𝘯𝘦𝘳𝘦, 𝘦 𝘵𝘢𝘭𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘢𝘨𝘰𝘯𝘢𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘭𝘶𝘮𝘪𝘯𝘰𝘴𝘪𝘵à 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘓𝘶𝘯𝘢): un fenomeno raro ma che, a volte, può essere accompagnato anche da un crepitio elettrofonico. 𝘽𝙤𝙡𝙞𝙙𝙚 è il nome di un tipo speciale di palla di fuoco che esplode in un potente lampo terminale, spesso con frammentazione visibile.



COME AVVIENE IL FENOMENO DELLA "STELLA CADENTE"?


In base alla loro composizione chimica, le meteoriti vengono tradizionalmente divise in tre categorie: quelle “𝙥𝙞𝙚𝙩𝙧𝙤𝙨𝙚”, composte da minerali silicati; quelle “𝙛𝙚𝙧𝙧𝙤𝙨𝙚”, in cui ferro e nichel sono i componenti principali; infine, quelle “𝙛𝙚𝙧𝙧𝙤𝙨𝙤-𝙥𝙞𝙚𝙩𝙧𝙤𝙨𝙚”, che contengono materiale sia metallico che roccioso. È un malinteso molto comune che le meteoriti, a causa dei suddetti processi atmosferici, cadano sulla Terra arroventati e ardenti. Nell'ultima fase del loro passaggio attraverso l'atmosfera, esse cadono al suolo in un 𝙫𝙤𝙡𝙤 𝙤𝙨𝙘𝙪𝙧𝙤, che non produce più alcun fenomeno luminoso: dopo la decelerazione (rallentamento) e la frammentazione del meteoroide nell'atmosfera terrestre (solitamente ad un'altezza di circa 30 km al di sopra della superficie), il corpo continua a cadere senza la presenza di ablazione. Il corpo in caduta diventa quindi invisibile per un osservatore a terra e cade a una velocità costante, condizionata dalla caduta libera e dalla resistenza dell'aria nell'atmosfera; e sono proprio le condizioni atmosferiche presenti durante il volo oscuro a rappresentare il più grande ostacolo nella determinazione precisa del luogo esatto dove i frammenti raggiungono il suolo.


A differenza dei meteoroidi, che "bruciano" nell'atmosfera producendo il fenomeno meteora, i meteoriti sono per lo più di origine asteroidale: proprio per questo la loro comparsa non è mai collegata ad alcuno sciame meteorico. La definizione corretta di questo tipo di meteore è 𝙨𝙥𝙤𝙧𝙖𝙙𝙞𝙘𝙝𝙚. Le meteore, quelle prodotte da scie di detriti cometari, fanno parte di veri e propri sciami che prendono il nome dalla posizione del loro radiante: un'area stretta nel cielo dalla quale le meteore sembrano, per l’appunto, irradiarsi. Di conseguenza, i nomi degli sciami meteorici vengono assegnati con il nome della costellazione in cui si trova il radiante dello sciame (𝘢𝘥 𝘦𝘴𝘦𝘮𝘱𝘪𝘰 𝘗𝘦𝘳𝘴𝘦𝘪𝘥𝘪, 𝘓𝘦𝘰𝘯𝘪𝘥𝘪, 𝘎𝘦𝘮𝘪𝘯𝘪𝘥𝘪, 𝘈𝘤𝘲𝘶𝘢𝘳𝘪𝘥𝘪, 𝘦𝘤𝘤.). In occasione di una frequenza davvero eccezionale di meteore, lo sciame può divenire una vera e propria 𝙥𝙞𝙤𝙜𝙜𝙞𝙖 𝙙𝙞 𝙢𝙚𝙩𝙚𝙤𝙧𝙚.



NOTTI DI SCIAMI METEORICI


Nel regolare ciclo annuale di comparsa degli sciami meteorici, il più attivo in termini di numero è sicuramente quello delle 𝙂𝙚𝙢𝙞𝙣𝙞𝙙𝙞, che possiamo osservare dal 19 novembre al 24 dicembre: solitamente, al massimo nella notte tra il 13 e il 14 dicembre con una frequenza di 120 meteore all’ora. Oltre alle Geminidi, ci sono poi le 𝙇𝙚𝙤𝙣𝙞𝙙𝙞, menzionate anche nella Bibbia. Sono visibili ogni novembre; circa ogni 30 anni, questo sciame produce incredibili tempeste meteoriche, la cui attività può superare anche le 1000 meteore all'ora!

Ma certamente, il più famoso sciame meteorico tra i profani è quello delle 𝙋𝙚𝙧𝙨𝙚𝙞𝙙𝙞, che ha la sua massima attività solitamente nella notte tra il 12 e il 13 agosto. Sebbene sia solo il terzo in ordine di numero di meteore visibili all’ora (𝘧𝘳𝘦𝘲𝘶𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘴𝘰𝘭𝘪𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘤𝘢𝘭𝘤𝘰𝘭𝘢𝘵𝘢 𝘢𝘷𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘪𝘭 𝘳𝘢𝘥𝘪𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘰 𝘻𝘦𝘯𝘪𝘵), dietro alle Geminidi e alle 𝙌𝙪𝙖𝙙𝙧𝙖𝙣𝙩𝙞𝙙𝙞 (𝘴𝘤𝘪𝘢𝘮𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢 𝘪𝘭 𝘳𝘢𝘥𝘪𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭'𝘰𝘣𝘴𝘰𝘭𝘦𝘵𝘢 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘦𝘭𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘘𝘶𝘢𝘥𝘳𝘢𝘯𝘴 𝘔𝘶𝘳𝘢𝘭𝘪𝘴, 𝘯𝘰𝘯 𝘭𝘰𝘯𝘵𝘢𝘯𝘰 𝘥𝘢𝘭 "𝘵𝘪𝘮𝘰𝘯𝘦" 𝘥𝘦𝘭 𝘎𝘳𝘢𝘯𝘥𝘦 𝘊𝘢𝘳𝘳𝘰), è proprio l’attività estiva a renderlo così amato, così particolare e diverso da tutti gli altri sciami meteorici che si manifestano nel corso dell’anno. Progenitrice delle Perseidi è la cometa 109𝙋/𝙎𝙬𝙞𝙛𝙩–𝙏𝙪𝙩𝙩𝙡𝙚, dal periodo orbitale lungo 130 anni; al 1992 risale l'ultimo passaggio al perielio, nella cui occasione la scia di detriti venne nuovamente alimentata dal materiale rilasciato a seguito dell’attività cometaria.

Tradizionalmente, le Perseidi sono conosciute anche come "𝙡𝙖𝙘𝙧𝙞𝙢𝙚 𝙙𝙞 𝙎𝙖𝙣 𝙇𝙤𝙧𝙚𝙣𝙯𝙤" in quanto le notti di maggiore attività dello sciame sono vicine alla ricorrenza del santo martirizzato su una graticola arroventata.


Secondo la leggenda, San Lorenzo non avrebbe pianto durante la tortura; stando così le cose, è lecito chiedersi il perché del termine “lacrime” associato a tali meteore. Il motivo risiede nel poeta Giovanni Pascoli: nel componimento "𝙓 𝘼𝙜𝙤𝙨𝙩𝙤", scritto in occasione dell'anniversario della morte del padre Ruggiero, questo viene alla memoria al poeta proprio a seguito dell’apparizione delle meteore in quel periodo: "𝘚𝘢𝘯 𝘓𝘰𝘳𝘦𝘯𝘻𝘰, 𝘪𝘰 𝘭𝘰 𝘴𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩é 𝘵𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘵𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘭'𝘢𝘳𝘪𝘢 𝘵𝘳𝘢𝘯𝘲𝘶𝘪𝘭𝘭𝘢 𝘢𝘳𝘥𝘦 𝘦 𝘤𝘢𝘥𝘦, 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩é 𝘴ì 𝘨𝘳𝘢𝘯 𝘱𝘪𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘯𝘦𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘤𝘢𝘷𝘰 𝘤𝘪𝘦𝘭𝘰 𝘴𝘧𝘢𝘷𝘪𝘭𝘭𝘢…" costituisce il noto incipit della struggente poesia.



CONSIGLI SU COME OSSERVARE LE PERSEIDI


Durante il picco di attività delle Perseidi, quando il radiante raggiunge lo zenit nelle ore antecedenti l’alba, un osservatore in condizioni ideali di oscurità può osservare circa 100 meteore all’ora; tuttavia, tali condizioni non vengono quasi mai raggiunte e, di conseguenza, un numero realistico di eventi per ora si aggira mediamente attorno alle 30-40 unità. Di prima sera, il radiante delle Perseidi, situato appena sotto la costellazione di Cassiopea (𝘳𝘪𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘢 𝘤𝘢𝘳𝘢𝘵𝘵𝘦𝘳𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢 𝘢 𝘞) è ancora basso sull'orizzonte nord-orientale ma man mano che esso si eleva sempre più a causa della rotazione della Terra ecco che si creano le crea condizioni migliori per osservare un numero sempre maggiore di meteore appartenenti a questo sciame.

Un trucco da usare per poter scorgere un buon numero di meteore consiste nel non guardare direttamente il radiante ma 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘢𝘵𝘵𝘦𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘢𝘥 𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘰 20°-30° 𝘥𝘢 𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘦 𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘰 30° 𝘴𝘰𝘱𝘳𝘢 𝘭'𝘰𝘳𝘪𝘻𝘻𝘰𝘯𝘵𝘦: questo in quanto il percorso di meteore vicine al radiante è molto più breve rispetto ad altre, quelle davvero spettacolari, che appaiono più lontane. Usualmente, le meteore vengono meglio osservate stando sdraiati in un sacco a pelo senza utilizzare strumenti ottici: 𝙗𝙖𝙨𝙩𝙖 𝙞𝙡 𝙨𝙚𝙢𝙥𝙡𝙞𝙘𝙚 𝙤𝙘𝙘𝙝𝙞𝙤 𝙣𝙪𝙙𝙤, poiché il campo visivo umano è anche il più ampio possibile. Ad ogni modo, ad aiutare maggiormente è la pazienza. Una curiosità: a causa di addensamenti di diversa entità creati all’interno della scia di detriti cometari, la frequenza delle Perseidi è altamente variabile: possono apparire in gruppi di diverse meteore in meno di cinque minuti per poi fare una pausa di dieci o venti minuti e  quindi riapparire nuovamente in gruppo.




"NOTTE DELLE PERSEIDI 2024"


In occasione del picco delle Perseidi 2024, un imperdibile evento didattico di grande portata sulle Perseidi/"lacrime di San Lorenzo" - e non solo - sarà tenuto 𝘀𝘂𝗹 𝗖𝗮𝗿𝘀𝗼 𝘁𝗿𝗶𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗼 dal Centro Studi Astronomici Antares:𝗹𝘂𝗻𝗲𝗱ì 𝟭𝟮 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼, 𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟭.𝟯𝟬 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹’𝗮𝗿𝗲𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼 “𝗥𝗼𝘀𝗲 𝗱’𝗜𝗻𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼” (𝘴𝘪𝘵𝘶𝘢𝘵𝘢 𝘭𝘶𝘯𝘨𝘰 𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘥𝘢 𝘉𝘢𝘴𝘰𝘷𝘪𝘻𝘻𝘢 - 𝘚𝘢𝘯 𝘓𝘰𝘳𝘦𝘯𝘻𝘰, 𝘤𝘢 400 𝘮 𝘥𝘰𝘱𝘰 𝘭𝘢 𝘍𝘰𝘪𝘣𝘢 𝘥𝘪 𝘉𝘢𝘴𝘰𝘷𝘪𝘻𝘻𝘢, 𝘢 𝘥𝘹; 𝘤𝘰𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘵𝘦: 45.629567, 13.866137), il Centro Studi Astronomici Antares Trieste ripropone l’importante e consolidato evento astronomico “𝗡𝗢𝗧𝗧𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗣𝗘𝗥𝗦𝗘𝗜𝗗𝗜”, 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗼𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗺𝗲𝘁𝗲𝗼𝗿𝗲 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗶𝗲𝗹𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼 - 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗶 𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮𝗿𝗶 𝗺𝘂𝗹𝘁𝗶𝗽𝗹𝗶, 𝗮𝗺𝗺𝗮𝘀𝘀𝗶 𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮𝗿𝗶, 𝗻𝗲𝗯𝘂𝗹𝗼𝘀𝗲 𝗲 𝗴𝗮𝗹𝗮𝘀𝘀𝗶𝗲 - 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘃𝗲𝗿𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗿𝗶𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶 𝘁𝗿𝗮𝗺𝗶𝘁𝗲 𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗲𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝘁𝗮 "𝗹𝗶𝘃𝗲", 𝗰𝗼𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗶𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘀𝘂 𝘀𝗰𝗵𝗲𝗿𝗺𝗼 𝗴𝗶𝗴𝗮𝗻𝘁𝗲. Chicca di quest’anno sarà il riguardo dedicato al pianeta nano 𝗣𝗹𝘂𝘁𝗼𝗻𝗲, osservato speciale di questa serata. Il tutto, arricchito dalle spiegazioni del team di astronomi e tecnici del Centro Studi Astronomici Antares Trieste.


Appuntamento aperto a tutti: Vi attendiamo numerosi per una straordinaria serata sotto il cielo stellato!

Perseidi e loro radiante (crediti dell'imamgine: NASA)

Preparativi "NOTTE DELLE PERSEIDI 2023"

Radiante Perseidi, visuale verso orizzonte di NE di prima sera

109P/Swift-Tuttle: una bellissima ripresa della cometa progenitrice delle Perseidi, ripresa dall’astrofotografo austriaco Michael Jaeger durante il suo ultimo passaggio ravvicinato nel Dicembre 1992. Con un periodo orbitale di circa 133 anni, 109P/Swift-Tuttle è riconosciuta come “cometa di tipo Halley”, caratterizzate da periodi orbitali compresi tra i 20 ed i 200 anni ed orbite che possono presentare inclinazioni elevate rispetto al piano dell'eclittica.

In occasione dell’ultimo perielio, 32 anni fa, 109P/Swift-Tuttle non sviluppò un attività tale da renderla particolarmente visibile ad occhio nudo: binocoli e telescopi di modesta apertura furono però sufficienti ad apprezzarne il veloce passaggio tra le stelle di fondo. La straordinaria immagine qui pubblicata, nella quale rendono bene i colori delle diverse componenti cometarie (bianco-verdastra la chioma, azzurra la lunga coda di ioni, neutra quella di polveri), venne ripresa su pellicola la notte del 24 novembre 1992 ovvero 16 giorni dopo il massimo avvicinamento al nostro pianeta.

La distanza di 109P/Swift-Tuttle dalla Terra è attualmente di 6.374.767.172 di chilometri, pari a 42,6126865462 Unità Astronomiche. Anche se il ritorno di 109P/Swift-Tuttle è atteso nel lontano 2126, la sua esile scia di detriti continuerà ad essere attraversata puntualmente dalla Terra, dando vita allo sciame meteorico delle Perseidi (crediti dell'immagine: Michael Jaeger; editing: CSAAT)

FINESTRA SUL COSMO: sulle Perseidi (sciame già attivo), non poteva mancare l'approfondimento dedicato dal ns Lovro Pavletić - con introduzione filmica e revisione come sempre a cura di Rossana Monaco - pubblicato oggi sul quotidiano locale "Il Piccolo".


Vi attendiamo numerosi all'appuntamento del 12/8 p.v.;  approfondimento sull'evento ed ulteriori informazioni QUI.

Venerdì 6 e Sabato 7 Settembre 2024


3° STAR-PARTY DEL FRIULI VENEZIA GIULIA


presso rifugio "G.Pelizzo" (1.320 m), Monte Matajur (UD)


Vorresti partecipare e condividere con altri appassionati una bellissima due giorni dedicata all'Astronomia?


QUI trovi tutte le informazioni



Sabato 17 Agosto 2024


LE STELLE DI MUGGIA - UN RACCONTO SENZA TEMPO TRA ASTRONOMIA E ARCHEOLOGIA



Nell'ambito della "Festa della Madonna d’Agosto 2024", presso "Parco di Muggia Vecchia, Basilica e Canonica (Salita a Muggia Vecchia 53, Muggia, TS), il Centro Studi Astronomici Antares Trieste in collaborazione con l’Associazione Amici di Muggia Vecchia APS presentano un evento speciale, dedicato alla ricerca nel tempo e nello spazio.


Un viaggio che porterà ad esplorare epoche lontane come Protostoria e Preistoria, epoche così lontane che la stessa volta celeste appariva differente da come si presenta oggi.


Relatori durante questo evento saranno l’astrofisico Dott. Marco Margini (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) per la parte astronomica e l’archeologo Dott. Giulio Simeoni (Università degli Studi di Udine) per la parte archeologica. Dopo i contributi dei due relatori, supportati da proiezioni su schermo, si passerà all'osservazione del cielo per mezzo di telescopi, assistiti dallo staff di esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste.


Ingresso libero

Lunedì 12 Agosto 2024


"NOTTE DELLE PERSEIDI 2024"


In occasione del picco delle Perseidi 2024, un imperdibile evento didattico di grande portata sulle Perseidi/"lacrime di San Lorenzo" - e non solo - sarà tenuto sul Carso triestino dal Centro Studi Astronomici Antares: lunedì 12 agosto, a partire dalle ore 21.30 presso l'area parcheggio "Rose d'Inverno" (situata lungo la strada Basovizza - San Lorenzo, ca 400 m dopo la Foiba di Basovizza, a dx; coordinate: 45.629567, 13.866137), il Centro Studi Astronomici Antares Trieste ripropone l’importante e consolidato evento astronomico "NOTTE DELLE PERSEIDI", dedicato non solo all'osservazione delle meteore ma anche a quella del profondo cielo - sistemi stellari multipli, ammassi stellari, nebulose e galassie - molti dei quali verranno anche ripresi tramite astrofotografia eseguita "live" con proiezione su schermo gigante. Chicca di quest’anno sarà il riguardo dedicato al pianeta nano Plutone, osservato speciale di questa serata. Il tutto, arricchito dalle spiegazioni del team di astronomi e tecnici del Centro Studi Astronomici Antares Trieste.

Un appuntamento unico per la sua originalità in tutto il Friuli Venezia Giulia ed aperto a tutti: Vi attendiamo numerosi per una straordinaria serata sotto il cielo stellato!



INFO LOCATION


La location dove sarà tenuto l'evento, l'area parcheggio "Rose d'Inverno", può essere raggiunta provenendo da:


  • Basovizza/Bazovica: percorrendo la strada che porta alla frazione di San Lorenzo/Jezero, ca 400 metri dopo il monumento "Foiba di Basovizza", girare a dx sulla strada d'accesso in terra battuta, non asfaltata


  • San Antonio/Borst: provenendo da questa frazione del Comune di San Dorligo della Valle/Občina Dolina, appena superato l'abitato di San Lorenzo, poco oltre la chiesetta, svoltare a sx quindi percorrere altri 400 m ca; l'area parcheggio è a sx, ben visibile dopo una curva


  • provenendo dal confine italo/sloveno di Pese/Pesek, nei pressi del Motel Val Rosandra svoltare a sx in direzione San Lorenzo; arrivati nei pressi della frazione, svoltare a dx e percorrere altri 400 m ca; l'area parcheggio è a sx, ben visibile dopo una curva


Coordinate dell'area parcheggio "Rose d'Inverno":

45.629524, 13.866513

45°37'46.3"N 13°51'59.5"E




Domenica 4 Agosto 2024


G-ASTRONOMIA - DAI SAPORI DEL CARSO ALLE STELLE


Torna l'ormai tradizionale appuntamento G-astronomico che il Centro Studi Astronomici Trieste co-organizza con gli amici dell'Agriturismo Milič (Zagrski), situato nella frazione di Sagrado/Zagradec a Sgonico/Zgonik (TS).

Una serata all'insegna dell'armonia tra Carso e cielo stellato, tra squisite prelibatezze di prodotti locali e la visione di panorami dell'Universo di cui siamo noi stessi parte.


Durante la cena - con inizio alle ore 20 - i presenti verranno intrattenuti con le splendide fotografie a monitor della volta celeste e di interessanti oggetti che popolano il Cosmo realizzate dai soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, cui faranno corredo le spiegazioni fornite dagli stessi.


Al termine della cena, nel piazzale dell'agriturismo Milič si terrà la 2a parte della serata astronomica: qui, verranno esposte le costellazioni del cielo estivo e caratteristiche di rilievo di alcune stelle salienti, per poi osservare al telescopio e tramite riprese "live" effettuate da opportuni sensori applicati altri strumenti, alcuni oggetti del cielo profondo quali sistemi stellari multipli, ammassi stellari, nebulose e remote galassie; il tutto con le spiegazioni dello staff di esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste.


N.B.: per prenotazione cena e partecipazione all'evento:


tel: 040229289

mobile: 3519515092

e-mail: info@agriturismomilic.it


Vi aspettiamo numerosi!


2024-07-17


"Finestra sul Cosmo": nella pubblicazione odierna della rubrica sullo storico quotidiano Il Piccolo, la Dott.ssa Gigliola Antonazzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) descrive come la Via Lattea venne interpretata nel corso delle varie epoche da culture sviluppatesi in aree anche lontane sul globo


12P/PONS-BROOKS: come spesso accade al passaggio ravvicinato di una cometa al nostro pianeta, la comunità astronomica si attiva attraverso studi supportati da osservazioni e riprese fotografiche condotte su questi affascinanti oggetti, dal comportamento spesso imprevedibile: in tale contesto si colloca quella che è la dodicesima cometa storicamente scoperta, 12P/Pons-Brooks (il fatto che sia periodica è denotato dalla "P" presente nella nomenclatura), ritratta in queste superbe riprese effettuate dal nostro astrofotografo Alessandro Cipolat Bares dai monti della Valle d’Aosta. Attualmente, la cometa, il cui nucleo è stimato di quinta grandezza, è in transito tra le stelle di Andromeda, diretta verso l'attigua Triangulum.

In queste due foto, prodotte il 6 e 7 marzo, Pons-Brooks esibisce le caratteristiche tipiche delle comete divenute “attive”. Come tutti i nuclei cometari anche quello di Pons-Brooks, nato ad immense distanze dal Sole primordiale, è uno dei corpi più primitivi del Sistema solare, rimasto quasi inalterato dalla sua formazione: nelle estreme condizioni di freddo tipiche del Sistema Solare esterno, i nuclei ghiacciati delle comete conservano materiale ricco di sostanze volatili che non è stato processato nelle zone interne del regno del Sole caratterizzate, al contrario, da alte temperature. Ed è proprio per studiare queste condizioni, preservate dalla loro nascita, che alcune sonde robotiche sono state inviate a studiare le comete da vicino, contribuendo alla conoscenza dei loro nuclei (resi invisibili dall’attività delle chiome cometarie) nonché sui tipi di sostanze chimiche presenti su e attorno ad esse (tra tutti, la presenza di un gran numero di composti organici).

Tornando alla nostra cometa, a seguito dell’aumento di temperatura in fase di avvicinamento al Sole, il nucleo - stimato non più largo di una trentina di chilometri - ha iniziato a sviluppare una consistente attività attraverso la violenta espulsione di piccole rocce, polveri e dei gas congelati che lo compongono, creando così la caratteristica atmosfera a ventaglio, detta chioma, assieme ad una lunga coda  azzurra, composta da gas ionizzato dalla radiazione solare, a cui si sovrappone una seconda coda giallastra composta da detriti che, solo per motivi di prospettiva, al momento si rende ancora poco visibile. Anche Pons-Brooks, come la Terra, viene investita da imponenti masse di gas ionizzato espulse dal Sole: ma a differenza del nostro pianeta non possiede un campo magnetico atto a proteggerla per cui l'impatto  ne ha deformato la coda, evento ben documentato in queste due riprese effettuate a distanza di sole 24 ore.

Scoperta nel luglio 1812 dall’astronomo francese Pons e riscoperta dall’americano Brooks al suo successivo ritorno del 1883, essa impiega 71 anni a percorrere la sua orbita. Il prossimo 21 aprile raggiungerà il perielio (la minima distanza dal Sole) mentre il 2 giugno la minima distanza dalla Terra, a 232 milioni di chilometri: pur raggiungendo una luminosità maggiore di quella attuale, sarà comunque più difficile osservarla, visto che tramonterà poco dopo il Sole. Essa proseguirà fino ad oltrepassare l’orbita di Nettuno, raggiungendo così il punto più lontano dal Sole (afelio): in ambiente di estremo freddo, Pons-Brooks entrerà in lunghissimo letargo, cessando ogni attività. Vista l’imprevedibilità di questi oggetti, in questo periodo è lecito sperare in qualche aumento di luminosità, come già accaduto gli scorsi 14 dicembre e 18 gennaio. Nel frattempo, godiamoci queste belle immagini.


Dati tecnici delle riprese: autore: Alessandro Cipolat Bares (CSAAT); telescopio rifrattore Askar 600 mm; camera: ZWO ASI 2600MC; elaborazione: Pixinsight, Photoshop

2024/02/28

Finestra sul Cosmo


Nel mondo astronomico non è usuale trovare mere confusioni traduzioni e significati che, per inerzia, continuano ad essere divulgati; è il caso del nome "presepe", popolarmente ed erroneamente attribuito al "grande ammasso di Cancer", il noto M44: l'articolo è stato propriamente redatto per fare luce su questo problema che i più ignorano.

Lo splendido ammasso stellare aperto è protagonista della rubrica "Finestra sul Cosmo", oggi pubblicata sul quotidiano "Il Piccolo", attraverso una bellissima ripresa fotografica ad opera del nostro socio ed astrofotografo Zlatko Orbanić da Pola/Pula (HR), con descrizione del Presidente del Centro Studi Astronomici Antares Trieste Stefano Schirinzi, con introduzione e revisione a cura della socia Rossana Monaco.

2024/02/22

Conferenza:


Venerdì 23 febbraio 2024, ore 20

"SPAZI DI CIELO STELLATO - GEMINI"

alla scoperta dei segreti del Cosmo tra geografia celeste, storia, astrofisica, astroimaging e curiosità

relatore: Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste, Akademsko astronomsko društvo - Rijeka)


Abstract: secondo appuntamento della serie didattica Spazi di cielo Stellato”, ideata con lo scopo di fornire un quadro complessivo sul Cosmo iniziando dall'elemento base: le costellazioni. Tappa di questa puntata è Gemini, per la quale verrà descritto, in primis, il quadro storico, per poi mostrare come tale figura viene delineata nella moderna cartografia celeste. Si proseguirà con un’analisi dettagliata - attraverso le immagini prodotte dai soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste ed altre riprese dai grandi telescopi professionali - sulle stelle più interessanti della costellazione, utili alla comprensione di fenomeni astrofisici, passando poi ad altri oggetti sempre più complessi quali ammassi stellari e nebulose nebulose.

Nella relazione saranno presenti i più recenti aggiornamenti sulle ricerche scientifiche inerenti le varie tipologie di oggetti analizzati assieme ad un vasto assortimento di dati e curiosità altrimenti sconosciute ai più.

L'appuntamento, riservato ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste e del Club Alpinistico Triestino, è propedeutico alla serata astronomica outdoor dedicata che verrà successivamente effettuata.

2024/02/14

Finestra sul Cosmo


Su "Il Piccolo" di oggi, seconda pubblicazione della rubrica Finestra sul Cosmo, gestita dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste, che ha per protagonista la splendida ripresa combinata di M1 "Nebulosa del Granchio" con immagini prodotte dai nostri astrofotografi Maximilian Iesse e David Kralj e magistralmente assemblate da Aleš Ferluga. Nell'articolo è descritta la storia della nebulosa assieme alle caratteristiche della stella neutronica che vi risiede. Un sentito ringraziamento alle socie Rossana Monaco e Gigliola Antonazzi per il supporto in fase di stesura e revisione. 

Conferenza


giovedì 9 febbraio 2024

NUBI POLARI STRATOSFERICHE A MEDIE LATITUDINI?

relatore: Giorgio Rizzarelli (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)


Abstract: studi condotti sulle dinamiche dell’atmosfera terrestre sia in ambito climatologiche che di space-wheather hanno condotto alla scoperta che le nubi stratosferiche polari, note da tempo per il loro ruolo importante nella distruzione dell’ozono antartico, si stanno verificando con crescente frequenza anche nei cieli artici. Negli ultimi anni, l’atmosfera presente sopra l’Artico è divenuta più fredda, consentendo alle nubi stratosferiche polari di durare in periodi lontani da quelli prettamente invernali. Disposte ad alta quota, tali nubi si formano solo a temperature molto basse e contribuiscono a distruggere l’ozono, caratteristica provata dal fato che i livelli di ozono sono diminuiti. Di recente le nubi stratosferiche polari si sono rese visibili anche alle latitudini medio-settentrionali, ennesima prova di cambiamenti climatici in corso.


In questa conferenza, il relatore Giorgio Rizzarelli (Centro Studi Astronomici Antares Trieste), esperto nelle interazioni Sole-Terra e relativi effetti sull’atmosfera terrestre, esporrà lo status dell’arte sulla natura e le dinamiche di queste caratteristiche dell’atmosfera terrestre.


Inizio alle ore 21 sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste; l’evento è riservato ai soli soci CSAAT.

Ecco il nuovo programma appuntamenti didattici per il mese di Febbraio 2024.


Ringraziamo per la collaborazione il Club Alpinistico Triestino, presso la cui sede sarà tenuto l'ultimo appuntamento del mese, e la Direzione del Centro Commerciale Il Giulia ove, presso il locale Il Bistrò by Riva, verrà tenuto il primo appuntamento annuale dell'AstroQuiz, bella ed originale novità che ha riscosso molto successo nei primi due appuntamenti di rodaggio tenuti alla fine del 2023.

Tra le iniziative, segnaliamo la partecipazione del Centro Studi Astronomici Antares Trieste alla maratona multidisciplinare H24 organizzata da Hangar Teatri con "UN SALTO NEL COSMO - VIAGGIO NEL TEMPO E NELLO SPAZIO", un'esposizione di bellissime riprese fotografiche di vari oggetti del cielo profondo, costellazioni ed altro ancora realizzate dai nostri soci. L'evento, ad ingresso gratuito, si terrà tra le ore 1 e le ore 2 di domenica 11 febbraio, in piena notte.

Inoltre, il 16/2 "CERCASI ORION DISPERATAMENTE", tenuto in occasione della Giornata Nazionale sull'Inquinamento Luminoso, su coordinazione dell'Unione Astrofili Italiani (UAI): nell'uscita outdoor, oltre alle osservazioni effettuate al telescopio che avranno come soggetto gli oggetti del cielo profondo contenuti nella costellazione Orion, verranno discusse tematiche inerenti l'annoso problema.


Per chi fosse interessato ad iscriversi all'Associazione:

phone: (+39)3292787572

mail: info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it

web: www.centrostudiastronomici-antares-trieste.it

facebook: CentroStudiAstronomiciAntaresTrieste

 

2024/01/31

Finestra sul Cosmo


Parte oggi sullo storico quotidiano triestino "Il Piccolo" la nuova rubrica “𝗙𝗜𝗡𝗘𝗦𝗧𝗥𝗔 𝗦𝗨𝗟 𝗖𝗢𝗦𝗠𝗢”, a cura del Centro Studi Astronomici Antares Trieste. Il primo articolo non poteva non essere dedicato alla splendida foto realizzata dal nostro fotografo David Kralj sulla regione di Alnitak. Ringraziando la redazione de Il Piccolo, siamo certi che questo spazio potrà contribuire, come nei nostri intenti, a stimolare la curiosità dei lettori e quindi ad ampliare la conoscenza sulle meraviglie che popolano l'Universo

2024/01/30

Sole


ATTIVITÀ SOLARE: brillamento (di luce) solare di classe M7 (cioè quasi di classe X, la più alta), scatenato ieri 29 Gennaio alle 04:38UT dalla Active Region (gruppo di macchie solari) AR3559. Immagine della corona solare in una frequenza di UV estremo a cura del satellite geostazionario Solar Dynamics Observatory della NASA. Questo è stato l'evento solare più forte dal brillamento X5 di Capodanno, a sua volta il più intenso dal 2017. Il Sole inizia così il 2024 con i fuochi d'artificio, come atteso vista la predizione che il periodo di massimo nell'attuale ciclo undecennale di attività solare accadrà nel 2024.


La AR3559 aveva emesso vari brillamenti già dal 19 al 23 gennaio. In particolare il giorno 23 produsse un brillamento di tipo raro detto "sympathetic", cioè simultaneo con un brillamento molto distante e collegato ad esso. Nei giorni seguenti la 3559 aveva smesso di emettere brillamenti forti e, dall'analisi del suo campo magnetico, appariva alquanto stabile. Il brillamento intenso di ieri è stato dunque una sorpresa.


L'evento è avvenuto giusto un giorno prima che la 3559 sparisse dalla vista terrestre, sul bordo Ovest (destro) del Sole, a causa della rotazione solare.


Al brillamento, come accade spesso, si sono affiancate:

  • un'Eruzione di Massa dalla Corona (CME) (eruzione che in questo caso, essendo laterale, colpirà la Terra solo di striscio, innescando al più solo un'aurora boreale debole)
  • la comparsa di protuberanze a forma di arco nelle ore seguenti (che, grazie alla posizione sul bordo, sono state fotografate anche da vari amatori - vedi sotto nei commenti)
  • un Evento di Particelle Solari (o Tempesta di Radiazione Solare), cioè emissione di protoni energetici. In questo caso, grazie a un percorso magnetico favorito dal bordo solare Ovest alla Terra, i protoni hanno raggiunto l'alta atmosfera terrestre. Questa è stata una tempesta di classe S2: possibili problemi all'elettronica di satelliti, e possibile esposizione a radiazione ionizzante per gli occupanti di voli alti ad alta latitudine e delle stazioni spaziali.


Nella foto in basso, arcata di protuberanze (guidate dal campo magnetico) comparsa nelle ore seguenti al brillamento, in una foto di Giorgio Rizzarelli (Centro Studi Astronomici Antares Trieste).


2024/01/26

Cielo profondo


LUCI DI STELLE ASSORBITE E RIFLESSE: la bellissima immagine che qui pubblichiamo, ripresa dal nostro fotografo David Kralj, ritrae l’interessante area circostante Alnitak (ζ Orionis), la più orientale tra le tre luminose stelle di prima grandezza che delineano l’asterismo noto come “cintura di Orion”. Osservando con attenzione la foto, oltre al caratteristico colore azzurre delle stelle più luminose ivi presenti e di quello rossastro dei gas che permeano la zona, si può facilmente notare come il numero delle stelle visibili sia tutt’altro che uniformemente distribuito nel campo ripreso. Lecito chiedersi se questa dicotomia sia reale o meno.

Per comprendere come effettivamente stanno le cose, è necessario parlare degli spazi interstellari, talmente vuoto che non è possibile riuscire a riprodurlo tale neanche in laboratorio; eppure, questo vuoto, capace di sfidare ogni più fervida immaginazione, non è un vuoto assoluto!


Tra una stella e l’altra, infatti, sono infatti presenti minuscoli granelli metallici, molecole ed atomi, la cui densità è modellata dei venti prodotti dalle stelle, soprattutto da quelle caldissime. Anche se la densità di atomi e molecole è ben poca cosa o, meglio quasi del tutto insignificante, quando sommati lungo interminabili percorsi, la presenza di questa materia interstellare – così come viene definito l’insieme di elementi sopra descritto - diviene chiara, rivelando la sua presenza in modo apprezzabile. Soprattutto lungo il piano equatoriale galattico, la materia interstellare si addensa formando vaste nubi che inducono un evidente assorbimento sulla luce di ogni astro ad questa retrostante e disposto  lungo la nostra visuale. Ecco quindi, sullo sfondo uniforme costituito da moltitudini di astri, la presenza di chiazze scure, più o meno estese, dove le stelle sembrano mancare.


In realtà le stelle ci sono, eccome; la loro apparente assenza è dovuta all’intercettazione della loro luce da parte di quelle che vengono definite “nebulose oscure”. La presenza di materiale oscurante in spazi all’apparenza oscuri viene rilevata dall’arrossamento indotto sulla luce delle stelle retrostanti a tali sistemi: in particolare, dal fatto che il loro indice di colore (ovvero la differenza tra le magnitudini di una stella misurate in due diverse regioni dello spettro elettromagnetico come, ad esempio, nel blu nel visuale) non corrisponde al loro tipo spettrale: in presenza di tale differenza, si parla di “eccesso di colore”. Ad esempio, una stella di tipo A, prettamente bianca, ha indice di colore pari a 0 quando la sua luce non è assorbita dalla materia interstellare; se, al contrario, la stella appare rossastra, essa evidenzia un indice di colore positivo, dovuto ad un assorbimento della sua luce, maggiormente nel violetto rispetto al rosso. Il contesto è il medesimo per il Sole quando appare rossastro al suo sorgere o tramontare: ma mentre in questo caso è lo strato atmosferico ad agire, assorbendone la luce e riemettendola a lunghezze d’onda maggiori (portando così il Sole a divenire rosso), a rendere parimenti arrossate le stelle è la materia interstellare. La scarsità di stelle a sud di IC434 - la rossastra nebulosa ad emissione sulla quale si staglia l’evidente nube oscura che delinea B33, la ben nota “nebulosa testa di cavallo ” -  è dovuta proprio all’effetto di assorbimento indotto dal vasto velo di materia interstellare sulle stelle ad questo retrostanti.


Ma non sempre ammassi di polveri e gas sono oscuri. Avviene, sovente, che al loro interno, o di fronte ad essi, si trovano stelle che li rischiarano, alla pari di fari nella nebbia. Le particelle solide contenute in queste nebulose, infatti, ne diffondono la luce, rendendole illuminate di una pallida luce azzurra che, ad un’attenta osservazione, si rende più intensa in vicinanza delle stelle di cui tali nebulose ne riflettono la luce: sono queste le nebulose a riflessione, esattamente come quelle visibili attorno alle stelle azzurre ritratte in questa istantanea.


Tutto l’insieme di particelle solide (frammenti minutissimi di grafite, silicati e ferro, incluso ghiaccio d’acqua) hanno forme varie, con l’asse maggiore certamente orientato lungo le linee di forza dei campi magnetici che permeano tali nebulose, la cui luce è anche polarizzata. Questi grani sottili diffondono meglio le radiazioni blu e ultraviolette rispetto a quelle rosse e infrarosse: ciò spiega perché, qualunque sia la composizione luminosa della sorgente, il colore delle nebulose a riflessione tende ad essere leggermente più bluastro rispetto a quello delle stelle che le illuminano.


Dati tecnici della ripresa:

autore: David Kralj (Centro Studi Astronomici Antares Trieste); luogo della ripresa: Čepno/Ceppeno (Slovenia); teleobiettivo: Pentax75 focale 500mm; camera: ZWO ASI 294MC PRO, raffreddata a -10°; filtro: Optolong L-pro a banda larga; pose: 56x180” + 10 dark + 20 flat; software elaborazione: Pixinsight, Photoshop

2024/01/26

News dal Cosmo


NASCITA DI UN AMMASSO DI STELLE: questa nuova immagine rilasciata dal team di James Webb Space Telescope (NASA/CSA/ESA) ritrae la regione di formazione stellare N79, situata nella Grande Nube di Magellano, la più grande tra le numerose galassie satelliti della Via Lattea. Estesa per oltre 1.600 anni-luce da un capo all’altro, N79 è una versione in miniatura dell’enorme 30 Doradus - la nota “nebula tarantola”, contenuta nella medesima galassia - anche se rispetto a questa il tasso di formazione di nuove stelle sembra essere addirittura il doppio.


L’immagine in questione è composita, prodotta dallo strumento MIRI (Mid-Infrared Instrument), attraverso filtri a banda stretta: per la produzione dei colori, nello specifico, la ripresa effettuata col filtro 770 W (7,7 micron) è stata associata al blu, quella col filtro 1000 W (10 micron) al ciano, quella col filtro 1500 W (15 micron) al giallo e quella col filtro 2100  (21 micron) al rosso. Alle lunghezze d'onda del medio infrarosso (la camera MIRI è capace di effettuare riprese tra 4,9 e 28,8 micron), Webb è in grado di rilevare ciò che è nascosto in dense nubi di polveri. N79 produce nuove stelle molto più velocemente di altre regioni simili presenti nella Galassia, dalla quale differisce anche per composizione chimica, simile a quella delle gigantesche regioni di formazione stellare osservate quando l’Universo aveva solo pochi miliardi di anni, epoca nella quale la formazione stellare era al suo apice.


Come per tutti i soggetti luminosi ripresi da JWST, anche la luce di ciò che appare come una stella più luminosa ma che in realtà è un compatto e ammasso di stelle neonate, visibile poco sopra il centro dell’immagine, appare composta da sei raggi di diffrazione principali, creati dalla simmetria esagonale dei 18 elementi che costituiscono lo specchio primario del telescopio spaziale, ai quali si aggiungono altri due meno evidenti (per un totale di 8 raggi di diffrazione) prodotti dai montanti dello specchio secondario.


Crediti dell’immagine: ESA/Webb, NASA & CSA, O. Nayak, M. Meixner


2024/01/21

Cielo profondo


UN CUORE E UN FETO IN CASSIOPEIA: pubblichiamo oggi questa bellissima ripresa effettuata dal nostro fotografo Orso Pedriali da Piano del Tivano (LC) del vasto complesso nebulare formato da IC1805 nebulosa cuore” e IC1854 nebulosa feto”. Lontane circa 7.500 anni-luce dal sistema Solare, le due nebulose si proiettano sulla volta celeste nella costellazione di Cassiopeia ma giacciono, in realtà, nel braccio a spirale di Perseus, esterno rispetto al braccio di Orion nel quale giace il Sistema Solare, tutte le stelle visibili ad occhio nudo nel cielo notturno e molti tra i più noti oggetti del cielo profondo.

Estendendosi per oltre 600 anni-luce da un capo all’altro, IC1805 e IC1854 costituiscono uno tra i più vasti e studiati complessi di formazione stellare: entrambe enormi fabbriche costituite da gigantesche bolle di gas prodotte dalle intense radiazioni e dai venti emessi da stelle neonate ed altre di sequenza principale, con età di appena qualche milione di anni. All’interno della nebulosa cuore è ben visibile Melotte 15, associazione composta da stelle supergiganti azzurre con età comprese tra 1 e 3 milioni di anni: sono proprio gli intensi venti stellari prodotti da tali stelle ad aver prodotto le enormi bolle che alla nostra vista, grazie alla pareidolia, appaiono come i ventricoli di un cuore. Melotte 15 costituisce il nucleo della più vasta grande associazione di stelle Cassiopeia OB6.

L'ammasso stellare aperto NGC1027, ben visibile quasi al centro dell'immagine, nonostante la vicinanza prospettica alla nebulosa cuore sembra non essere fisicamente associato ad essa: la distanza del gruppo di stelle dal Sistema Solare, valutata attorno ai 3.000 anni-luce, lo porrebbe infatti in secondo piano rispetto a entrambi i due complessi nebulari. Splendendo di settima grandezza, esso si rende ben visibile all'osservazione effettuata col binocolo.

Nella parte sx dell’immagine è presente, appena visibile come una piccolissima macchia di colore rossastro, anche la piccola galassia Maffei 1, lontana oltre 10 milioni di anni-luce, indebolita solo dalle polveri galattiche che ne attenuano la luce.


Dati tecnici della ripresa:

autore: Orso Pedriali (Centro Studi Astronomici Antares Trieste); luogo della ripresa: Piano del Tivano (LC); camera: Canon 6D modificata + teleobiettivo Canon 300mm ad f/5; pose: 73x50” + 15 dark + 133 flat + 133 bias; tempo di integrazione totale: 60’; elaborazione: Photoshop

2024/01/20

Conferenza


venerdì 26 gennaio 2024, ore 21

SPAZI DI CIELO STELLATO: alla scoperta dei segreti del Cosmo tra geografia celeste, storia, astrofisica, astroimaging e curiosità

relatore: Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)


Abstract: primo appuntamento di una nuova serie didattica il cui scopo è quello di fornire un quadro complessivo sul Cosmo iniziando dall'elemento base: le costellazioni. Partiremo descrivendo il quadro storico delle stesse e come vengono delineate nella moderna cartografia celeste ed analizzeremo nel dettaglio - attraverso le immagini prodotte dai soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste ed altre riprese dai grandi telescopi professionali - quanto di interessante le stelle della costellazione in oggetto forniscono nella comprensione dei fenomeni astrofisici, passando poi ad altri oggetti sempre più complessi quali nebulose, galassie e strutture di dimensioni ancora maggiori presenti nell'Universo osservabile.       

Nella relazione saranno presenti i più recenti aggiornamenti sulle ricerche scientifiche inerenti le varie tipologie di oggetti analizzati assieme ad un vasto assortimento di dati e curiosità altrimenti sconosciute ai più.


L'appuntamento, che sarà tenuto sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, è propedeutico alla serata astronomica outdoor dedicata che verrà successivamente effettuata.

2024/01/19

News dal Cosmo


REMOTE GALASSIE DALLE STRANE FORME: uno studio condotto sulle riprese effettuate per la campagna di indagine "Cosmic Evolution Early Release Science" (CEERS), condotto da un team della Columbia University di New York, ha identificato galassie con z da elevati a moderatamente elevati ovvero in un range di età dell'Universo da 600 milioni a 6 miliardi di anni, dalla forma piatta e allungata (probabili spirali) ed altre che sembrano meri palloni (ellittiche in formazione?), rilevata solo da JWST: secondo analisi statistiche, il 50%-80% delle galassie osservate nel distante Universo sarebbe così strutturata.


Crediti dell'immagine: NASA, ESA, CSA, Steve Finkelstein (UT Austin), Micaela Bagley (UT Austin), Rebecca Larson (UT Austin)


2024/01/15

ENTUSIASMO ALLE STELLE: il nostro giovane socio Andrea Nichele, che ha da pochissimo ha iniziato a fotografare il cielo profondo con la sua strumentazione, sta facendo passi da gigante grazie al suo entusiasmo e al supporto dei nostri fotografi. La bellissima foto di NGC2237/C49, meglio nota come “nebulosa rosetta” a causa della sua particolare forma, è stata ripresa da Andrea qualche giorno fa, nella prima serata utile dopo le sferzate della Bora; corrediamo la bellissima ripresa con la descrizione, redatta ancora da Andrea.


Nei cieli notturni invernali, la “rosetta” è certamente uno dei soggetti più famosi e brillanti da fotografare. Questa nebulosa si trova nella costellazione Monoceros ed è facilmente reperibile nel cielo essendo localizzata tra le luminose Procyon (α Canis Minoris) e Betelgeuse (α Orionis), rendendosi visibile anche attraverso l’utilizzo di un binocolo o un piccolo telescopio a patto di effettuare le osservazioni in aree lontane da fonti luminose. Scoperta da William Herschel nel 1784, “rosetta” è lontana 5.200 anni-luce dal Sistema Solare e si stima che si estenda per circa 100 anni-luce. Questa tipo di struttura gassosa è definita molecolare poiché le basse temperature ivi esistenti permettono la formazione di molecolare di idrogeno.

Al centro della nebulosa è perfettamente visibile, già ad occhio nudo e ancora meglio al binocolo, il bellissimo ammasso aperto NGC2244, composto da stelle blu giganti che irradiano prepotentemente nell’ultravioletto verso le masse di idrogeno circostanti: questo rende l’idrogeno ionizzato, che diventa di colore rosso. Al centro della nebulosa sono presenti i cosiddetti globuli di Bok, zone dense di gas e polveri dove avviene la formazione di nuove stelle.


Dati tecnici della ripresa:

autore: Andrea Nichele (Centro Studi Astronomici Antares Trieste); location della ripresa: Črnotiče/Cernotti (Slovenia); telescopio: newton Skywatcher 200/1000 PDS; camera: Canon eos 2000D; filtro optolong L-pro; no guida; pose: 3x184" ISO 3200+ dark; software elaborazione: Pixinsight, Sequator, Photoshop

2024/01/14

UN OSCURO SERPENTE TRA GIOVANI STELLE: per la maggior parte degli appassionati che si dilettano nella fotografia astronomica, non vi è nulla di più oltre l’apprezzamento artistico per un’immagine prodotta. Come più volte abbiamo ribadito nei nostri appuntamenti didattici, una singola ripresa analizzata con estrema attenzione porta a visualizzare elementi di notevole importanza astrofisica, altrimenti ignorati.


E’ questo i caso dell'immagine che qui pubblichiamo, ritaglio di una ripresa di dimensioni molto maggiori effettuata, come sempre con grande maestria, dal nostro fotografo David Kralj da una località nei pressi del villaggio di Čepno/Ceppeno (Slovenia). L’immagine originale, che sarà oggetto di una prossima pubblicazione (stay tuned!), ritrae la vasta area situata nei pressi della luminosa stella Alnitak (ζ Orionis), intrisa di alcuni stupefacenti e noti complessi nebulari, parte del grande complesso molecolare di Orion, lontano mediamente attorno ai 1.600 anni-luce dal Sistema Solare.


Ciò che vogliamo esporre in questo ritaglio è la presenza di oggetti diversi su piani differenti: in particolare, la stretta e lunga nebulosa oscura che, partendo da NGC2024 nebulosa fiamma” (in alto), lontana tra o 1.300/1.350 anni-luce dal Sistema Solare, sulla quale si sovrappone; la nebulosa oscura in questione si pone, quindi, dietro ad una vasta nube di idrogeno (lontana circa 1.300 anni-luce dal Sistema Solare) che però non brilla per emissione a causa della mancanza di stelle ad essa vicine utili a renderla incandescente (le tre stelle tra la nona e l’undicesima grandezza che sembrano sovrapporsi sono, in realtà, retrostanti a questa area nebulare); se questa struttura avesse coperto la vicina Alnitak, la luminosità apparente della stella sarebbe stata indebolita di almeno 2 ordini di grandezza.


La lunga nebulosa oscura che siamo qui descrivendo è modellata dagli intensi venti stellari emessi da caldissime stelle azzurre presenti nella zona e si rende finalmente ben visibile uscendo dalle nubi di idrogeno che la coprono, poco oltre la bellissima nebulosa a riflessione NGC2023/VDB52 che, per l’appunto, riflette il colore azzurro della stella caldissime stella di sequenza principale HD37903, lontana 1.300 anni-luce dal Sistema Solare (distanza valida anche per la nebulosa che la circonda), visibile al centro della stessa: l’unica visibile di un gruppo di stelle giovani, che appaiono solo come sorgenti infrarosse in quanto ancora circondate dai gas e dalle polveri dai quali hanno avuto origine. E’ dopo questa area azzurra a riflessione che l’oscuro serpente di polveri, partito dalla “nebulosa fiamma”, esce finalmente allo scoperto assumendo quell’incredibile ed arcinota forma che la pareidolia ci induce ad renderla somigliante al collo e alla testa di un equino: parliamo, ovviamente, di B33, lontana poco meno di 1.400 anni-luce dal Sistema Solare.


Prestando attenzione alla descrizione qui fornita, non sarà difficile farsi un’idea dei diversi piani dimensionali sui quali è distribuito tutto il materiale gassoso e polveroso, nonché le stesse stelle, nel complesso scenario di questa stupenda ripresa. Tenendo conto dell’estensione sulla volta celeste della nebulosa oscura in questione, di poco inferiore a 2°, e mettendo in relazione con la distanza media desunta per l’intero apparato nebulare, ne risulta che la reale estensione nello spazio del filamento di polveri oscure oltrepassa il centinaio di anni-luce.


A rendere luminosa la nebulosa IC434, sulla quale si staglia la “testa di cavallo”, è l’altra caldissima stella σ Orionis, tra le componenti intrinsecamente più luminose facenti parte della vasta associazione Orion OB1, che permea tutta la zona della cosiddetta “cintura di Orion”.


Tale stella, fuori campo nell’immagine (in basso a dx), è responsabile delle tracce oscure, appena visibili sopra la “testa del cavallo”, modellate dall’intenso flusso del vento prodotto da σ Orionis. Più a nord, l’intensa energia ultravioletta irradiata dalla caldissima Alnitak (ζ Ori) porta i gas della nebulosa fiamma ad emettere per incandescenza; al centro di questo sistema gassoso è presente un ammasso di giovanissime stelle, anch’esse responsabili dell’eccitazione dei gas che portano la nebulosa fiamma a rendersi visibile.  Appena a nord di Alnitak è visibile la sua compagna: 𝗔𝗹𝗻𝗶𝘁𝗮𝗸 𝗕, una stella di magnitudine 3,7 che, separata da 2,4" d'arco dalla principale, ne viene sommersa dalla luce.   


Dati tecnici della ripresa:

autore: David Kralj (Centro Studi Astronomici Antares Trieste); luogo della ripresa: Čepno/Ceppeno (Slovenia); teleobiettivo: Pentax75 focale 500mm; camera: ZWO ASI 294MC PRO, raffreddata a -10°; filtro: Optolong L-pro a banda larga; pose: 56x180” + 10 dark + 20 flat; software elaborazione: Pixinsight, Photoshop

2024/01/13

Cielo profondo


M93: nella porzione di Via Lattea compresa tra Monoceros e Canis Major, nel bel mezzo all’asterismo del triangolo invernale delineato dalle stelle di prima grandezza Sirius (α Canis Majoris), Procyon (α Canis Minoris) e Betelgeuse (α Orionis), è presente un gran numero di ammassi stellari di tipo aperto. L’immagine che qui pubblichiamo, ripresa da Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste), ritrae M93 in Puppis, uno dalla declinazione più bassa tra quelli elencati da Charles Messier nel suo famoso Catalogue des Nébuleuses et des Amas d'Étoiles, pubblicato nel 1774.


Questo gruppo di stelle venne scoperto proprio dall’astronomo francese (e sale ancora oggi) non più di 17° sull’orizzonte durante il transito al meridiano. Tale condizione, unita a quella dei telescopi impiegati da Messier - la maggior parte dei quali rifrattori di lunga focale ma poco luminosi, che fornivano non oltre i 140 ingrandimenti – consentì al grande astronomo visualista di determinare ciò che vide in un “ammasso di piccole stelle senza nebulosità”. Lontano circa 3.600 anni-luce dal Sistema Solare, M93 si estende per 10’ sulla volta celeste; da questi due valori è possibile derivare il reale diametro spaziale dell’ammasso, che risulta aggirarsi attorno ai 10 anni-luce.


L’osservazione effettuata con telescopi di modesta apertura consente di individuarne una forma grosso modo triangolare che rende meno all’aumentare del diametro dello strumento utilizzato; essendo situato in una densissima regione della Via Lattea, numerose stelle che fanno da fondo al centinaio di stelle ben distinguibili: la percezione di M93 è davvero spettacolare, considerando che molte delle componenti appaiono distribuite a coppie o gruppi. M93 è un ammasso molto giovane, con un'età stimata in soli 100 milioni di anni; in questo arco di tempo, circa una decina delle sue componenti - quasi tutte, caldissime stelle di tipo B - sono evolute in giganti arancioni, tra le quali figurano le due stelle più luminose di M93, entrambe di ottava grandezza, situate al vertice (rivolto a sud-ovest) dell’apparente forma triangolare che sembrano assumere le componenti dell'evidente condensazione centrale. Altre si estendono, in aree meno dense, verso oriente: queste, assieme alle restanti stelle dell’ammasso, si dispongono a delineare una curiosa forma ad M.


Giacendo esattamente sul piano galattico, la luminosità delle stelle di M93 è indebolita almeno di mezza magnitudine a causa dell’assorbimento indotto dalla grande quantità di polveri presenti lungo la linea visuale diretta verso il gruppo. Trovare la posizione di M93 sulla volta celeste è un gioco da ragazzi: individuate le tre luminose stelle Adhara (ε Canis Majoris), Wezen (δ Canis Majoris) e Aludra (η Canis Majoris) che delineano il posteriore di Canis Major, basta spostarsi di poco più di 3° ad est per individuare la stella di terza grandezza Azmizi (ξ Puppis), rispetto alla quale M93 è situato 1° e mezzo a nord-ovest, facilmente visibile già in un piccolo binocolo.


Dati tecnici della ripresa:

autore: Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste); location della ripresa: Črnotiče/Cernotti (Slovenia); telescopio: rifrattore Skywatcher EVOStar 15ED; camera: ZWO ASI294, non raffreddata; no filtri; no guida; pose: 3x60" + dark + bias; software acquisizione: ASIImg; software elaborazione: Photoshop

2024/01/10

News dal Cosmo


NUOVI COLORI PER I GIGANTI DI GHIACCIO: alla visione diretta al telescopio, abbiamo sempre sperimentato come il pianeta Nettuno, il pianeta (ad oggi) più lontano dal Sole appaia molto più blu rispetto al bellissimo acquamarina con cui appare il più vicino Urano.


Eppure, stando ad un recente studio condotto da Patrick Irwin, fisico planetario all'Università di Oxford, e dal suo team, i reali colori dei giganti di ghiaccio Urano e Nettuno non sarebbero quelli noti alla comunità astronomica a partire dai release NASA seguiti alle riprese dalla sonda robotica Voyager 1, che effettuò un passaggio ravvicinato ai due pianeti rispettivamente nel 1986 e nel 1989: mentre le immagini di Urano furono elaborate in modo, tutto sommato, fedele al suo reale colore, quelle di Nettuno - definito da allora il "pianeta blu" - vennero abbondantemente modificate, soprattutto accentuandone il colore nel bellissimo blu topazio, quasi elettrico, con l'unico fine di evidenziarne i particolari atmosferici.


Il team di planetologi ha utilizzato sia recenti riprese dei due pianeti, effettuate dal telescopio spaziale Hubble (NASA) e dal Very Large Telescope (ESO/ESA) - strumenti in grado di catturare un ampio spettro di colori per ogni singolo pixel dei loro sensori - che riprese più datate, ottenute a partire dalla metà del secolo scorso presso l'osservatorio Lowell, in Arizona.


L'intero pacchetto di dati - e in particolare, proprio le immagini originali catturate da Voyager 2 (ad opera di un sistema di due camere a campo largo e ristretto, entrambe dotate di filtri che consentivano di effettuare riprese tra 280 nm e 640 nm) - è stato quindi ricalibrato in linea con i nuovi dati, mostrando come entrambi i due pianeti appaiono acquamarina, colore prodotto da uno strato di metano nelle atmosfere dei pianeti, che assorbe la parte più rossastra della luce emessa dal Sole.


In sostanza, Urano apparirebbe leggermente più bianco di Nettuno, in quanto la sua atmosfera meno dinamica rispetto a quella del suo gemello più lontano, permette alle foschie di metano di accumularsi in quantità maggiori: ciò porterebbe la componente rossa della luce solare ad essere maggiormente riflessa rispetto a quanto accade all'atmosfera nettuniana.


Ad ogni modo, lo studio di Irwin non è il primo a determinare una non corretta accentuazione dei colori di Nettuno poiché, già nel 2019, il planetologo Björn Jónsson della Planetary Society aveva effettuato uno studio nel quale i solori dei due pianeti giganti erano stati corretti rispetto alle immagini di Voyager 2: basandosi sui loro spetti, Jónsson mostrò Urano e Nettuno apparirebbero sotto condizioni di identica illuminazione da parte del Sole che, come ben sappiamo, su Nettuno è minore essendo più lontano di Urano dal Sole di almeno una decina di Unità Astronomiche.


Crediti dell'immagine: NASA/Patrick Irwin (Oxford University)

2024/01/09

Cielo profondo


UNA PICCOLA MANGIATOIA DI STELLE: nel nostro tour tra gli oggetti del cielo profondo, soffermiamo oggi la nostra attenzione su questa stupenda istantanea prodotta dal nostro fotografo Aleš Ferluga. Essa ritrae uno tra gli ammassi di stelle più belli che la volta celeste possa offrire; e non solo perché M41 - questo il nome di questo straordinario gruppo stellare - è subito rintracciabile esattamente 4° a sud di Sirius (α Canis Majoris), la stella più luminosa della volta celeste, ma anche perché la sua elevata luminosità apparente (quarta grandezza) lo rende ben discernibile ad occhio nudo - a patto di osservarlo da cieli oscuri, al riparo da fonti luminose.


La straordinaria somiglianza nella luminosità e disposizione delle sue stelle con quelle dell’ammasso stellare M44 in Cancer, ben noto come “la mangiatoia”, ha portato M41 ad essere conosciuto con l’appellativo di “piccola mangiatoia”, considerando la sua estensione apparente, pari a circa la metà di quella dell’ammasso stellare in Cancer.


Per lungo tempo, la sua scoperta venne attribuita all’astronomo britannico John Flamsteeed, che lo osservò nel 1702; ma a metà degli anni ‘80 del secolo scorso la scoperta di alcuni scritti ad opera dell’astronomo siciliano Giovanni Battista Hodierna provarono che M41 venne osservato già nel 1650. Relativamente ai resoconti osservativi storici, M41 è noto in quanto potrebbe detenere addirittura un record quale primo oggetto del cielo profondo ad essere stato descritto in tempi antichi: secondo alcuni autori, il passo “stella con coda nella coscia del cane” presente nel Metereologica di Aristotele, edito nel 325 a.C., si riferirebbe proprio a questo gruppo ma la cosa è tutt’altro che certa, restando mera ipotesi. Anche se l’ammasso è incluso nel noto catalogo redatto da Charles Messier, a non tutti gli appassionati è noto che, come riportò il grande divulgatore francese Camille Flammarion nella monumentale opera descrittiva “Les Étoiles et les Curiosités du Ciel” del 1882, “Messier l’ha meglio osservato, registrandolo sotto al n. 12 del proprio catalogo”.


Trattandosi di un oggetto esteso ancor più del diametro apparente della Luna piena, l’osservazione di M41 si presta meglio al binocolo: la bellezza del gruppo risiede nel fatto che le sue stelle ben discernibili sembrano quasi illuminate dall’abbagliante luce di Sirius, che in un binocolo del tipo 7x50 o 8x30 condivide con M41 lo stesso campo visuale. Un’attenta osservazione effettuata al telescopio rileva non solo la presenza di un gran numero di stelle più deboli, tanto che fino alla 13a grandezza è possibile riuscire ad individuare circa un’ottantina di componenti. La disposizione di molte di queste crea alcune file o allineamenti di stelle ben delineati; in alcune zone, queste si riuniscono a formare altre curiose figure come triangoli o poligoni.


Anche se le componenti più luminose di M41 sono una ventina di stelle azzurre dalla luminosità attorno alla 7a grandezza, tra queste fanno bella presenza di sé almeno quattro stelle dalla spiccata colorazione arancione: la più luminosa è la gigante arancione HIP32406, situata nei pressi del centro di M41 mentre le componenti più deboli del gruppo non differiscono dal Sole in termini di massa, temperatura e volume. Pur trattandosi di un gruppo molto giovane, con un’età stimata tra i 190 e i 200 milioni di anni, tuttavia, il moto nello spazio e la poca coesione gravitazionale delle sue componenti porteranno M41, forse nel giro di 300 milioni anni, letteralmente a disperdersi. Alcune delle sue stelle hanno già iniziato ad evolversi e ciò è testimoniato dalla presenza della gigante arancione sopra descritta e di altre quattro ivi presenti: la loro massa iniziale, maggiore rispetto alle altre componenti azzurre del gruppo, le ha portate infatti ad evolvere in tempi più veloci. Considerando la distanza di M41 dal Sistema Solare, valutata superiore ai 2.000 anni-luce - localizzato, quindi, ai margini del locale braccio galattico di Orion - ne risulta che le sue stelle si estendono nello spazio per un diametro indicativo pari ad una ventina di anni-luce.


Dati tecnici della ripresa:

autore: Aleš Ferluga; location della ripresa: Cepno/Ceppeno (Slovenia); camera: ZWO ASI 2600MC PRO, raffreddata a -10°;

filtro: Idas LPS D1

2024/01/07

Cielo profondo


EVANESCENTI RIFLESSI BLU: la stupenda istantanea che oggi pubblichiamo, ripresa dal nostro bravissimo fotografo Maurizio Cabibbo da Casola val d’Elsa (SI), ritrae l’area circostante la nota Alnilam (ε Orionis), stella centrale del noto terzetto formante l’asterismo noto come “cintura di Orione”. Immersa nel braccio galattico da cui prende il nome, a circa 1.600 anni-luce dal Sistema Solare, l’area in questione è ricchissima in termini di sistemi nebulari e associazioni composte da stelle giovani, caldissime e massicce. Le più luminose e note tra queste strutture di gas e polveri presenti nella zona costituiscono target primario tra gli appassionati di fotografia astronomica; ciò che però andiamo qui a presentare è, però, tutt’altro che noto in quanto, letteralmente, messo in secondo piano dai gioielli celesti presenti nelle vicinanze.


Come solitamente accade per le stelle ad elevatissima temperatura, anche Alnilam emette un intenso vento stellare che, oltre ad essere 20 milioni di volte superiore a quello prodotto dal Sole in termini di perdita di massa annuale, contribuisce ad allontanare radialmente dalla stella le polveri e i gas situati nelle vicinanze della stella: il risultato è una sorta di immensa caverna che Alnilam ha scavato nella ricca area in cui si trova immersa.


Le parti più dense di questo bozzolo di gas di colore azzurro costituiscono la nebulosa NGC1990; queste si rendono visibili nella foto subito a nord della stella e poco o nulla si sa di queste in letteratura. Queste risultano, infatti, essere talmente elusive che è facile comprendere come la stessa esistenza di qualche tipo nebulosità circostante Alnilam, indicata da Herschel e in seguito inserita dal Dreyer nel suo New General Catalogue, sia stata addirittura messa in discussione. Ma la nebulosa c’è; e la sua evanescenza è essenzialmente dovuta all’abbagliante luce di Alnilam che, lo ricordiamo, è la 29a più luminosa dell’intera volta celeste.


A meno di 1° a sud-ovest di questa è presente un’altra interessante ma poco nota nebulosa, LBN935, la cui sigla indica la sua presenza all’interno del Catalogue of Bright Nebulae, redatto dall’astronoma Beverly Lynds negli anni ‘60 dello scorso secolo. Le parti azzurre di questo complesso nebulare quasi certamente riflettono la luce di quattro stelle di quinta e sesta grandezza, lontane attorno ai 1.200 anni-luce dal Sistema Solare, disposte lungo una curva che, all’apparenza, sembra seguire il profilo della stessa nebulosa. Alnilam, trovandosi in secondo piano rispetto a queste (la sua distanza dal Sistema Solare è valutata attorno ai 2.000 anni-luce), non è quindi la responsabile diretta delle parti azzurre ovvero a riflessione di questa nebulosa: essa illumina solo la parte interna, la cavità che tale supergigante azzurra è riuscita a scavare nel complesso nebulare nel quale essa si è quasi sicuramente formata.


Dati tecnici della ripresa:

autore: Maurizio Cabibbo (Centro Studi Astronomici Antares Trieste); luogo della ripresa: giardino di casa e Agriturismo Torre Doganiera, Casole d'Elsa (SI); telescopio: Takahashi FSQ106EDXIII ad f/3,6; camera CCD: Sbig STL11000; filtri: L CLS CCD Astronomik, Astrodon Ha 6nm, RGB Astrodon I serie; pose: L 12x900sec, Ha 11x900sec, RGB 6x600sec per filtro; elaborazione: pose: LHRGB; software per la ripresa: MaximDL; software per l'elaborazione: PixInsight, Photoshop

2024/01/06

Cielo profondo


UNA BEFANA TRA LE STELLE?: la tendenza a riconoscere modelli familiari in qualcosa che non esiste è un fenomeno noto come pareidolia; lo stesso che porta ad associare forme note alle nuvole, a vedere volti nei mari lunari, personaggi, animali e oggetti delineati dalle stelle e intrecci di canali sulla superficie marziana. A tal proposito, è ben nota, tra appassionati e addetti ai lavori, l’abitudine di attribuire nomignoli a nebulose o ad ammassi stellari in base alla forma da questi assunta. Uno degli esempi più accattivanti è senz’altro la nebulosa a riflessione IC2118/NGC1909 in Eridanus, detta “testa di strega” proprio per il suo caratteristico aspetto, percepibile solo ad immagine ribaltata di 180° ovvero come essa appare ripresa dall'emisfero australe (qui appositamente resa tale) ma che, ripresa dalle nostre latitudini, ricorda più la forma di una sciabola; l’idea della strega, risalente al 1927, fu proposta dall'astronomo americano Frank Ross.


La bellissima immagine che qui presentiamo, ripresa dal nostro fotografo Aleš Ferluga, ritrae questa grande nube azzurra, lunga ben 3° e larga 1°, con grandi dettagli: nella parte centrale della stella, prestando attenzione, è possibile notare anche la presenza di piccole e remotissime galassie di fondo (per trovarle, l'immagine va indagata a fondo con attenzione, ingrandendola). Immagini a colori come questa evidenziano il bellissimo colore azzurro di questa nebulosa a riflessione: come sempre, la causa va ricercata sia nella presenza di vicine stelle dalla caldissima temperatura superficiale che nei granelli di polvere cosmica che compongono la nebulosa e che ne riflettono la caratteristica luce azzurra secondo lo stesso fenomeno che rende il bellissimo cielo terrestre di colore azzurro.


In questo caso, la stella responsabile dell’illuminazione della nebulosa per riflessione della sua luce è nientemeno che la luminosissima Rigel (β Orionis), situata 2° ad est (il chiarore di questa è visibile sul bordo dx della foto, essendo la stella presente subito oltre lo stesso) e appena più lontana (860 anni-luce) della nebulosa, situata a 685 anni-luce dal Sistema Solare. Si ritiene che IC2118 sia un resto di supernova, rilasciato dall'esplosione di una stella massiccia alla fine della sua evoluzione; da questo gas sembra che stiano nascendo nuove stelle. Le nebulosità visibili nello sfondo, quelle di colore rossastro, sono dovute all'idrogeno presente nella vasta "nube molecolare di Orion".


Dati tecnici della ripresa:

autore: Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste); luogo della ripresa: Čepno/Ceppeno (Slovenia); teleobiettivo: Canon 200mm ad f/2,8; filtro: Idas lps D1; camera: ZWO ASI 2600MC Pro; pose: stacking 12x10'; elaborazione: Pixinsight, Photoshop

2024/01/05

Cielo Profondo


NEBULOSA E PULSAR DEL GRANCHIO: la più nota tra le supernove osservate nella Galassia apparve nei pressi dalla stella Tianguan (ζ Tauri) nell’anno 1.054; lo scalpore che dovette destare la luminosità di questa nuova stella, talmente elevata da divenire visibile anche in pieno giorno, dovette certamente incutere timore negli occhi e nelle menti di coloro che all’epoca vivevano ancora in un mondo governato dalla superstizione e dall’irrazionale (...e, purtroppo, sarebbero dovuti passare ancora diversi secoli prima di studi sistematici apportati attraverso telescopi e spettrografi). Ad ogni modo, poco dopo aver raggiunto il suo massimo fulgore, la nuova stella iniziò ad affievolirsi, scomparendo nel giro di pochi mesi.

Sette secoli più tardi, proprio nell’area celeste dove gli astronomi cinesi avevano accuratamente posizionato quella strana stella, dapprima l’astronomo e medico britannico John Bevis e, successivamente, Charles Messier scoprirono, attraverso i loro telescopi, la presenza di una nebulosa dalla struttura simile ad un crostaceo, come ebbe a disegnarla Lord Rosse nel 1844 osservandola col suo enorme telescopio newtoniano da 91 cm di diametro: proprio per questa inusuale caratteristica, tale oggetto venne amichevolmente definito con nomignolo di “nebulosa del granchio”. Lo stesso Messier incluse tale oggetto come primo nel suo famoso Catalogue des Nébuleuses et des Amas d'Étoiles pubblicato nel 1774.

I gas di cui è composta questa nebulosa, lontana ben 6.500 anni-luce dal Sistema Solare, si espandono alla velocità di circa un migliaio di chilometri al secondo: ed è questa la prova più tangibile del fatto che essa rappresenta il residuo di quella stella osservata nel 1.054, una mera supernova. I gas eiettati attraverso la drammatica esplosione sono stati nel frattempo rallentati dall’impatto con il mezzo interstellare circostante. Questo resto di supernova è certamente l’oggetto più studiato della sua categoria tanto che la sua forma, lo spettro, la composizione chimica, la polarizzazione, le onde radio e le emissioni X e gamma che da esso provengono sono stati accuratamente indagati attraverso tutti i telescopi a disposizione della comunità astronomica. E non solo.

All’interno della nebulosa - caratteristica ben visibile in questa bellissima ripresa effettuata dal nostro fotografo David Kralj da Trebiciano (TS) - si può scorgere ciò che resta della fu-stella supergigante che diede luogo alla supernova: una stella di neutroni, larga solo qualche decina di chilometri ma con una densità milioni di volte superiore a quella di una stella di tipo nana bianca. Sotto l’enorme pressione sviluppata, i nuclei atomici si frantumano scindendosi in neutroni, le uniche particelle pesanti ancora stabili in condizioni di estrema densità; i neutroni ed elettroni residui che in qualche modo sopravvivono in questo stato di densità estrema conferiscono al materiale uno stato superconduttore. Una stella di neutroni è un oggetto derivato dal collasso del solo nucleo della supergigante esplosa: nucleo la cui massa probabilmente non superava di 3-4 volte la massa del Sole. Alla sua superficie, la gravità è circa 100 miliardi di volte più intensa di quella percepita alla superficie del nostro pianeta: in altre parole, per sfuggire alla sua attrazione gravitazionale, bisognerebbe evadere da questa stella di neutroni ad una velocità almeno la metà di quella della luce. Ad ogni modo, la nebulosa si rende visibile proprio per l’energia irradiata dalla stella di neutroni centrale, vero motore della nebulosa.

Negli anni '60 del secolo scorso, a seguito degli studi teorici condotti sulle stelle di neutroni, la nebulosa del granchio focalizzò le attenzioni dell'astronomo italiano Franco Pacini, che indicò la presenza di una pulsar al suo interno quale causa dello splendore della nebulosa. Tale stella venne a tutti gli effetti individuata, nel 1968, dall'astrofisica britannica Jocelyn Bell.

La conservazione del momento angolare sull’enorme contrazione che ha subito la fu-supergigante prima di esplodere ha indotto il nucleo collassato a ruotare velocemente su se stesso: ogni secondo, infatti, la stella di neutroni della nebulosa del granchio compie 30 rotazioni sul proprio asse, visibile tramite il cosiddetto “effetto faro” degli stretti fasci di radiazione emessi da queste caratteristiche stelle. Quando la velocità degli elettroni è modesta rispetto a quella della luce, la radiazione emessa dalla stella avviene in tutte le direzioni; ma quando la velocità dell’elettrone si avvicina a quella della luce, la radiazione emessa dagli elettroni è diretta nella stessa direzione del loro moto che avviene, per l’appunto, lungo i poli magnetici della stella neutronica da cui l’effetto faro.

La compressione, subita parimenti dal campo magnetico primevo, ha indotto quello residuo ad essere molto intenso: le potenti onde elettromagnetiche intermittenti emesse dai poli magnetici della stella neutronica il cui asse magnetico non coincide con quello rotazionale, ne sono diretta conseguenza, dando così alla stella di neutroni l’aspetto di un faro cosmico, la cui frequenza è precisa come un orologio atomico. Tuttavia, secondo alcuni studi, la rotazione starebbe rallentando di circa 38 nanosecondi ogni giorno attraverso la perdita di materia sotto forma di vento stellare.

Espandendosi, le strutture gassose più dense (le aree di colore rosso-arancione) seguono le intricate linee di forza del campo magnetico che pervade l’intera nebulosa; nell’area centrale, quella più vicina alla stella di neutroni, particelle cariche in moto come gli elettroni si avvitano lungo queste linee di forza: in tali condizioni, gli elettroni perdono energia ed emettono la cosiddetta radiazione di sincrotrone, caratteristica per il suo colore azzurrino, visibile al centro della nebulosa.

I gas in espansione della nebulosa del granchio sono ricchi di ossigeno, calcio, silicio e ferro: tali elementi, creati dalla supernova e dalla stella progenitrice prima della fatale esplosione attraverso successive catene di fusione termonucleare, contribuiscono ad un arricchimento chimico della Galassia.

La scoperta della stella di neutroni del granchio, assieme alla conoscenza della sua età esatta, ha consentito la verifica di proprietà fisiche intrinseche di questo e di altri oggetti della stessa categoria: il ruolo di questa supernova per la comprensione scientifica dei resti di supernova è stato importantissimo, dal momento in cui nessun’altra supernova storica ha creato una pulsar la cui età precisa è nota con tale certezza.


Dati tecnici della ripresa:

autore: David Kralj (Centro Studi Astronomici Antares Trieste); luogo della ripresa: Trebiciano (TS); telescopio: Newton Skywatcher 250/1208 mm; camera: ZWO ASI 294MC PRO, raffreddata a -10°; filtro: Optolong L-pro a banda larga; pose: 24x300 sec + 10 dark + 20 flat; elaborazione: Pixinsight, Photoshop

2023/12/28

News dal Cosmo



RIFLESSI DI SUPERNOVE: una delle più curiose conseguenze indotte dal gravitational lensing prodotto dagli ammassi di galassie sulla luce proveniente da oggetti loro retrostanti è certamente la produzione di più immagini multiple degli stessi: remote galassie, così come supernovae in esse contenute, oltre che apparire distorte e amplificate nel loro flusso luminoso a causa della deflessione del tessuto spazio-temporale indotto dell’enorme massa (la maggior parte della quale invisibile ai nostri strumenti) degli ammassi galattici, possono apparire come riflessi ridondanti multipli esattamente come accadrebbe in una stanza degli specchi.

Ad oggi, non sono purtroppo molti gli esempi di immagini multiple di supernove prodotte da gravitational lensing; tuttavia, la remotissima ed anonima galassia MRG-M0138, situata dietro l’ammasso galattico MACS J0138.0-2155, è l’unico oggetto ad aver offerto, nell’arco di soli 7 anni, l’apparizione di ben due differenti supernove accompagnate dai rispettivi riflessi: due nel caso della supernova “Requiem” ed uno per la supernova “Encore”, così come sono state definite dalla comunità astronomica le due supernove, la prima osservata dal telescopio spaziale Hubble (NASA/ESA) nel 2016 e  la seconda nel 2023 dal telescopio spaziale James Webb (NASA/CSA/ESA).

Stando al gradiente di luminosità e alla distribuzione di gas freddo che circonda l'ammasso MACS J0138.0-2155, alcuni studi danno per certa l'apparizione di un quarto riflesso della supernova Encore nel 2035. Attenderemo per vedere se la previsione sarà verificata.

A parte tutto, MRG-M0138 dista la bellezza di oltre 10 miliardi di anni-luce dalla Galassia: dopo questo lunghissimo viaggio, saranno stanchi i fotoni che ci hanno raccontato di queste supernove fantasma?


Crediti dell'immagine:

HST: NASA/ESA/STScI/Steve A. Rodney (University of South Carolina), Gabriel Brammer (Cosmic Dawn Center/Niels Bohr Institute/University of Copenhagen)

JWST: NASA/ESA/CSA/STScI/Justin Pierel (STScI), Andrew Newman (Carnegie Institution for Science)


2023/12/24

I NOSTRI AUGURI CON L'ALBERO DI NATALE COSMICO: il Centro Studi Astronomici Antares Trieste augura un felice natale a tutti i nostri followers con questa appropriata e stupenda istantanea, realizzata dal nostro fotografo Aleš Ferluga, della cosiddetta nebulosa “albero di natale”, oggetto che come molti altri gioca parte della sua notorietà sulla pareidolia, richiamando la forma di un albero addobbato con luci natalizie: quelle dell’ammasso stellare aperto NGC2264, nate da un complesso nebulare lontano almeno 2.350 anni-luce dal Sistema Solare e si estende nello spazio per circa 30 anni-luce. Questo sistema che raccoglie nubi di gas e polveri è talmente esteso che l’immagine pubblicata è solo una piccola parte di esso; a breve, pubblicheremo la splendida immagine integrale corredata di descrizione. Le stelle bianco-azzurre, visibili all'interno della nebulosa a emissione, sono parte dell'associazione Monoceros OB1; pur evidenti, la loro luce è pesantemente oscurata dalle dense nubi di polvere, le stesse che continuano a produrre nuove stelle.


Dati tecnici della ripresa: autore:  Aleš Ferluga; telescopio: rifrattore Askar FRA600 provvisto di riduttore ad F/3,9; camera: ZWO ASI 2600MC Pro raffreddata a -10°; pose: 10x600s; filtro: Idas lps d1

2023/12/18

IL SISTEMA DI URANO COME MAI VISTO PRIMA


In attesa di future missioni robotiche lanciate per raggiungere il “gigante di ghiaccio” Urano, per ora dobbiamo accontentarci di questa straordinario collage di immagini riprese dal telescopio spaziale James Webb (NASA/CSA/ESA).

Lontano attualmente oltre 2 miliardi e 800 milioni di chilometri dalla Terra, il settimo pianeta in ordine di distanza dal Sole era già stato fotografato dal telescopio spaziale, ad inizio del corrente anno, nel vicino e medio infrarosso con le speciali camere installate a bordo; a questa prima ripresa, di recente ne è stata aggiunta una, effettuata lo scorso 4 settembre fornendo, in tal modo, nuovi e maggiori dettagli sull’enigmatico pianeta che avanza lungo la sua orbita inclinato di ben 98° sul suo asse assieme al suo sistema di 13 anelli, composti da materiale fine e scuro, probabilmente polvere derivata da urti tra satelliti.

Vi sono poi le numerose lune uraniane, ben 27 in totale: nella prima immagine risultano visibili le più interne (Rosalind, Puck, Belinda, Desdemona, Cressida, Bianca, Portia, Juliet e Perdita) mentre nella seconda, ripresa ad ampio campo, le altre 14 lune, più esterne e di maggiori dimensioni (Oberon, Titania, Umbriel, Juliet, Perdita, Rosalind, Puck, Belinda, Desdemona, Cressida, Ariel, Miranda, Bianca e Portia). Nella stessa ripresa ad ampio campo fanno da sfondo numerose e remote galassie.

Urano venne velocemente visitato, nell’aprile del 1986, dalla sonda robotica Voyager 2, nelle riprese della quale appariva come palla di colore acquamarina e quasi del tutto priva di dettagli; nell’infrarosso, il lontano pianeta appare nelle recenti riprese di JWST in una veste alquanto diversa ed estremamente dinamica: caratteristiche che risentono della lunghezza delle stagioni su questo pianeta, ognuna lunga ben 21 anni.

Rivolta verso il Sole è attualmente la calotta polare nord del pianeta, che sembra diventare più prominente quando il polo del pianeta punta verso il Sole ovvero in prossimità del solstizio, che verrà raggiunto nel 2028: in vista del solstizio, la calotta polare sta quindi ricevendo sempre maggiore energia da parte della nostra stella. Ricordiamo velocemente che le nubi di Urano sono formate quasi sicuramente da cristalli di metano e vengono spinte da venti che soffiano da 140 fino a 570 chilometri all'ora.

Nell’immagine, la luminosa calotta polare è avvolta da una fascia scura situata a latitudini più basse; ben visibili anche diverse tempeste, situate nei pressi del confine meridionale della calotta, il cui numero, frequenza e punto di apparizione potrebbero essere dovuti combinazioni di effetti stagionali e meteorologici.


Crediti delle immagini: Credits: NASA, ESA, CSA, STScI


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  • Urano (crediti dell'immagine: NASA, ESA, CSA, STScI)


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2023/12/15

Cielo profondo


M50: l’area racchiusa entro il noto asterismo detto “triangolo invernale”, delineato dalle stelle di prima grandezza Sirius (α Canis Maioris), Procyon (α Canis Minoris) e Betelgeuse (α Orionis), ben visibile di prima sera a partire da questo periodo, è interessantissima da esplorare attraverso l’uso di strumenti non impegnativi quali binocoli del tipo 7x50, 8x30 e 10x50 ma anche con telescopi di modesta apertura. Questa è, a tutti gli effetti, una delle aree più affascinanti dell’intera volta celeste, dal momento in cui la Via Lattea è intrisa da vaste nubi di idrogeno dalle quali si formano nuove generazioni di stelle, spesso riunite in ammassi. Uno di questi è M50 in Monoceros, del quale pubblichiamo questa splendida ripresa ad opera del nostro fotografo Fabrizio Honovich, effettuata ieri sera in concomitanza con l’osservazione dello sciame meteorico delle Gemindi.

Esteso apparentemente per 16’, M50 è lontano poco meno di 3.000 anni-luce dal Sistema Solare e si estende nello spazio per circa 18 anni-luce. Vecchio di 140 milioni di anni, questo bellissimo gruppo conta oltre 200 componenti (addirittura 500 secondo alcuni autori), è quasi sicuramente parte dell'associazione stellare Canis Major OB1. Con una massa complessiva superiore a 285 volte quella del Sole, esibisce una densità stellare media di circa 1,3 stelle per parsec cubo. M50 è stupendo all’osservazione diretta al telescopio, dove è possibile notare, circa 7' a sud del centro, una gigante rossa il cui colore contrasta con le restanti stelle bianco-azzurrine ed altre giallognole: certamente, M50 riserva una tra le più incantevoli visioni regalate dagli ammassi stellari visibili attraverso strumenti di modesta apertura, anche considerando il ricco campo stellare circostante.

Ricordiamo velocemente che gli ammassi stellari di tipo aperto sono gruppi che comprendono generalmente dalle decine alle centinaia di componenti, stelle che convivono in spazi ridotti a causa della mutua attrazione gravitazionale che tiene tali entità coese lungo le loro orbite attorno al centro della Galassia. La densità delle stelle che costituiscono gli ammassi aperti è centinaia di volte superiore alla zona nella quale è presente il Sole, dove si contano circa 50 stelle entro un raggio di 15 anni-luce dal Sistema Solare. Più un ammasso stellare è vecchio e più è probabile che abbia letteralmente perso per strada alcune delle stelle componenti originarie, strappate solitamente a causa di interazioni gravitazionali con altri sistemi dello stesso tipo, la presenza di nubi gassose o polverose vicine alla traiettoria dell’ammasso nonché gli stessi venti stellari emessi dalle componenti massicce e le onde d’urto causate dall’esplosione di supernovae al loro interno. Tuttavia, anche le stelle disperse continuano a manifestare alcune caratteristiche originali del loro moto comune con l’ammasso, oltre che esibire stessa composizione chimica ed età.

Alla pari delle rotaie di una ferrovia, che per prospettiva sembrano convergere, anche le stelle di un ammasso si muovono verso uno stesso punto comune mentre esso si allontana, sebbene le loro traiettorie siano parallele; questa speciale caratteristica è stata utilizzata, assieme alla velocità di allontanamento dal Sole delle singole stelle misurata per effetto Doppler, per stimare la distanza degli ammassi stellari aperti. Solitamente, gli ammassi stellari più giovani hanno una netta dominanza cromatica bluastra indotta dalla presenza di caldissime stelle calde massicce che sono anche quelle intrinsecamente più luminose, rendendosi visibili anche a decine di migliaia di anni-luce di distanza; la loro luminosità è tale da oscurare, letteralmente, quella di stelle molto più piccole, pur appartenenti allo stesso gruppo. Come noto, sono proprio le stelle più massicce ad evolvere più velocemente, divenendo nel giro di pochi milioni di anni giganti o supergiganti rosse, in netto contrasto cromatico con il resto delle stelle componenti gli ammassi stellari aperti.


Dati tecnici della ripresa

autore: Fabrizio Honovich (Centro Studi Astronomici Antares Trieste); luogo della ripresa: Basovizza (TS); telescopio: rifrattore Omegon 90/500 mm; montatura: Explore Scientific; camera: ZWO ASI183MC Pro; singola posa da 60"; elab: DSS, Siril

2023/12/12

CONFERENZA

VERSO LE GEMINIDI 2023: GUIDA ALL'OSSERVAZIONE

relatore: Lovro Pavletić (Centro Studi Astronomici Antares Trieste, Akademsko Astronomsko Društvo - Rijeka)


Abstract: le Geminidi sono conosciute come lo sciame meteorico "regolare" più attivo nel corso dell'anno. Esse differiscono da altri sciami noti in quanto il loro corpo progenitore è una cometa cosiddetta "estinta", 3200 Phaeton. Quest'anno il picco delle Geminidi è previsto accadere il 14 dicembre alle ore 3:00 UT; tuttavia, le meteore saranno ben visibili anche dopo le 22, quando il radiante, situato in Gemini, sarà alto oltre 45° sull'orizzonte.

In questa presentazione, tenuta sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste per i soli soci, scopriremo alcune curiosità su questo sciame ingiustamente trascurato all'ombra delle Perseidi, e dimostreremo come osservare correttamente ad occhio nudo questo spettacolo del cielo di fine autunno.

Alla fine, verrà mostrato come inserire i dati utili nel sito web dell'Organizzazione Meteorica Internazionale (IMO) ed elaborare, in tal modo, i risultati ottenuti.

Inizio alle ore 21.


2023/12/09

Sistema Solare



LA COMETA DI HALLEY AL GIRO DI BOA: nelle profondità del Sistema Solare, a 5,3 miliardi di chilometri dalla Terra, ben oltre l'orbita del pianeta Nettuno, un piccolo corpo composto da sostanze volatili ghiacciate mescolate a detriti di polveri e minerali, alle ore 21 locali di ieri sera ha raggiunto il punto più lontano dal Sole nella sua orbita, lunga 76 anni. Si tratta di una cometa periodica, ma non una comune: bensì, il primo oggetto di questo tipo del quale venne predetto il ciclico ritorno; e proprio per questo singolare primato, essa porta il numero 1 nella lista delle comete periodiche. E il suo nome è indissolubilmente associato alle comete: parliamo di 1P/Halley, l'unica cometa a breve periodo tra quelle note a rendersi regolarmente visibile ad occhio nudo ogni qualvolta passa dalle nostre parti, in prossimità del raggiungimento del punto più vicino al Sole della sua orbita. Nonché l'unica, tra le comete periodiche, che può apparire due volte nell'arco di una vita umana media.


L'ultima volta accadde nell'aprile del 1986; tuttavia, le comete sono corpi ben noti per la loro imprevedibilità e, nel suo ultimo passaggio nei pressi della Terra, il tanto atteso ritorno della Halley dopo la grandissima visibilità esibita nel 1910 fu un vero flop, sia perché non raggiunse una considerevole luminosità apparente, sia perché essa appariva bassa sull'orizzonte meridionale prima dell'alba. L'occasione fu comunque propizia per tre sonde robotiche che vennero inviate verso il nucleo della cometa; tra queste, indimenticabili i risultati ottenuti dalla Giotto (ESA), che il 13 marzo 1986 si avvicinò a soli 596 chilometri da essa, riprendendo per la prima volta nella storia delle straordinarie foto di un nucleo attivo di una cometa (...un anticipo di ciò che Rosetta avrebbe osservato, solo nel 2014, su 67P/Churyumov-Gerasimenko).


Nel remoto punto dove oggi si trova, proiettata sulle stelle di Hydra, Halley si muove silenziosamente, ad una velocità di circa 0,91 chilometri al secondo. Da quella enorme distanza - lo ripetiamo, 5,3 miliardi di chilometri - il Sole splende di magnitudine apparente -19, apparendo circa 250 volte più luminoso della Luna piena; eppure, nonostante il flusso di luce ricevuto e nonostante il fatto che il suo nucleo sia composto da ghiaccio, teoricamente riflettente, la magnitudine stimata della cometa di Halley è +35 (!), valore che la rende ben al di fuori della portata non solo dei telescopi amatoriali ma anche di quelli prettamente professionali!


Nei prossimi decenni, Halley transiterà da Hydra in Canis Minor, raggiungendo la luminosa Procyon (α Canis Minoris) nel 2050; e a quell'epoca dovremo ancora attendere altri 11 anni, quando il 28 luglio 2061 Halley raggiungerà nuovamente il perielio, svelandosi bassa a nord-ovest e al crepuscolo per gli osservatori dell'emisfero settentrionale.

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  • Posizione di 12P/Halley tra le stelle di Hydra al 2023-12-09 (crediti dell'immagine: theskylive.com)

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  • 12P/Halley ripresa il 12 Aprile 1986 da Dennis Di Cicco ad Ayers Rock, Australia

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  • Fasi di avvicinamento della sonda robotica Giotto (ESA) al nucleo di 12P/Halley

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    12P/Halley al suo penultimo passaggio, nel 1910

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2023/11/30

Astrofisica


LA VARIABILITÀ DI BETELGEUSE: Betelgeuse (α Orionis) è una tra le meglio studiate stelle di tipo supergigante rossa, principalmente a causa dell'elevata luminosità apparente e del diametro angolare che sottende il suo enorme involucro gassoso da 642 anni-luce (valore ridefinito con dati GAIA-NASA) di distanza dal Sistema Solare.

Come tutte quelle appartenenti a tale categoria, sistemi massicci che hanno perso equilibrio idrostatico, anche Betelgeuse esibisce una variabilità nella sua luminosità apparente indotta da pulsazioni con uno o più armonici (differenti da quelle esibite dalle variabili pulsanti di tipo Mira, che generalmente pulsano secondo una sola modalità armonica).

Nello specifico, la periodicità nei cambiamenti di luminosità (che possono andare da qualche decina ad oltre 2.000 giorni) vengono accompagnati e, a volte, addirittura interrotti da varie irregolarità, con ampiezze anche di diverse magnitudini nel visuale.

Il valore "medio" della luminosità apparente di Betelgeuse è 0,5 magnitudini ma attorno a questo valore la stella oscilla con imprevedibili fluttuazioni che sembrano avvenire in due distinti periodi lunghi, rispettivamente, 150 e 300 giorni.

E non è tutto: osservando la curva di luce di Betelgeuse su scale temporali più ampie, è possibile cogliere un ulteriore ciclo di variazione della sua luminosità apparente, ancor più lungo, essendo compreso tra 2070-2355 giorni ovvero quasi 6 anni.

Betelgeuse è le più grandi stelle conosciute nella Galassia, tanto che nelle misurazioni effettuate dall'interferometro Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), essa appare larga oltre 1.400 volte il nostro Sole: idealmente posta al centro del Sistema Solare, gli strati più esterni dell'atmosfera di Betelgeuse oltrepasserebbero l'orbita di Giove per spingersi verso quella di Saturno! Ricordiamo brevemente che Betelgeuse è letteralmente immersa in una sorta di gusci gassoso asimmetrico, largo oltre 250 volte il suo diametro (!), causato dalla perdita di massa, fenomeno caratteristico di stelle evolute e rarefatte come le supergiganti rosse. Ad ogni modo, durante le pulsazioni (che inducono variabilità nel flusso luminoso a causa della variazione della superficie emissiva della stella), il suo diametro può variare di circa il 60% durante l'intero ciclo di variabilità luminosa: differenza che, giusto per comprenderne l’entità, è notevolmente maggiore del raggio dell'orbita terrestre.

La variabilità di Betelgeuse fu notata per la prima volta dall’astronomo inglese John Herschel nel 1836; nel suo “Outlines of Astronomy”, pubblicato nel 1849, Herschel scrisse "Le variazioni di Alpha Orionis, che furono le più sorprendenti e inequivocabili negli anni 1836-1840, negli anni trascorsi divennero molto meno evidenti". Neanche a farlo apposta, proprio in quell’anno le variazioni di Betelgeuse cominciarono ad aumentare nuovamente in ampiezza e nel dicembre 1852 Herschel pensò che essa fosse "a tutti gli effetti, la stella più grande e più luminosa dell'emisfero settentrionale". Infatti, quando è al massimo, Betelgeuse incrementa la sua luminosità apparente generalmente fino alla magnitudine 0,4, rivaleggiando con la vicina Rigel; nel 1839 e nel 1852, la supergigante rossa venne addirittura descritta “quasi uguale a Capella” (α Aurigae), tra le stelle più luminose della volta celeste. Successivamente, Betelgeuse raggiunse la magnitudine 0,2 nel 1933 e di nuovo nel 1942. E’ probabile che attualmente la stella stia raggiungendo un altro massimo storico, dal momento in cui recentemente è tornata a competere con Rigel (che è di magnitudine apparente 0,12) in termini di luminosità apparente.

Nel grafico qui allegato, redatto con dati AAVSO riferiti alle sole osservazioni visuali (effettuate, cioè, senza l’ausilio di specifici filtri) registrate a cominciare dal 1 gennaio 2023 e fino ad oggi, è possibile notare il picco di luminosità raggiunto nei primi giorni dello scorso maggio, con Betelgeuse attorno alla magnitudine 0 e, in qualche caso, addirittura con magnitudine negativa: per intenderci, con luminosità simile a quella del trio Arcturus (α Bootis), Vega (α Lyrae) e Capella (α Aurigae).

In queste misure, è comunque da tenere conto la difficoltà delle stime indotta dall'avvicinamento del Sole alla zona in cui risiede la stella, sorta di "congiunzione solare" che ha luogo in estate. Tornata visibile prima dell'alba, Betelgeuse sembra quindi seguire un “plateau” che, a ben guardare, sembra però avere una leggera tendenza ad incrementare verso valori prossimi alla magnitudine 0.

Certamente, rendendosi ben visibile in queste serate autunnali ed invernali, l'andamento luminoso di Betelgeuse sarà più facile da tenere d’occhio.

  • Curva di luce di Betelgeuse, nel visuale, dal 2023-01-01 al 2023-11-30 (Cediti dell'immagine: AAVSO)

    Curva di luce di Betelgeuse, nel visuale, dal 2023-01-01 al 2023-11-30 (Cediti dell'immagine: AAVSO)

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  • Titolo diapositiva

    Betelgeuse fotografata da Paolo Forti (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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  • Titolo diapositiva

    Posizione in Orion di Betelgeuse (Crediti dell'immagine: Sky&Telescope/IAU)

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  • Titolo diapositiva

    Betelgeuse ripresa da ALMA e messa a comparazione con le orbite dei pianeti del Sistema Solare

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2023 / 10 / 21

A SPASSO SULLA LUNA: GUIDA ALL’OSSERVAZIONE DI MORFOLOGIE E CURIOSITÀ DEL GRANDE SATELLITE

relatore: Ing. Alessandro Albanese (Centro Studi Astronomici Astronomici Trieste)


Abstract: formatasi 4,5 miliardi di anni fa, probabilmente non molto tempo dopo la nascita della Terra, la Luna è di vitale importanza nell'aver reso il nostro pianeta come oggi appare. Il nostro satellite naturale, infatti, agisce sulle maree e sulla stabilità dell'asse di rotazione terrestre, controllando in tal modo la durata del giorno e le maree oceaniche. L’influenza della Luna ha indotto un andamento controllato alle maree, che hanno comportato il mescolamento degli oceani, un corretto flusso delle correnti, e soprattutto l’abbassamento del livello del mare, permettendo di volta in volta l’adattamento delle prime forme di vita sulla terraferma. Ancora oggi, la Luna influenza i cicli biologici di ogni forma di vita presente sul pianeta, regolandone il ciclo riproduttivo e i periodi di caccia.


Alla visione telescopica, la superficie della Luna colpisce per la grande diversità di forme e strutture ivi presenti. Catene di montagne, enormi bacini di impatto, crateri piccoli con picchi centrali e senza picchi, enormi fratture, circhi e domi sono caratteristiche morfologiche che raccontano una storia, lunga almeno quanto quella del nostro pianeta, nella quale gli impatti cosmici hanno svolto un ruolo di primaria importanza, ai quali la Luna deve la sua stessa esistenza.

   

In questa conferenza, l'ing. Alessandro Albanese, esperto di osservazioni e riprese hi-res del nostro satellite naturale ottenute sia attraverso l'ausilio di telescopi che degli orbiter robotici che hanno mappato la superficie selenica, esporrà sia le interessanti caratteristiche delle strutture lunari che curiosità lontane dall'essere note.  Partendo dalle teorie relative all'origine della Luna, verranno presentate immagini globali ad alta risoluzione e mappe della superficie alle quali seguirà un approfondimento su caratteristiche dell'orbita lunare e dei conseguenti fenomeni come eclissi e librazioni lunari viste dalla Terra, morfologia superficiale, paesaggi e terreni, cambiamenti di illuminazione della superficie, formazione ed evoluzione della regolite distribuzione dimensione-frequenza dei crateri.


L'appuntamento, tenuto nell'ambito del ciclo didattico "Astronomia - alla scoperta dell'Universo", coorganizzato tra Comune di Trieste e Centro Studi Astronomici Antares Trieste, verrà tenuto presso il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste sabato 18 novembre, con inizio alle ore 15.30.


Ingresso libero.

2023 / 10 / 21

GLOBAL METEOR NETWORK - LO STUDIO DELLE METEORE ATTRAVERSO UNO STRUMENTO DI DIMENSIONE PLANETARIA

relatore: Lovro Pavletić (Department of Physics - University of Rijeka (HR), Akademsko Astronomsko Društvo Rijeka, Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

 

Abstract: il Global Meteor Network (GMN) è un'organizzazione mondiale costituita da astronomi professionisti e non-professionisti con l'obiettivo studiare gli sciami già noti di meteore e di scoprirne altri ancora sconosciuti. A tal fine, il cielo notturno e diurno viene costantemente monitorato attraverso speciali videocamere, solitamente installate in ambienti lontani da aree urbane ad elevato tasso di inquinamento luminoso; i filmati registrati vengono poi analizzati, in modo coordinato tra chi partecipa al progetto, per individuare sia il passaggio di meteore molto luminose, chiamate bolidi, sia per individuare nuovi radianti. GMN è un progetto di citizen-scienze a cui tutti gli interessati possono partecipare, contribuendo così non solo ad una maggiore comprensione delle meteore ma anche alla stessa formazione ed evoluzione del nostro Sistema Solare.

 

L'astrofisico Lovro Pavletić, che da lunghi anni approfondisce il suo interesse per le meteore, è membro attivo nel progetto GMN nonché uno dei fondatori; nella conferenza, egli esporrà le modalità di installazione telecamere, registrazione, archiviazione dati e collaborazione con astronomi di tutto il modo, mostrando i risultati finora ottenuti da questo innovativo progetto aperto a tutti gli interessati.

 

L'appuntamento, coorganizzato da Centro Studi Astronomici Antares Trieste e Comune di Trieste nell'ambito del ciclo di incontri "Astronomia - alla scoperta dell'Universo", è riservato a tutti i curiosi ed appassionati della scienza astronomica e si terrà sabato 21 ottobre, con inizio alle ore 15.30, presso il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste (via dei Tominz, 4).

 

Ingresso gratuito.

2023 / 10 / 02

VIAGGIO VERSO LUNA, PIANETI E STELLE

 

Evento didattico dedicato all'Astronomia nell'ambito della "Coppa d'Autunno - Barcolana 55" ed inserito nella manifestazione internazionale "Observe the Moon Night", promossa a livello mondiale da NASA.


Cornice della serata astronomica, che inizierà alle ore 21, sarà il prestigioso e storico stabilimento balneare triestino "La Lanterna - Pedocin".

Nel corso dell'evento saranno impiegati telescopi, forniti dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste, attraverso i quali il pubblico potrà osservare la Luna e i pianeti giganti Giove, Saturno, Urano e Nettuno nonché oggetti del cielo profondo come sistemi stellari multipli, ammassi di stelle, nebulose e galassie. Le immagini catturate dal vivo dai telescopi verranno proiettate su grande schermo, offrendo così ai presenti la possibilità di approcciarsi alle meraviglie celesti.

 

Spiegazioni, approfondimenti e curiosità a cura dello staff di esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste.

 

Dove:

Stabilimento balneare "La Lanterna - Pedocin", Molo Fratelli Bandiera, 2 Trieste

 

Per prenotazioni:
info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it

 

Ulteriori informazioni:

https://www.barcolana.it/it/calendario-eventi-terra

2023 / 09 / 23

 ...forse non tutti sanno che le ormai divenute note immagini dei buchi neri di M87 e SgrA* non sono le UNICHE oggi a disposizione della comunità astronomica. Ve ne sono, infatti, altre, che hanno fornito un gran numero di informazioni sulle dinamiche che coinvolgono l’ambiente circostante i  supermassicci.


In tale contesto, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste, in collaborazione con il Comune di Trieste e il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, è lieto di invitare appassionati e curiosi della scienza astronomica al seguente, imperdibile evento facente parte del ciclo didattico "Astronomia - alla scoperta dell'Universo":


sabato 23 settembre, ore 15.30

SULL’ORLO DELL’ABISSO: I BUCHI NERI AD OGGI OSSERVATI DA EVENT HORIZON TELESCOPE E STRUMENTI SIMILI

relatore: Prof. Steno Ferluga (astrofisico, Università degli studi di Trieste)


Abstract: Event Horizon Telescope (EHT) è una serie di otto radiotelescopi che lavorano tutti assieme per formare un telescopio virtuale delle dimensioni della Terra, formando così un interferometro a lunghissima base che sviluppa sensibilità e risoluzione tali da ottenere immagini dirette dell'orizzonte degli eventi dei buchi neri, gli oggetti più estremi dell’Universo, previsti dalla relatività generale di Einstein. Nel 2019 il team di EHT ha pubblicato la prima storica immagine di un buco nero e della sua ombra: quello supermassiccio situato al centro della galassia ellittica gigante M87, lontano ben 55 milioni di anni-luce e dalla massa, davvero spaventosa, pari a 6,5 miliardi di volte quella del Sole!


Lo studio mediante i radiotelescopi sopperisce all'osservazione ottica che è resa difficoltosa da nubi di polveri e gas che circondano il centro delle galassie attive nelle quali risiedono i cosiddetti buchi neri supermassicci; quanto accade al materiale in caduta su questi incredibili oggetti, come stelle e gas, innesca getti di inaudita violenza, rilevabili non solo otticamente ma anche in un ampio spettro di frequenze che vanno dalle onde radio ai raggi gamma. I buchi neri supermassicci sono infatti il motore di galassie attive come quelle di Seyfert e i quasar ma possono svolgere un ruolo rilevante nella dinamica dei sistemi galattici anche in molti altri casi, come mostra la recente scoperta della correlazione tra la massa del buco nero centrale e la dispersione di velocità delle stelle nel bulge di numerose galassie a spirale simili alla nostra Via Lattea. Si ritiene che il buco nero e la sua galassia ospitante possano essersi sviluppati assieme, generalmente in un periodo compreso tra 300 e 800 milioni di anni dopo il Big Bang, passando attraverso la fase di quasar e le sue caratteristiche correlate, sebbene i modelli proposti differiscano sul fatto che sia stato il buco nero a innescare la formazione della galassia o viceversa; ma anche una formazione sequenziale dei due oggetti non è esclusa e la stessa natura della materia oscura, ancora sconosciuta, risulta cruciale nei modelli oggetto di studio.


Nella conferenza dal titolo SULL’ORLO DELL’ABISSO: I BUCHI NERI AD OGGI OSSERVATI DA EVENT HORIZON TELESCOPE E STRUMENTI SIMILI, l’astrofisico Prof. Steno Ferluga (Università degli studi di Trieste) esporrà lo status dell’arte relativamente a quanto oggi è dato da sapere attraverso le stupefacenti immagini riprese non solo dal noto EHT, divenuto mainstream, ma anche da altri strumenti astronomici (VLBA, RadioAstron, ecc.) utilizzati per stanare questi mostri cosmici dall’oscuro abisso in cui risiedono; oltre al primo direttamente ripreso, quello di M87, Ferluga presenterà anche altre immagini di buchi neri meno noti ma non per questo meno interessanti, a partire da quello che governa la nostra stessa galassia, SgrA*.


L'Appuntamento per questo evento interamente dedicato ai buchi neri, imperdibile per ogni appassionato di Astronomia e Astrofisica, è SABATO 23 SETTEMBRE presso la Sala Incontri del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste (Via dei Tominz, 4 Trieste), con inizio alle ore 15.30.


Ingresso libero, Vi aspettiamo numerosi!

2023 / 08 / 18 -19

GRANDE NOVITA': RITORNA LO "STAR-PARTY DEL FRIULI VENEZIA GIULIA"


Per Informazioni, vai alla pagina dedicata clickando QUI

2023 / 08 / 13

NOTTE DELLE PERSEIDI 2023


Anche quest’anno, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste ripropone il classico appuntamento astronomico in occasione del massimo di attività dello sciame meteorico delle Perseidi, le note “lacrime di San Lorenzo” che si rendono visibili in questo periodo.


Quando rocce vaganti nello spazio entrano nell'atmosfera terrestre attratte dalla gravità del nostro pianeta, la pressione dinamica esercitata dall'altissima velocità dei meteoroidi nell'atmosfera comprime quest'ultima in modo spaventosamente violento, portandola a surriscaldarsi e, di conseguenza, a surriscaldare gli stessi oggetti che creano tale pressione: il bruciamento dei meteoroidi crea l'effetto meteora, detta popolarmente "stella cadente", ben visibile ad occhio nudo.


I nostri esperti offriranno al pubblico una spiegazione sulla fisica delle meteore e le conseguenze degli impatti cosmici nella storia del nostro pianeta, cui seguirà un'ampia e dettagliata spiegazione delle costellazioni estive. La serata verrà impreziosita da riprese live del cielo profondo e del pianeta Saturno effettuate con i telescopi e proiettate su schermo gigante. E, soprattutto, lo spettacolo di osservare meteore solcare il cielo stellato sarà garantito dall'assenza della Luna! 


La location della serata sarà l'ampia area parcheggio "rose d'inverno", situata lungo la strada Basovizza - San Lorenzo (TS); inizio alle ore 21.

 

Partecipazione libera per questo imperdibile appuntamento astronomico, quindi...accorrete numerosi!


2023 / 06 / 17

Akademsko astronomsko društvo - Rijeka/Associazione Astronomica Universitaria di Fiume e Centro Studi Astronomici Antares Trieste organizzano una serata astronomica congiunta nell'area del Comune di Lanišće in Ćićarija/Cicerìa (HR).


L'evento è destinato principalmente ai partecipanti del corso introduttivo di astrofotografia organizzato quest'anno da Akademsko astronomsko društvo - Rijeka/Associazione Astronomica Universitaria di Fiume e ai partecipanti del corso di introduzione all'astronomia e alla fotografia astronomica organizzato dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste. Tuttavia, astronomi e appassionati del cielo notturno e della natura sono invitati a unirsi a questa osservazione!
 

L'area della Ćićarija/Cicerìa è specifica in quanto è una delle poche oasi di cieli bui della penisola istriana e sicuramente l'area più buia per osservare il cielo stellato tra Rijeka/Fiume e Trieste.
 

Il raduno inizia presso il suddetto prato dalle ore 20, e l'osservazione vera e propria inizia non appena si creano le condizioni per essa e può durare tutta la notte fino all'alba. L'area prativa consente l'accesso diretto alle auto dalla strada principale e lo scarico agevole delle strumentazioni astronomiche. La posizione è approssimativamente a metà strada fra Trieste e Rijeka/Fiume e ci vogliono circa 45' da entrambe le città in auto.


Chi avesse il piacere, potrà unirsi portando la sua attrezzatura astronomica e/o fotografica godere della vista dell'oscuro cielo della Ćićarija/Cicerìa!

 

Per informazioni:
Lovro Pavletic (
AAD - Rijeka, Centro Studi Astronomici Antares Trieste, Coordinamento astronomi non-professionisti Alpe Adria):

info@aad.hr, info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it

2023 / 05 / 26

A partire dalle dalle ore 21:30 presso il Molo Audace di Trieste sarà possibile osservare dal vivo gli astri nelle profondità del cielo, grazie a un evento nato dalla collaborazione tra il Centro Studi Astronomici Antares Trieste l'Associazione Mare Nordest Trieste, nella 12a edizione della manifestazione che funge da punto di riferimento per le attività legate al mare, alla subacquea, nonché allo studio e al rispetto dell'ambiente marino.


Questa serata sarà interamente dedicata all’Astronomia, con l'osservazione al telescopio delle meraviglie del Cosmo e con riprese fotografiche di alcuni degli oggetti celesti con cui si orientavano gli antichi navigatori, corredate dalle spiegazioni degli esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste.


Fra gli oggetti celesti che saranno oggetto del nostro sguardo ci saranno: sistemi stellari doppi e multipli, Venere; Marte e la Luna fra i corpi del Sistema Solare, costellazioni, ammassi stellari e lontane galassie fra cui M101 con la supernova 2023ixf da poco scoperta.



Vi aspettiamo!

2023 / 05 / 21

Nuovo appuntamento nell'ambito del ciclo "Astronomia - alla scoperta dell'Universo", promosso dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste assieme al Comune di Trieste e al Civico Museo di Storia Naturale di Trieste:


LA RILEVAZIONE DEI RAGGI GAMMA PER LO STUDIO DI FENOMENI VIOLENTI NELL'UNIVERSO CON IL TELESCOPIO MAGIC

relatore: Dott.ssa Marina Manganaro (Department of Physics - University of Rijeka)


Abstract: l'astrofisica delle alte energie riguarda lo studio delle più estreme condizioni ambientali presenti nell'Universo. Dalle stelle più compatte, con raggio di 10 km, ai buchi neri più grandi, con massa pari a un miliardo di volte quella del nostro Sole, l'astrofisica delle alte energie sonda fino all'estremo limite le leggi della fisica. Il plasma astrofisico, sede dei campi magnetici più intensi, è sottoposto alle collisioni più forti e alle esplosioni più violente; la materia è compressa in stati estremamente densi e portata ad altissime temperature; lo spaziotempo è distorto in prossimità dei buchi neri e le particelle subatomiche sono accelerate fino a energie di alcune decine di joule e oltre. Queste condizioni estreme non possono essere riprodotte nei laboratori realizzati sulla Terra; in tali condizioni limite, tali studi vengono effettuati usando strumenti come iltelescopi MAGIC (MAGIC Atmospheric Gamma ray Imaging Cherenkov telescopes), operativi all' osservatorio del Roque de los Muchachos sull' isola canaria di La Palma, da circa 20 anni sono dedicati allo studio dei raggi gamma molto energetici emessi da diverse sorgenti come nuclei galattici attivi, gamma ray bursts, pulsars, novae, cluster di galassie e supernova remnants. I numerosi risultati ottenuti da questo sistema di telescopi hanno permesso di progredire nella conoscenza del nostro Universo e nell'approfondire molti aspetti della astrofisica delle particelle.


In tale quadro, l'astrofisica Dott.ssa Marina Manganaro, da lunghi anni impegnata nello studio dell'astrofisica delle alte energie, riporterà i risultati più importanti ottenuti in tempi recenti da MAGIC, ponendoli anche in un contesto multibanda e dell'Astronomia multi-messaggera.


L'appuntamento, riservato a curiosi ed appassionati della scienza astronomica, si terrà domenica 21 maggio, con inizio alle ore 10.30, presso la Sala Incontri del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste (Via dei Tominz, 4 - Trieste). 


Ingresso gratuito.


PROGRAMMA EVENTI MAGGIO 2023: per dare spazio al già avviato "II CORSO DI INTRODUZIONE ALL'ASTRONOMIA E ALLA FOTOGRAFIA ASTRONOMICA", nel corrente mese di Maggio il numero degli appuntamenti didattici viene ridotto.


Prosegue il ciclo di appuntamenti "Astronomia - alla scoperta dell'Universo", che vedrà questo mese l'astrofisica Marina Manganaro (Department of Physics - University of Rijeka, MAGIC) relazionare sull'Universo alle alte energie dei raggi gamma.


Grande novità la collaborazione tra il Centro Studi Astronomici Antares Trieste e l'Associazione Mare Nordest nella 12a edizione dell’importante rassegna che funge da punto di riferimento per le attività legate al mare e alla subacquea. La prima serata, tenuta sul Molo Audace, sarà interamente dedicata all’Astronomia e alle meraviglie del Cosmo con osservazioni al telescopio e riprese fotografiche di alcuni oggetti celesti con cui si orientavano gli antichi navigatori, corredate dalle spiegazioni del Centro Studi Astronomici Antares Trieste. Nel secondo appuntamento, tenuto nell'elegante cornice di Piazza Unità d'Italia, all’interno di percorsi di innovazione sociale promossi dalla Fondazione Pietro Pittini, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste assieme a Università degli Studi di Trieste, Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale e Museo Nazionale dell'Antartide costituirà un Polo scientifico atto all'organizzazione di laboratori e attività per il coinvolgimento diretto di bambini nella comprensione di tematiche ambientali.


Argomenti sempre di grande attualità nell'ampio spettro della scienza astronomica, adatti a curiosi, neofiti ed esperti.


Per gli interessati ad iscriversi al Centro Studi Astronomici Antares Trieste, per seguire le sempre numerose attività divulgative ed altro ancora:

info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it


2023 / 04 / 16

Nuovo appuntamento nell'ambito del ciclo "Astronomia - alla scoperta dell'Universo", promosso dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste assieme al Comune di Trieste e al Museo Civico di Storia Naturale di Trieste:


SPAZIO (4.0): ULTIMA FRONTIERA - DAL NANO AL GIGA

MISSIONI SCIENTIFICHE SPAZIALI NELL'ERA DEL NEW SPACE

relatore: Dott. Fabrizio Fiore (Direttore INAF - Osservatorio Astronomico di Trieste)


Abstract: oggi come non mai, lo spazio è un’arena globale di sviluppo e confronto economico, militare e scientifico. L’emergere di nuove tecnologie di miniaturizzazione, di nuovi players privati (SpaceX in testa a una lunga lista) e l’affermarsi di nuove potenze spaziali (Cina, India e molte altre) ha letteralmente aperto una nuova era nella conquista dello spazio: quella che gli addetti ai lavori chiamano Spazio 4.0 o New Space. Questa rappresenta l'evoluzione del settore spaziale verso un'era caratterizzata dall'interazione tra governi, settore privato, società e politica.


Nella conferenza, l'astrofisico e Direttore di INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste, Fabrizio Fiore, relazionerà di tutto questo utilizzando come esempi astrofisica spaziale abilitata, da un lato, da Nano-missioni di pochi chilogrammi e qualche centinaia di migliaia di dollari e, dall’altro, da Giga-missioni di molte tonnellate e miliardi di dollari come James Webb Space Telescope i rover marziani, le missioni verso asteroidi e comete come Rosetta e DART/LiciaCube.


L'appuntamento, riservato a curiosi ed appassionati, si terrà domenica 16 marzo, con inizio alle ore 10.30, presso la Sala Incontri del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste. 


Ingresso gratuito.

2023 / 04 / 15

EVENTO ANNULLATO CAUSA PESSIME PREVISIONI METEO

RIMANDATO A DATA DA DESTINARE


INTERNATIONAL DARK SKY WEEK (IDSW) è un evento annuale tenuto durante il periodo di Luna nuova di Aprile, ideato per sensibilizzare l’attenzione pubblica sul tema dell'inquinamento luminoso che, sempre più, sta togliendo alla vista il più affascinante dei panorami naturali: quello del cielo stellato.


L'inquinamento luminoso, dovuto essenzialmente a sorgenti luminose di origine umana, sta aumentando a livello globale del 9,6% all'anno, minacciando la fauna selvatica (uccelli migratori, tartarughe marine, falene notturne, chirotteri) ed ecosistemi, incidendo negativamente sulla salute umana, sprecando energia, contribuendo al riscaldamento globale e bloccando la vista di stelle, pianeti e galassie


Al fine di incoraggiare le persone in tutto il mondo a spegnere le luci per godersi il cielo notturno, riconnettendosi ai benefici di un cielo buio e pieno di stelle, imparando a ridurre gli impatti negativi dell'inquinamento luminoso su esseri umani, fauna selvatica ed ecosistemi, negli appuntamenti della IDSW tenuti in tutto il mondo viene presentato ai visitatori questo annoso problema, dando la possibilità di comprendere “sul campo” l’effetto della sparizione delle stelle e della Via Lattea da locations vicine ad aree urbane.


In tale ambito e per la propria attività di divulgazione dell’Astronomia e delle altre materie connesse a questa scienza, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell’Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste, aderendo al coordinamento nazionale dell’Unione Astrofili Italiani, promuove l’iniziativa “SPEGNIAMO LA LUCE, RIACCENDIAMO IL BUIO: ITINERARIO A TRE TAPPE, DAL PORTO VECCHIO AL CARSO TRIESTINO, PER COMPRENDERE L’INQUINAMENTO LUMINOSO E RISCOPRIRE IL CIELO STELLATO”. 


L’iniziativa, rivolta al pubblico di curiosi ed interessati, consisterà in un mini-tour, guidato dagli esperti dell’Associazione giuliana, strutturato in tre diverse tappe: l’intento, infatti, è quello di portare curiosi ed interessati a sperimentare con i propri occhi il problema dell’inquinamento luminoso.

Partendo dall’area parcheggio antistante il Magazzino 26, in Porto Vecchio, area ad elevato tasso di luci, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste mostrerà le sostanziali differenze nell’osservazione del cielo stellato, percepibili sia ad occhio nudo che attraverso il binocolo e il telescopio: tale strumento verrà utilizzato sugli stessi oggetti del profondo cielo anche nelle due tappe successive, dapprima l’ampia area parcheggio antistante il Santuario di Monte Grisa e, di seguito, l’area parcheggio per l'accesso al monte Lanaro situata alle spalle della frazione di Repen (Comune di Monrupino/Repentabor): situazione, quest'ultima, dalla quale si potrà godere di uno dei panorami celesti tra i migliori in assoluto nella Provincia di Trieste, a causa della quasi totale assenza di luci.


L’appuntamento è fissato per SABATO 15 APRILE 2023 alle ore 21; a seguito dei saluti e di un’esposizione sulla International Dark Sky Week e sull’inquinamento luminoso, al termine del crepuscolo astronomico, che segna l’inizio della notte vera e propria, partiranno le osservazioni astronomiche condotte ad occhio nudo e con il telescopio, strumento che permetterà di mostrare la differenza di aspetto di alcuni oggetti celesti (nebulose, ammassi stellari, galassie) osservati da postazioni diverse con differente grado di inquinamento luminoso.


Partecipazione libera.

Per informazioni: info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it, (+39)3401474833

A grande richiesta, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste è lieto di proporre, in collaborazione con il Comune di Trieste, la seconda edizione del


"CORSO DI INTRODUZIONE ALL'ASTRONOMIA E ALLA FOTOGRAFIA ASTRONOMICA"


Dedicato ad appassionati e curiosi del Cosmo, adulti e ragazzi: riparte il corso organizzato dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste.


L'obiettivo del corso è quello di fornire un approccio diretto con il cielo stellato, fornendo i mezzi "chiave" per aprire la propria finestra sul Cosmo: la capacità di comprendere come varia l'aspetto del cielo stellato nel tempo, l'orientamento tra le costellazioni, l'uso di binocoli e telescopi per l'osservazione degli oggetti celesti, sviluppare l'abilità di ricercare pianeti, stelle ed oggetti deep-sky nella volta celeste e, infine, le basi fondamentali della fotografia astronomica, partendo dagli strumenti più semplici. In tutto, 6 lezioni teoriche che avranno quali docenti lo staff di esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, a cui si affiancheranno 3 uscite outdoor (confidando nel meteo favorevole) con telescopi e macchine fotografiche, dove verrà messo in pratica quanto appreso nella teoria.


Il corso verrà tenuto presso la sala Bobi Bazlen del Palazzo Gopcevich, in via Rossini, 4 a Trieste, a partire dal 20 aprile 2023.


>modulo di preiscrizione:

https://www.qrfy.com/zgVBonNMrP


> per informazioni sul corso e sulle nostre attività:

mail: info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it


tel: (+39)3292787572 / (+39)3401474833

PROGRAMMA EVENTI APRILE 2023: per dare spazio al II CORSO DI INTRODUZIONE ALL'ASTRONOMIA E ALLA FOTOGRAFIA ASTRONOMICA, in partenza il 20/4 p.v., il numero degli appuntamenti didattici viene ridotto.

Giunge al terzo appuntamento, avendo riscosso grande successo in termini di presenze ed interesse, la relazione sulla Luna da parte dell'esperto Alessandro Albanese (Centro Studi Astronomici Antares Trieste), con descrizione approfondite delle caratteristiche della superficie lunare e dei suoi segreti accompagnate da stupende immagini ad alta risoluzione.

Il mese viene chiuso dalla relazione del Dott. Fabrizio Fiore, Direttore INAF-Osservatorio  Astronomico di Trieste, che relazionerà sullo status dell'arte inerente i più violenti fenomeni osservati dell'Universo e delle straordinarie emissioni energetiche rilevate.

Eventi con argomenti sempre di grande attualità nell'ampio spettro della scienza astronomica, adatti a curiosi, neofiti ed esperti.


Per gli interessati ad iscriversi al Centro Studi Astronomici Antares Trieste, per seguire le sempre numerose attività divulgative ed altro ancora: info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it


2023 / 03 / 26

Secondo appuntamento annuale nell'ambito del ciclo "Astronomia - alla scoperta dell'Universo", promosso dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste assieme al Comune di Trieste e al Civico Museo di Storia Naturale di Trieste:


MECCANICA QUANTISTICA: UNA SFIDA AL SENSO COMUNE

relatore: Prof. Angelo Bassi (Dipartimento di Fisica - Università degli Studi di Trieste)


Abstract: la Meccanica Quantistica descrive la materia in termini di onde. Le onde quantistiche, come tutte le onde, possono diffondere nello spazio e dare luogo a fenomeni di sovrapposizione e interferenza. Poi però, quando vengono osservate, le onde scompaiono e la materia appare solida e compatta come la conosciamo comunemente. Ancora più misteriosamente, le onde quantistiche manifestano correlazioni a distanza che sfidano il senso comune: sono le correlazioni legate al fenomeno dell’entanglement, che non hanno un corrispettivo in fisica classica. Nella conferenza "MECCANICA QUANTISTICA: UNA SFIDA AL SENSO COMUNE", il Prof. Angelo Bassi (Dipartimento di Fisica - Università degli Studi di Trieste) presenterà questi concetti spiegando cosa implicano circa la nostra comprensione del mondo fisico.


Angelo Bassi, docente di fisica teorica, modelli e metodi matematici all'Università di Trieste, è uno dei maggiori esperti sulla meccanica quantistica, ai fondamenti della quale dedica le proprie ricerche. Oltre ad essere autore di 150 pubblicazioni su riviste internazionali nonché relatore ad oltre 70 convegni internazionali ed organizzatore di decine di altri, è vincitore e titolare di numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali.


L'appuntamento, riservato a curiosi ed appassionati, si terrà domenica 26 marzo, con inizio alle ore 10.30, presso la Sala Incontri del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste. 


Ingresso gratuito.


2023 / 03 / 20

ALLA SCOPERTA DELLA LUNA: INDAGINI E DESCRIZIONI SUL NOSTRO (PIU' GRANDE) SATELLITE NATURALE - 2a parte

relatore: Alessandro Albanese (Centro Studi Astronomici Astronomici Trieste)


Abstract: alla visione telescopica, la superficie della Luna colpisce per la grande diversità di forme e strutture ivi presenti. Catene di montagne, enormi bacini di impatto, crateri piccoli con picchi centrali e senza picchi, enormi fratture, circhi e domi sono caratteristiche morfologiche che raccontano una storia, lunga almeno quanto quella del nostro pianeta, nella quale gli impatti cosmici hanno svolto un ruolo di primaria importanza, ai quali la Luna deve la sua stessa esistenza.

   

In questa conferenza, parte di una serie dedicata alla Luna, l'ing. Alessandro Albanese, esperto di osservazioni e riprese hi-res del nostro satellite naturale ottenute sia attraverso l'ausilio di telescopi che degli orbiter robotici che hanno mappato la superficie selenica, espone le interessanti caratteristiche delle strutture lunari assieme a molte curiosità e segreti.


L'appuntamento, tenuto in collaborazione con il Club Alpinistico Triestino, si terrà presso la sede di via Raffaele Abro, 5/A (ingresso lato giardino)

2023 / 03 / 13

INTRODUZIONE ALL'ELABORAZIONE DI IMMAGINI DIGITALI ATTRAVERSO IL SOFTWARE PIXINSIGHT - 2a parte

relatore: Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)


Canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste; appuntamento riservato ai soli soci


Abstract: quello della fotografia astronomica è un mondo in continua evoluzione: nell'era del digitale il progredire delle tecniche di ripresa ed elaborazione consente a chiunque voglia dilettarsi, o essere partecipe nella ricerca astronomica, di ottenere risultati di considerevole importanza. Il mercato oggi propone sia montature che stanno divenendo sempre più alla portata di tutti che ottiche di ottima fattura e sensori e filtri sempre più efficienti, consentendo di ottenere ottimi risultati sia per riprese a largo campo che a lunga focale. La post-produzione però è ancora un tabù per molti, dove l'aumento di potenzialità nella resa del prodotto finale è proporzionale alle sempre più numerose funzioni disponibili che danno non poca difficoltà a chi si avvicina all'astrofotografia.


Per mostrare le grandi potenzialità del noto software Pixinsight, largamente usato dagli astrofotografi per l'acquisizione delle immagini astronomiche, l'esperto fotografo Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) relazionerà in diretta sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste Lunedì 13 Marzo 2023 a partire dalle ore 21.


Appuntamento assolutamente da non perdere per gli appassionati di fotografia

 astronomica!


2023 / 03 / 06

Nuovo appuntamento tenuto in collaborazione con il Club Alpinistico Triestino, presso la sede di via Raffaele Abro, 5/A (ingresso lato giardino):


ASTROLIGHTS: ALLA SCOPERTA DELLE STELLE PIU' LUMINOSE DEL CIELO NOTTURNO PER COMPRENDERE IL COSMO - 1a parte

relatore: Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Astronomici Trieste)


Abstract: lo studio delle stelle perpetra da migliaia di anni. Per molte culture diffuse sul globo, questi punti di differente luminosità stagliati sulla volta celeste sono stati intesi quali metafore di costanza, a differenza di tutto il resto che si muove e cambia. L’astronomia ha dimostrato come anche le stelle, in realtà, cambiano, e su scale temporali diverse, che vanno da qualche ora a periodi molto più lunghi rispetto alla stessa storia umana. Globi di plasma incandescente, le stelle emettono energia, sotto forma di luce e calore; nascono, evolvono e muoiono ma hanno il potere di influenza la chimica e la struttura dell’ambiente loro circostante e, su scala maggiore, anche le abbondanze chimiche dei sistemi galattici in cui sono ospitate. I problemi classici dell'astrofisica quali la struttura e l'evoluzione delle stelle, sono stati affrontati acquisendo le proprietà astrometriche e spettroscopiche delle stelle nonostante la loro enorme distanza dal Sistema Solare, che sfugge a qualunque tentativo di immaginazione umana. La nostra conoscenza sull’affascinante ed intricato Universo è partita proprio dallo studio degli oggetti che più di ogni altro lo rappresentano: le stelle più luminose nella volta celeste, quelle visibili ad occhio nudo.


Nel corso di questa trattazione, Stefano Schirinzi, Presidente del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, esporrà le storie e le affascinanti caratteristiche fisiche di una corposa selezione di tali stelle. Appuntamento riservato ai soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste e Club Alpinistico Triestino.


Conferenza riservata ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste e Club Alpinistico Triestino

PROGRAMMA EVENTI DIDATTICI MARZO 2023: continuano i sempre numerosi appuntamenti che spaziano ad ampio spettro sulle mille sfaccettature dell'Universo

La rassegna parte con il nuovo ciclo "Astrolights: alla scoperta delle stelle più luminose del cielo notturni per comprendere il Cosmo", nella quale Stefano Schirinzi (Presidente Centro Studi Astronomici Antares Trieste) esporrà peculiarità, misteri e fisiche di alcune salienti stelle visibili ad occhio nudo.

Il secondo appuntamento vedrà nuovamente l'esperto fotografo Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) approfondire le tecniche di elaborazione di immagini astronomiche attraverso il noto software Pixinsight.

Nel terzo appuntamento, Alessandro Albanese (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) continua la descrizione approfondita delle caratteristiche della superficie lunare.

Chiude il mese uno sguardo sull'infinitamente piccolo attraverso la meccanica quantistica e le sue bizzarre conseguenze con la graditissima relazione del Prof. Angelo Bassi (Dipartimento di Fisica - Università degli Studi di Trieste).

Eventi con argomenti sempre di grande attualità nell'ampio spettro della scienza astronomica, adatti a curiosi, neofiti ed esperti.


Info iscrizioni: info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it

2023 / 02 / 26

Riparte il ciclo di appuntamenti didattici "Astronomia - alla scoperta dell'Universo", promosso dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste assieme al Comune di Trieste e al Civico Museo di Storia Naturale di Trieste:


Domenica 26 Febbraio 2023, ore 10

LUCI E OMBRE SULLA MATERIA OSCURA

relatore: Paolo Salucci (S.I.S.S.A. Trieste)


Abstract: anche se la curiosità e l’intelletto umano spingono sempre più la scienza ad avanzare con deduzioni e nuove scoperte che si avvalgono dell’uso di tecnologie sempre più avanzate, la nostra conoscenza dell’Universo è ben lontana dall’essere completa. Ad ogni scala, da quella caratteristica delle galassie nane e fino a quella che ingloba tutto l'Universo, emerge un fenomeno misterioso ancora non spiegato dai Cosmologi, Fisici ed Astrofisici. Su queste scale, infatti, si è scoperto che, in una quantità da 7 a 70.000 volte maggiore di quella  della materia ordinaria, composta da atomi, è presente una componente formata da particelle elementari, mai rivelate in esperimenti di laboratorio, la cui natura rimane ancora sconosciuta. Queste particelle sono soggette alla forza di gravità, ma non emettono radiazione, ponendosi così al di fuori del Modello Standard delle particelle elementari. A complicare il quadro teorico-osservativo, queste particelle sembrano interagire con protoni, neutroni, elettroni e fotoni attraverso una nuova legge della fisica e/o nuovi processi fisici. Di estrema importanza il fatto che la natura di questa particella oscura risulta ancora più complessa di tutte quelle proposte finora,  corrispondenti alle più immediate possibilità oltre il modello standard.


Nella conferenza dal titolo “LUCI E OMBRE SULLA MATERIA OSCURA” - evento inserito nel ciclo “Astronomia - alla scoperta dell’Universo”, coorganizzato da Comune di Trieste e Centro Studi Astronomici Antares Trieste - il cosmologo Paolo Salucci (S.I.S.S.A. Trieste) esporrà quanto oggi noto sulla materia oscura, sulla cui natura sappiamo poco o nulla, per non contare quanto le implicazioni di questa allontanerebbero la concezione dell’Universo oggi acquisita.


Appuntamento presso l'elegante Sala Incontri del Civico Museo di Storia Naturale di Trieste (via dei Tominz, 4), domenica 26 Febbraio con inizio alle ore 10.

Ingresso gratuito


2023 / 02 / 20

Nuovo appuntamento tenuto in collaborazione con il Club Alpinistico Triestino, presso la sede di via Raffaele Abro, 5/A (ingresso lato giardino):


ALLA SCOPERTA DELLA LUNA: INDAGINI E DESCRIZIONI SUL NOSTRO (PIU' GRANDE) SATELLITE NATURALE - 1a parte

relatore: Alessandro Albanese (Centro Studi Astronomici Astronomici Trieste)


Abstract: alla visione telescopica, la superficie della Luna colpisce per la grande diversità di forme e strutture ivi presenti. Catene di montagne, enormi bacini di impatto, crateri piccoli con picchi centrali e senza picchi, enormi fratture, circhi e domi sono caratteristiche morfologiche che raccontano una storia, lunga almeno quanto quella del nostro pianeta, nella quale gli impatti cosmici hanno svolto un ruolo di primaria importanza, ai quali la Luna deve la sua stessa esistenza.     

 

In questa conferenza, prima di una serie dedicata alla Luna, l'ing. Alessandro Albanese, esperto di osservazioni e riprese hi-res del nostro satellite naturale ottenute sia attraverso l'ausilio di telescopi che degli orbiter robotici che hanno mappato la superficie selenica, esponendo le interessanti caratteristiche delle strutture lunari assieme a molte curiosità e segreti.

2023 / 02 / 13

POLVERI CIRCUMSTELLARI E VARIABILI PULSANTI DI TIPO MIRA

Relatore: Lovro Pavletić (Centro Studi Astronomici Antares Trieste, Akademsko Astronomsko Društvo Rijeka)


Abstract: la polvere circumstellare è una componente importante del mezzo circumstellare che domina lo spettro infrarosso. Determinarne le proprietà è essenziale per comprendere l'evoluzione stellare e l'interazione dell'ambiente stellare con la sua atmosfera. Le stelle binarie simbiotiche con una componente Mira fredda sono caratterizzate dalla presenza di una notevole quantità di polvere e dalla comparsa di intervalli di oscuramento nel vicino IR. L'astrofisico Lovro Pavletic relazionerà sui metodi utilizzati per determinare il periodi di pulsazione e di variazione fotometrica di alcune di queste particolari stelle variabili situate in sistemi binari nei quali sono presenti stelle compatte come le nane bianche.


Appuntamento sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, Lunedì 13 febbraio 2023 con inizio alle ore 21,


N.B.: conferenza riservata ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste


2023 / 02 / 06

Nuovo appuntamento tenuto in collaborazione con il Club Alpinistico Triestino, presso la sede di via Raffaele Abro, 5/A (ingresso lato giardino):


VISITATORI DALLO SPAZIO PROFONDO: LE COMETE E I LORO MISTERI

relatore: Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Astronomici Trieste, Akademsko Astronomsko Društvo  Rijeka)


Abstract: come spesso accade, anche il recente passaggio ravvicinato della cometa C/2022 E3 (ZTF) ha portato i media a rendere popolare questi corpi minori del Sistema Solare. Temute in antichità per la loro veloce apparizione nei cieli, la comunità astronomica ritiene che le comete rappresentino i residui rimasti dalla condensazione della nebulosa da cui si formò il Sistema Solare. La ricerca condotta a distanza con le osservazioni telescopiche e spettroscopiche prima e, in seguito, con sonde robotiche messe non solo in orbita attorno ai loro nuclei ma addirittura fatte atterrare al di sopra, hanno rilevato una natura molto più complessa di ciò che, fino a non molto tempo fa, era ritenuto non più di una "palla di neve sporca". Ancora oggi, l'apparizione di "grandi comete" e di comete più modeste suscita sempre emozione e grande interesse nella comunità astronomica.

 

In questa conferenza dedicata questi piccoli ma importanti "cugini", il Presidente Centro Studi Astronomici Antares Trieste Stefano Schirinzi presenterà non solo le recenti immagini della cometa C/2022 E3 (ZTF), nota come "cometa di Neanderthal", ma anche quelle di altre comete che si sono rese importanti per essere state oggetto di studi, anche "in loco", come la 67P/Churyumov-Gerasimenko, visitata dalla sonda robotica Rosetta e dal lander Philae, le cui analisi e straordinarie immagini riprese hanno dato nuova faccia alle interessanti caratteristiche delle comete tra le quali la presenza di composti organici.

PROGRAMMA EVENTI FEBBRAIO 2023: ecco il nuovo programma degli appuntamenti didattici del Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste per questo nuovo mese di Febbraio.

Continua la proficua collaborazione con il Club Alpinistico Triestino e ripartono gli appuntamenti aperti al pubblico tenuti al Civico Museo di Storia Naturale di Trieste, nella nuova collocazione della domenica mattina.

Eventi con argomenti sempre di grande attualità nell'ampio spettro della scienza astronomica, adatti a curiosi, neofiti ed esperti.

2023 / 01 / 23

ESOPIANETI: LA RICERCA DI NUOVI MONDI AL DI FUORI DEL SISTEMA SOLARE

relatore: Marco Margini (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)


Abstract: il campo di ricerca degli esopianeti è nato all'inizio degli anni '90, quindi esiste da soli 30 anni. In questo breve lasso di tempo sono stati fatti progressi tecnologici incredibili e lo dimostra il fatto che il numero di esopianeti confermati continua a crescere esponenzialmente fin dal primo giorno. Esiste una grande varietà fra gli esopianeti: abbiamo imparato a conoscere corpi che nel nostro Sistema Solare mancano, come giganti gassosi vicinissimi alla propria stella madre, o pianeti rocciosi grandi svariate volte la Terra. Sono stati trovati pianeti con atmosfera ed altri senza, alcuni con composizioni chimiche simili a quella terrestre ed altri ancora talmente strani la cui natura sarebbe sfuggita ad ad ogni immaginazione: l'unico limite, appunto, è la fantasia.


In questa seconda conferenza dedicata ai pianeti extra-solari, l'astrofisico Marco Margini (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) approfondirà la complessità di questo campo di ricerca usando un linguaggio adatto a tutti, esponendo i metodi usati al giorno d'oggi per scovare gli esopianeti: alcuni semplici, altri più ingegnosi. Nella presentazione, verrà esposta una carrellata di sistemi planetari fra i più interessanti e particolari tra quelli ad oggi scoperti, tra cui Trappist-1 e Proxima Centauri b.


La conferenza è riservata ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste Club Alpinistico Triestino

2023 / 01 / 16

INTRODUZIONE AL SOFTWARE PIXINSIGHT - PARTE 1: TUTORIAL BASE

Relatore: Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)


Abstract: quello della fotografia astronomica è un mondo in continua evoluzione: nell'era del digitale il progredire delle tecniche di ripresa ed elaborazione consente a chiunque voglia dilettarsi, o essere partecipe nella ricerca astronomica, di ottenere risultati di considerevole importanza. Il mercato oggi propone sia montature che stanno divenendo sempre più alla portata di tutti che ottiche di ottima fattura e sensori e filtri sempre più efficienti, consentendo di ottenere ottimi risultati sia per riprese a largo campo che a lunga focale. La post-produzione però è ancora un tabù per molti, dove l'aumento di potenzialità nella resa del prodotto finale è proporzionale alle sempre più numerose funzioni disponibili che danno non poca difficoltà a chi si avvicina all'astrofotografia.


Per mostrare le grandi potenzialità del noto software Pixinsight, largamente usato dagli astrofotografi per l'acquisizione delle immagini astronomiche, l'esperto fotografo Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) relazionerà in diretta sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste Lunedì 16 gennaio 2023 a partire dalle ore 21.


Appuntamento assolutamente da non perdere per gli appassionati di fotografia astronomica!


N.B.: conferenza riservata ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste

2023 / 01 / 09

LA NUOVA VISIONE DEL COSMO NELL’INFRAROSSO: VIAGGIO TRA LE STRAORDINARIE IMMAGINI DI JAMES WEBB SPACE TELESCOPE

relatore: Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)


sede Club Alpinistico Triestino (via Raffaele Abro, 5/A, lato giardino)


Abstract: il James Webb Space Telescope (NASA/CSA/ESA) è un grande telescopio dallo specchio di 6,5 metri che osserva il Cosmo nel vicino e medio infrarosso. Posto nel secondo punto lagrangiano, in equilibrio gravitazionale tra la Terra e il Sole, JWST è impiegato per lo studio di segnali estremamente deboli provenienti da ogni epoca dell’Universo conosciuto: dai primi bagliori luminosi dopo il Big Bang alla formazione di sistemi solari in grado di sostenere la vita su esopianeti, all'evoluzione del nostro stesso Sistema Solare. Diverse tecnologie innovative sono state sviluppate per questo telescopio spaziale: tra queste, uno specchio primario composto da 18 segmenti separati che si aprono e si adattano alla forma dopo il lancio, un parasole a cinque strati delle dimensioni di un campo da tennis capace di attenuare di un milione di volte il calore solare nonché uno strumento (NIRSpec) che dispone di microotturatori programmabili atti a consentire l'osservazione simultanea di 100 diversi oggetti.

Nella presentazione tenuta da Stefano Schirinzi, Presidente del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, verranno esposte le meravigliose immagini di nebulose, galassie, sistemi stellari in formazione, esopianeti ad oggi riprese dal telescopio spaziale.


La conferenza è riservata ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste Club Alpinistico Triestino

GRANDE NOVITA': con l’inizio del 2023, la proficua collaborazione con il Club Alpinistico Triestino porta il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell’Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste ad un grande traguardo: parte delle numerose attività didattiche promosse dall’Associazione saranno ospitate nella prestigiosa sede del Club Alpinistico Triestino (sita in via Raffaele Abro, 5/A, lato giardino, a Trieste), che ringraziamo di cuore per l'ospitalità. La collaborazione fa la forza!


A lato, la locandina degli appuntamenti relativi al mese di Gennaio, riservati ai soli Soci delle due Associazioni.


Che aspettate? Iscrivetevi! ✨👍


Per informazioni:

info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it

2022 / 12 / 21

Il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste, in co-organizzazione con il Comune di Trieste e il Civico Museo Museo di Storia Naturale di Trieste, per il ciclo di incontri didattici "Astronomia - Alla scoperta dell'Universo" presenta:


ESOPIANETI: LA RICERCA DI NUOVI MONDI AL DI FUORI DEL SISTEMA SOLARE

relatore: Marco Margini (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

Mercoledì 21 Dicembre 2022, ore 17

Civico Museo di Storia Naturale di Trieste


Abstract: il campo di ricerca degli esopianeti è nato all'inizio degli anni '90, quindi esiste da soli 30 anni. In questo breve lasso di tempo sono stati fatti progressi tecnologici incredibili e lo dimostra il fatto che il numero di esopianeti confermati continua a crescere esponenzialmente fin dal primo giorno. Esiste una grande varietà fra gli esopianeti: abbiamo imparato a conoscere corpi che nel nostro Sistema Solare mancano, come giganti gassosi vicinissimi alla propria stella madre, o pianeti rocciosi grandi svariate volte la Terra. Sono stati trovati pianeti con atmosfera ed altri senza, alcuni con composizioni chimiche simili a quella terrestre ed altri ancora talmente strani la cui natura sarebbe sfuggita ad ad ogni immaginazione: l'unico limite, appunto, è la fantasia.


Nella conferenza dal titolo "ESOPIANETI: LA RICERCA DI NUOVI MONDI AL DI FUORI DEL SISTEMA SOLARE", l'astrofisico Marco Margini (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) esporrà la complessità di questo campo di ricerca usando un linguaggio adatto a tutti - non sono richieste conoscenze di astrofisica, fisica o matematica per ascoltare e comprendere - esponendo TUTTI i metodi usati al giorno d'oggi per scovare gli esopianeti: alcuni semplici, altri più ingegnosi. Nella presentazione, verrà esposta una carrellata di sistemi planetari fra i più interessanti e particolari tra quelli ad oggi scoperti, tra cui Trappist-1 e Proxima Centauri b.


Ingresso libero, Vi aspettiamo numerosi!

2022 / 12 / 05

LO STUDIO DELLE METEORE ATTRAVERSO UNO STRUMENTO DI DIMENSIONE PLANETARIA: IL GLOBAL METEOR NETWORK


relatore: Lovro Pavletić (Akademsko Astronomsko Društvo Rijeka)


Abstract: il Global Meteor Network (GMN) è un'organizzazione mondiale costituita da astronomi professionisti e non-professionisti con l'obiettivo è quello osservare il cielo notturno per studiare gli sciami di meteore. A tal fine, vengono utilizzate speciali videocamere, installate in ambienti lontani da aree urbane, le quali registrano il cielo notturno durante l'intera notte astronomica; i filmati vengono poi analizzati, in modo coordinato tra chi partecipa al progetto, per individuare il passaggio di meteore molto luminose o, addirittura, la presenza di sciami non ancora noti. Il GMN è un progetto di citizen-scienze a cui tutti gli interessati possono partecipare, contribuendo in tal modo non solo ad una maggiore comprensione delle meteore ma anche relativamente alla formazione e all'evoluzione del nostro Sistema Solare.


L'astrofisico Lovro Pavletic, che da lungi anni approfondisce il suo interesse per le meteore, è attivo nel progetto GMN; nella conferenza, egli esporrà le modalità di installazione telecamere, registrazione, archiviazione dati e collaborazione con astronomi di tutto il modo, mostrando i risultati finora ottenuti da questo innovativo progetto aperto a tutti gli interessati.


N.B.: conferenza riservata ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste.


Ecco il nuovo, ricco programma degli appuntamenti didattici del Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste per il mese di Dicembre.


I due appuntamenti tenuti su piattaforma Skype sono un’esclusiva dei soci CSAAT; nel primo, l’astrofisico Lovro Pavletić relazionerà sul sistema di acquisizione Global Meteor Network, che permette di ricavare interessanti dati su vecchi e nuovi sciami di meteore attraverso la collaborazione con osservatori presenti su tutto il globo; nel secondo appuntamento, riservato alla Fotografia Astronomica, l’ingegner Aleš Ferluga terrà una relazione sul noto software Pixinsight, forse il più utilizzato dagli astrofotografi per le numerose funzioni che permettono di ottenere risultati notevoli; nell’occasione, verrà presentata una prima introduzione sulle potenzialità.

L’appuntamento pubblico, tenuto presso il Civico Museo di Storia Naturale di Trieste, vedrà l’astrofisico Marco Margini presentare un quadro globale sui pianeti extrasolari, argomento di estrema attualità nella ricerca astronomica, spaziando dai sistemi di rilevamento alle tecniche utilizzate per determinarne struttura e composizione delle loro atmosfere.


Infine, vi sarà il classico appuntamento della pizza natalizia tra i soci.


Se l'Astronomia Vi piace ed è Vostro desiderio approfondirla, saremo ben lieti di ricevere le Vs iscrizioni ed accoglierVi come nuovi soci per seguire le sempre numerose attività - didattiche e pratiche - della nostra Associazione.


Per informazioni su iscrizioni:

info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it


Vi aspettiamo numerosi! ✨

2022 / 11 / 30

Il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste, in co-organizzazione con il Comune di Trieste e il Civico Museo Museo di Storia Naturale di Trieste, per il ciclo di incontri didattici "Astronomia - Alla scoperta dell'Universo" presenta:


SPETTROSCOPIA AMATORIALE: STUDI E SEGRETI SVELATI SULLA NOVA RICORRENTE RS OPHIUCHI

relatore: Paolo Corelli (Associazione Friulana di Astronomia e Meteorologia)

Mercoledì 30 Novembre 2022, ore 17

Civico Museo di Storia Naturale di Trieste


Abstract: lo studio delle stelle variabili cataclismatiche – leggasi novae – è, da lungo tempo, una fruttuosa area di cooperazione tra astronomi non-professionisti e professionisti. Questi affascinanti sistemi binari costituiscono un assiduo campo di ricerca da parte dei dilettanti, che possono contribuire ad aumentare le conoscenze sulle dinamiche che portano ciclicamente tali sistemi a divenire visibili anche in ambienti extragalattici grazie a osservazioni fotometriche e spettroscopiche che possono risultare scientificamente utili. Nell’agosto del 2021 una delle più enigmatiche tra le novae ricorrenti, RS Ophiuchi, è tornata ad “accendersi” aumentando la propria luminosità di oltre 300 volte rispetto al suo stato quiescente, divenendo visibile ad occhio nudo tra le stelle di Ophiucus. Nell’occasione, Paolo Corelli (Associazione Friulana di Astronomia e Meteorologia), astronomo non-professionista che da lunghi anni dedica i suoi studi alle stelle variabili di tipo cataclismico, ha eseguito delle osservazioni attraverso uno spettroscopio che hanno messo in evidenza la presenza di linee di emissione di alcuni elementi.


Al fine di esporre le potenzialità che l’astronomia amatoriale può apportare alla studio delle dinamiche che coinvolgono alcuni corpi celesti di particolare interesse, come nel caso delle novae, Paolo Corelli presenterà il proprio lavoro nella conferenza dal titolo “SPETTROSCOPIA AMATORIALE: STUDI E SEGRETI SVELATI SULLA NOVA RICORRENTE RS OPHIUCHI”, che si terrà presso il Civico Museo di Storia Naturale di Trieste.


Ingresso libero, Vi aspettiamo numerosi!

2022 / 11 / 28

"SECONDA STELLA A DESTRA...": LETTURA E INTERPRETAZIONE DELLE MAPPE CELESTI


relatore: Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)


Abstract: utili ai neofiti per i loro primi approcci al cielo ma anche ad esperti e professionisti per reperire target oggetto di riprese fotografiche e studi, le mappe celesti costituiscono uno strumento preziosissimo che, alla pari di una mappa stradale, permettono di orientarsi tra le stelle. Al giorno d'oggi, l'utilizzo di veloci sistemi di puntamento GoTo ha reso le mappe celesti sempre meno utilizzate; tuttavia, a pochi sono note le grandi potenzialità offerte dalle mappe, sia da quelle cartacee che da quelle digitali.


Partendo dal presentare un quadro storico sulla produzione e sviluppo delle mappe celesti, Stefano Schirinzi, Presidente del Centro Studi Astronomici Antares Trieste nonché relatore della conferenza dal titolo "SECONDA STELLA A DESTRA...": LETTURA E INTERPRETAZIONE DELLE MAPPE CELESTI, presenterà degli esempi pratici di utilizzo delle mappe, esponendone tipologie, diversità e applicazioni.


N.B.: la conferenza, che sarà tenuta sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste con inizio alle ore 21, è riservata ai soli soci.

2022 / 11 / 21

PRINCIPI DI OTTICA APPLICATI ALLA STRUMENTAZIONE ASTRONOMICA - 1 parte


relatore: Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)


Abstract: quello della fotografia astronomica è un mondo in continua evoluzione: nell'era del digitale il progredire delle tecniche di ripresa ed elaborazione consente a chiunque voglia dilettarsi, o essere partecipe nella ricerca astronomica, di ottenere risultati di considerevole importanza. Il mercato oggi propone sia montature che stanno divenendo sempre più alla portata di tutti che ottiche di ottima fattura e sensori e filtri sempre più efficienti, consentendo di ottenere ottimi risultati sia per riprese a largo campo che a lunga focale ma la post-produzione è ancora un tabù per molti, dove l'aumento di potenzialità nella resa del prodotto finale è proporzionale alle sempre più numerose funzioni disponibili che danno non poca difficoltà a chi si avvicina all'astrofotografia. Per mostrare le grandi potenzialità del noto software Astro Photograhy Tool, largamente usato dagli astrofotografi per l'acquisizione delle immagini astronomiche, l'esperto fotografo Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) relazionerà nella conferenza dal titolo "INTRODUZIONE AL SOFTWARE ASTRO PHOTOGRAPHY TOOL PARTE 1 USO DELLE FUNZIONI BASE PER LA RIPRESA DI IMMAGINI", con diretta sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste.


N.B.: la conferenza, che sarà tenuta sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste con inizio alle ore 21, è riservata ai soli soci.

2022 / 11 / 17

Il Centro Studi Astronomici Antares Trieste, in co-organizzazione con Antico Caffè San Marco, è lieto di invitare appassionati e curiosi della scienza astronomica alla conferenza pubblica:


L’UNIVERSO VIOLENTO: I LAMPI DEI RAGGI GAMMA

relatore: Prof. Francesco Longo (Dipartimento di Fisica - Università degli Studi di Trieste / Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)

Giovedì 17 Novembre 2002, ore 16.45 presso “Antico Caffè San Marco” (Via Cesare Battisti,18 Trieste)


Abstract: tra i fenomeni osservati nell’Universo, i lampi di raggi gamma (GRB) figurano certamente tra i più violenti in termini di rilascio energetico. I dati raccolti da telescopi spaziali dedicati allo studio dei raggi gamma mostrano come in tali eventi, frequenti in tutto l’Universo e la cui durata varia da pochi millisecondi fino a qualche ora, venga rilasciata un’energia pari a 10.000 volte quella emessa dal Sole nell'intero arco della sua intera esistenza o all'energia rilasciata dall’esplosione di 10.000 supernovae! Per i lampi gamma di breve durata, i modelli mostrano come questi vengano prodotti dalla fusione di stelle di neutroni o di una stella di neutroni con un buco nero; per quelli di più lunga durata sarebbero invece coinvolte stelle molto massicce nell’atto del collasso subentrante alla fine della loro evoluzione: le dinamiche di interazione tra i buchi neri così formati e il gas precedentemente espulso dalla stella morente sarebbero alla fonte dei luminosi bagliori osservati anche a distanze cosmologiche. Sullo status dell’arte dei GRB descritto dai modelli accettati, sulle tecniche di osservazione degli stessi e sulle connessioni tra i GRB ed altri fenomeni osservati nel campo dell’astrofisica delle alte energie relazionerà il Prof. Francesco Longo nella conferenza “L’UNIVERSO VIOLENTO: I LAMPI DEI RAGGI GAMMA”.


Il relatore: Francesco Longo è professore associato presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste ed incaricato di ricerca presso la sezione di Trieste dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. È titolare del corso di Astrofisica Nucleare e Subnucleare per la Laurea Magistrale in Fisica e del corso di Elettromagnetismo per la Laurea Triennale in Fisica. Laureatosi in Fisica a Trieste con una tesi sui gamma-ray bursts e le onde gravitazionali, ha svolto poi la tesi di dottorato all’Università di Ferrara studiando la possibilità di usare i lampi di raggi gamma per lo studio della gravità quantistica. Attualmente è coordinatore del gruppo di studi sui fenomeni transienti per l’esperimento MAGIC per lo studio dell’Astrofisica gamma delle altissime energie e del gruppo di studio sui gamma-ray bursts per l’esperimento Fermi Large Area Telescope


Ingresso libero; Vi aspettiamo numerosi!

Ecco il nuovo, ricco programma degli appuntamenti didattici del Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste per il mese di Novembre.


Tra i vari interessanti appuntamenti, abbiamo il grande onore di avere tra i relatori, l'amico Prof. Francesco Longo, docente di Fisica sperimentale Università di Trieste e ricercatore INFN Sezione di Trieste, il quale terrà un'interessante conferenza pubblica sull'astrofisica delle alte energie presso il prestigioso "Antico Caffè San Marco"; a fine mese, invece, l'amico Dott. Paolo Corelli, dell'Associazione Friulana di Astronomia e Meteorologia, terrà una relazione presso il Civico Museo di Storia Naturale di Trieste sulle possibilità di ricerca amatoriale nel campo delle stelle variabili, in particolare delle novae ricorrenti.


Oltre agli appuntamenti pubblici, vi sono poi quelli riservati ai soli soci; se l'Astronomia Vi piace ed è Vostro desiderio approfondirla, saremo ben lieti di ricevere le Vs iscrizioni ed accogliermi come nuovi soci per seguire tutte le attività dell'Associazione, didattiche e pratiche; per informazioni:

info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it

2022 - 10 - 29

Il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste, in co-organizzazione con Comune di Trieste, Società Friulana di Archeologia (sezione giuliana), Associazione Musica Libera e Centro Regionale Studi di Storia Militare Antica e Moderna presenta:


STELLE NELLA TRIESTE DEL PASSATO: VARIAZIONI DELLA VOLTA CELESTE TRA MESOLITICO, CASTELLIERI ED ERA SPAZIALE

Sabato 22 Ottobre 2022, ore 21

piazzale interno del Castello di San Giusto, Trieste


Abstract: per conseguenza dell'effetto di precessione dell'asse di rotazione della Terra, l'aspetto del cielo stellato varia lentamente durante il corso dei millenni. Anche se purtroppo non abbiamo documenti scritti risalenti ad epoche preistoriche e protostoriche, le stelle che i nostri lontani antenati - quelli che durante il Mesolitico frequentavano le grotte del Carso o quelli che, più tardi, popolavano i numerosi castellieri sorti in zona - sicuramente osservarono con curiosità un cielo stellato molto diverso da quello che oggi appare ai nostri occhi. Oggi, a differenza di quelle remote epoche passate, il sempre più preponderante inquinamento luminoso ha reso ormai impossibile l'osservazione della Via Lattea assieme a quella delle stelle di quarta e quinta grandezza dai centri urbani; e Trieste, purtroppo, non è esclusa.


Riuscire ad avere un'idea di come varia l'aspetto della volta celeste nel tempo è oggi fortunatamente possibile grazie a potenti software di simulazione che, percorrendo  ogni epoca, passata e futura, riescono a produrre realistiche simulazioni che mostrano l'aspetto del cielo stellato nei minimi dettagli.    


In tale contesto, dal centralissimo cortile del Castello di San Giusto, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste avvierà la proiezione di simulazioni che permetteranno al pubblico di osservare, nel dettaglio, le variazioni accadute nel corso dei millenni e che hanno portato stelle visibili nel passato a divenire non più visibili.


Seguirà l'osservazione degli astri presenti nel cielo reale, quello dell'epoca spaziale, attraverso un potente puntatore laser, che aiuterà ad individuare le costellazioni, nonché pianeti, costellazioni, stelle salienti e remoti oggetti dello spazio profondo che verranno ripresi attraverso i telescopi. Il tutto verrà arricchito dalle dettagliate spiegazioni fornite dallo staff di esperti dell'Associazione.


Accesso libero.


INFO:

www.facebook.com/CentroStudiAstronomiciAntaresTrieste

www.marearcheologia.it

2022 - 10 - 26

Il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste, in co-organizzazione con il Comune di Trieste e il Civico Museo Museo di Storia Naturale di Trieste, per il ciclo di incontri didattici "Astronomia - alla scoperta dell'Universo" presenta:


ANTIPODI CELESTI: VIAGGIO FOTOGRAFICO TRA LE MERAVIGLIE DEL CIELO AUSTRALE

relatore: Alessandro Cipolat Bares (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

Mercoledì 26 Ottobre 2022, ore 17

Civico Museo di Storia Naturale di Trieste


Abstract: ogni curioso o appassionato di Astronomia che abbia volto lo sguardo alle stelle rimane affascinato dal gran numero di astri che disegnano figure e percorsi nel cielo notturno; visione ulteriormente impreziosita quando si ha la possibilità di osservare al di sotto di un cielo buio, lontano da fonti di luce. Eppure, basta già una semplice occhiata ad una mappa dell'intera volta celeste per rendersi conto di una netta diversità tra la parte settentrionale, imparata da qualunque appassionato residente alle latitudini medio-settentrionali, e quella meridionale, che solo in parte (e malamente, a causa delle foschie sull'orizzonte) si rende visibile "dalle nostre parti". Magellano, così come i primi esploratori che si avventurarono ad esplorare nuove ed ignote aree del mondo terraqueo, descrissero nei loro appunti le emozioni provate all'osservazione di quella che nel mondo astronomico è ampiamente nota per essere la parte più bella ed interessante dell'intera volta celeste: quella australe. La visione del centro galattico allo zenit, con la luminosissima scia della Via Lattea che taglia letteralmente il cielo, adornata da luminosissime stelle e nebulosità di ogni tipo, accompagnata dalle Nubi di Magellano, è con ogni probabilità lo spettacolo più bello che la Natura possa offrire.


Alessandro Cipolat Bares, socio del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, friulano di nascita ma residente da lungo tempo ad Aosta, è uno dei più apprezzati fotografi celesti, noto per le sue straordinarie riprese a largo campo e a campo ristretto effettuate dalla Tivoli Astro-Farm, struttura adibita ad osservatorio per l'osservazione e la fotografia astronomica situata in uno dei luoghi più oscuri e asciutti al mondo: il deserto del Kalahari, in Namibia.


Ad ogni appassionato di Astronomia che si rispetti, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste offre la possibilità di assistere gratuitamente alla conferenza dal titolo "ANTIPODI CELESTI: VIAGGIO FOTOGRAFICO TRA LE MERAVIGLIE DEL CIELO AUSTRALE", che si terrà mercoledì 26 ottobre presso la Sala Incontri del Civico Museo di Storia Naturale di Trieste: il relatore, Alessandro Cipolat Bares esporrà una lunga carrellata di fotografie che ritraggono i meravigliosi panorami celesti del cielo australe, offrendo l'opportunità a chi non può recarsi di ascoltare per viva bocca di chi le ha vissute le emozioni che la vista della Croce del Sud, della Falsa Croce, di Canopus e Achernar, di Antares e del centro galattico allo zenit, del Sacco di Carbone e dello "Scrigno dei gioielli", delle Nubi di Magellano e della magnificenza della Via Lattea possono dare, a neofiti come ad esperti stargazers.


Un appuntamento, lo ripetiamo, assolutamente DA NON PERDERE per la straordinaria bellezza delle immagini prodotte con grande maestria e tecnica da Alessandro Cipolat Bares, oltre che dalla descrizione di costellazioni ed altre curiosità.


Accesso libero.


Vi aspettiamo numerosi!


2022 - 10 - 23

DAI PIANETI ALLE STELLE


Il fascino dell'Astronomia raccontato in una serata dedicata a ad un viaggio speciale: quello che condurrà i presenti dal Sistema Solare ai limiti dell'Universo osservabile, attraverso proiezioni di gigantografie, riprese live ai telescopi e spiegazioni a cura del Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la provincia di Trieste.


Appuntamento co-organizzato con il Circolo Marina Mercantile "N. Sauro", che gentilmente riserverà la propria affascinante location fronte mare nella sede di viale Miramare, 40/a Trieste.


Inizio alle ore 19.30 con cena e proiezioni; a seguire, la serata continua outdoor con le osservazioni e le riprese fotografiche effettuate attraverso i telescopi


Per prenotazioni: segreteria@circolomarinamercantile.it; 040/412327, 040/411965

2022 - 10 - 21

OSSERVAZIONE SCIAME DI METEORE: ORIONIDI 2022


Quello delle Orionidi (ORI) è uno dei più interessanti sciami di meteore, visibili ogni anno indicativamente fra il 2 ottobre e il 7 novembre e il cui massimo si attività quest'anno cadrà nella notte tra il 21 e il 22 di ottobre.   Prodotto, assieme a quello delle Eta Aquaridi (ETA), dalla scia di detriti lasciati dalla nota cometa di Halley, ha il radiante situato entro i confini della costellazione di Orione, da cui il nome.


In tale circostanza, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste riserverà ai soli propri soci una speciale serata per osservare le velocissime Orionidi ad occhio nudo assieme agli amici del Akademsko Astronomsko Društvo - Rijeka (HR) dalla località Gumanac (HR), che gode di uno dei cieli più scuri (Bortle 3) ed è velocemente raggiungibile da Trieste.


2022 - 10 - 17

PRINCIPI DI OTTICA APPLICATI ALLA STRUMENTAZIONE ASTRONOMICA - 1 parte


relatore: Alessandro Albanese (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)


Abstract: l'uso di telescopi di ogni tipo, sia quelli la cui prestazione è determinata dalle aberrazioni geometriche e dall'effetto dell'atmosfera sia quelli a diffrazione limitata, progettati per osservazioni al di fuori dell'atmosfera, è sempre relazionato alle leggi fisiche che regolano l'ottica,  branca dell'elettromagnetismo che descrive comportamento e proprietà della luce e l'interazione di questa con la materia.


Nella descrizione di sistemi ottici progettati per l'osservazione di sorgenti celesti lontane, il relatore Ing. Alessandro Albanese esporrà un'interessante excursus che spazierà dai principi di base dell'ottica a quelli più avanzati: primo appuntamento di una serie, indispensabile per comprendere il funzionamento del telescopio sia nell'osservazione che nella fotografia astronomica.


N.B.: la conferenza, che sarà tenuta sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste con inizio alle ore 21, è riservata ai soli soci. Quindi...associatevi!  ;-)

2022 - 10 - 10

"SECONDA STELLA A DESTRA...": LETTURA E INTERPRETAZIONE DELLE MAPPE CELESTI


Utili ai neofiti per i loro primi approcci al cielo ma anche ad esperti e professionisti per reperire target oggetto di riprese fotografiche e studi, le mappe celesti costituiscono uno strumento preziosissimo che, alla pari di una mappa stradale, permettono di orientarsi tra le stelle. Al giorno d'oggi, l'utilizzo di veloci sistemi di puntamento GoTo ha reso le mappe celesti sempre meno utilizzate; tuttavia, a pochi sono note le grandi potenzialità offerte dalle mappe, sia da quelle cartacee che da quelle digitali.


Partendo dal presentare un quadro storico sulla produzione e sviluppo delle mappe celesti, Stefano Schirinzi, Presidente del Centro Studi Astronomici Antares Trieste nonché relatore della conferenza dal titolo "SECONDA STELLA A DESTRA...": LETTURA E INTERPRETAZIONE DELLE MAPPE CELESTI, presenterà degli esempi pratici di utilizzo delle mappe, esponendone tipologie, diversità e applicazioni. 


N.B.: la conferenza, che sarà tenuta sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, è riservata ai soli soci quindi...associatevi!  ;-)


2022 - 10 - 06

UN MARE DI STELLE: UNA SERATA SUL VELIERO


In occasione di "
Coppa d'Autunno - Barcolana 54", regata velica internazionale giunta quest'anno alla 54a edizione e che trasforma Trieste nella capitale europea della vela, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste è stato chiamato a collaborare per un evento straordinario: "UN MARE DI STELLE: UNA SERATA SUL VELIERO".


Una magica serata sotto un meraviglioso cielo stellato a bordo di uno splendido veliero. Il Centro Studi Astronomici Antares Trieste ci permetterà di riscoprire le costellazioni attraverso le visione laser. L'esperienza, in pieno spirito Barcolana e della durata di un paio d'ore, partirà dal molo Audace.


L'experience è garantita con un numero minimo di 20 persone.


COSTO: € 63,00; bambini con età inferiore a 12 anni: € 35,00


Per acquisto biglietto:


https://www.barcolana.it/shop/Merchandise/27257/un-mare-di-stelle-una-serata-sul-veliero

 

La manifestazione INCLUDE:

Posto in barca

Aperitivo

Omaggio Barcolana

 

ESCLUDE:

Abbigliamento personale (consigliato abbigliamento pesante)

Tutto quel che non espressamente indicato alla voce include

L’uscita può essere annullata su insindacabile decisione dell’istruttore, in caso di maltempo tale da compromettere la sicurezza di bordo. In caso di annullamento dell’uscita verrà restituita la quota d’iscrizione. L'experience non avrà luogo se non si raggiunge il numero minimo di partecipanti.

 

Tutte le attività sono state organizzate e vengono proposte in ottemperanza a tutte le norme sanitarie e con una refund policy che ti garantisce il rimborso in caso di impossibilità di svolgere l’experience a causa delle mutate condizioni sanitarie. 


2022 - 10 - 03df

VELEGGIANDO TRA I MARI DELLA LUNA


Evento dedicato alla Luna nell'ambito della "Coppa d'Autunno - Barcolana 54" ed inserito nella manifestazione internazionale "Observe the Moon NIght", promossa a livello mondiale dalla NASA. Cornice di questa interessante serata astronomica, che inizierà alle ore 21, sarà il prestigioso e storico stabilimento balneare "La Lanterna - Pedocin".


Descrizione:

Nella prima parte verranno esposti i moti, le fasi e i cambiamenti nell'aspetto del nostro satellite naturale. La seconda parte vedrà l'impiego di telescopi, forniti dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste, attraverso i quali verranno effettuate delle riprese "in diretta dalla Luna" che verranno proiettate su grande schermo, offrendo così ai presenti la possibilità di osservare "da vicino" le innumerevoli ed interessanti caratteristiche della superficie lunare.

Spiegazioni, approfondimenti e curiosità a cura dello staff di esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste.


Dove:

Stabilimento balneare "La Lanterna - Pedocin"

Molo Fratelli Bandiera, 2, 34123 Trieste TS


https://www.barcolana.it/it/calendario-eventi-terra


Prenotazione:

info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it

2022 - 10 - 01df

A CAUSA DI CIELO COPERTO PREVISTO PER LA SERATA DEL 1/10, L'EVENTO

"II STAR-PARTY DEL FRIULI VENEZIA GIULIA" E' ANNULLATO E SPOSTATO

A DATA DA DESTINARSI

fai click sull'immagine per i dettagli

2022 - 09 - 30df

Come parte della “Notte Europea dei Ricercatori 2022” - progetto SHARPER, promosso da INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e prodotto con la collaborazione del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, a grande richiesta e in una nuova veste accattivante torna lo spettacolo:


IL FUOCO DELLE STELLE


Panorami stellari mozzafiato, melodie cosmiche, letteratura, poesia e testi scientifici si intrecciano in uno spettacolo multimediale e sensoriale. Sul palco, la proiezione di gigantografie astronomiche, catturate da telescopi a terra e nello spazio, fa da sfondo all’esecuzione di brani eseguiti al pianoforte e altri interamente elettronici.

Una “voce dallo spazio” accompagna gli spettatori alla scoperta dei segreti degli astri e dell’Universo. Il fuoco delle stelle unisce l’arte e la creatività con le indagini scientifiche e statistiche.


Compagnia h+χPersei:

Erica Bisesi INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste e CNR-IGG Pisa (astrofisica), Università di Montreal (musicologia)

Stefano Schirinzi Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell’Unione Astrofili Italiani (UAI) per la Provincia di Trieste

Michele Maris INAF-Osservatorio Astronomici di Trieste, IFPU Institute for Fundamental Physics of the Universe

Giuseppe Murante INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste, CNR - IGG Pisa, IFPU Institute for Fundamental Physics of the Universe

Steno Ferluga Università di Trieste - Dipartimento di Scienze della Vita

Gigliola Antonazzi Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell’Unione Astrofili Italiani (UAI) per la Provincia di Trieste

Paolo Forti Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell’Unione Astrofili Italiani (UAI) per la Provincia di Trieste


Musica:

Erica Bisesi (pianoforte), Stefano Schirinzi (theremin, synths & electronics)


Voci recitanti:

Michele Maris, Erica Bisesi, Giuseppe Murante


Testi, immagini e video: Steno Ferluga, Giuseppe Murante, Stefano Schirinzi, Michele Maris, Paolo Forti


Fotografia e marketing: Gigliola Antonazzi


Regia: Erica Bisesi


Co-Regia: Michele Maris, Steno Ferluga


Venerdì 30 settembre, con inizio alle ore 21

"Sala Luttazzi", Magazzino 26 - Porto Vecchio, Trieste


Evento gratuito; prenotazione consigliata (iscriviti qui)

2022 - 09 - 28df

Il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste, in co-organizzazione con il Comune di Trieste e il Civico Museo Museo di Storia Naturale di Trieste, per il ciclo di incontri didattici "Astronomia - alla scoperta dell'Universo" presenta:


SOLE: ATTIVITÀ, STRUTTURA, EVOLUZIONE DELLA NOSTRA STELLA

relatore: Giorgio Rizzarelli (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

Mercoledì 28 Settembre 2022, ore 17

Sala Incontri - Civico Museo di Storia Naturale di Trieste


Abstract: ciò che chiamiamo "il Sole" è una sfera incandescente composta da idrogeno ed elio, posta al centro del Sistema Solare del quale è l'oggetto più grande. Una delle tante miliardi di stelle che popolano la Galassia, situata in uno dei suoi braccia spirale periferici. Vecchia di almeno 4,5 miliardi di anni, la stella Sole continua a produrre quell'energia, percepita qui sulla Terra sotto forma di luce e calore, indispensabile sia per il sistema Gaia che per le forme di vita. La sua attività, dalle potenti eruzioni al flusso costante di particelle cariche che emette, influenza la natura dello spazio in tutto il Sistema Solare; NASA e altre agenzie spaziali internazionali monitorano la stella Sole costantemente attraverso sonde e telescopi spaziali, studiandone l'atmosfera e la superficie, riuscendo perfino a scrutarne l'interno con strumenti speciali. Lo studio della stella Sole ha permesso di conoscere come funzionano ed evolvono le altre stelle, pur molto distanti.


Sulle dinamiche che caratterizzano eventi come il ciclo undecennale delle macchie solari, le protuberanze, la corona, il campo magnetico, il vento solare e i brillamenti, e sulle possibili conseguenze relativamente all'interazione col nostro pianeta relazionerà il fisico Giorgio Rizzarelli, socio del Centro Studi Astronomici Antares Trieste ed esperto nello studio del Sole, attraverso l'esposizione di bellissime immagini della nostra stella madre, catturate dai telescopi che ne studiano l'attività.


Vi aspettiamo numerosi!



2022 - 09 - 17df

Serata astronomica esclusivamente dedicata ai quattro pianeti giganti Giove, Saturno, Urano e Nettuno con immagini riprese live ai telescopi, spiegazioni su approfondimenti e curiosità e proiezione di istantanee catturate dalle sonde robotiche NASA / ESA che hanno effettuato esplorazioni nei sistemi di questi lontani mondi. Evento promosso dall'Unione Astrofili Italiani; organizzazione e presentazione a cura dello staff di esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste. Inizio evento alle ore 20.30 presso area parcheggio "rose d'inverno", strada Basovizza - San Lorenzo (TS).

Accesso libero

2022 - 09 - 15df

“NELLE PROFONDITA’ DEL COSMO":  presso la sede della sede della "Sottosezione di Muggia del C.A.I. - Società Alpina delle Giulie", il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste terrà una serata dedicata all'Astronomia dal titolo “NELLE PROFONDITA’ DEL COSMO”: i segreti e le meraviglie dell'Universo verranno esposte attraverso singolari ed affascinanti immagini, partendo da quelle dove la natura terrestre si pone a stretto contatto con il Cosmo, rendendo unico il paesaggio. Un viaggio che andrà dal Carso e dalle montagne fino ai confini dell'Universo visibile e con la sorpresa di alcune vere chicche!


Appuntamento con inizio alle ore 20.30 presso la sede sociale sita in via A. Manzoni 4/b a Muggia (TS).


Per informazioni su partecipazione: caimuggia@libero.it; tel: 040/2039470

2022 - 08 - 13df

Il Centro Studi Astronomici Antares Trieste presenta l'appuntamento più atteso dell’estate astronomica 2022!


NOTTE DELLE PERSEIDI - DIVAGAZIONI  SULLE METEORE E SUL SISTEMA SOLARE, ACCOMPAGNATI DALLA LUNA E DA SATURNO

sabato 13 agosto 2022

a partire dalle ore 21.30

presso area parcheggio "rose d'inverno", strada Basovizza - San Lorenzo (TS)


Un’occasione unica per osservare le meteore Perseidi ad occhio nudo e la Luna e il pianeta Saturno al telescopio; segreti e curiosità sul cielo stellato, sugli sciami di meteore e sugli impatti cosmici svelati dal team di esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste.


A seguito del grande successo riscosso nella precedente edizione, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste ripropone il classico appuntamento astronomico riservato in occasione del massimo di attività dello sciame meteorico delle Perseidi, il ben noto sciame di meteore che si rende visibile in questo periodo. Quando rocce vanganti nello spazio entrano nell'atmosfera terrestre ad elevatissima velocità, attratte dalla gravità del nostro pianeta, la pressione dinamica esercitata dall'altissima velocità dei meteoroidi nell'atmosfera comprime quest'ultima in modo spaventosamente violento, portandola a surriscaldarsi e, di conseguenza, a surriscaldare gli stessi oggetti che creano tale pressione: il bruciamento dei meteoroidi crea l'effetto meteora, detta popolarmente "stella cadente", ben visibile ad occhio nudo.


Gli esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste offriranno al pubblico un'ampia e dettagliata spiegazione delle costellazioni visibili nella prima notte di questo periodo seguita da una spiegazione sulla fisica delle meteore e le conseguenze degli impatti, sulla superficie della Luna e su quella del nostro pianeta. La serata verrà impreziosita dalle riprese "live", eseguire al telescopio e proiettate su schermo gigante, della superficie lunare nonché del pianeta gigante Saturno con il suo sistema di anelli e satelliti.


Partecipazione libera.

Il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste, in co-organizzazione con il Comune di Trieste e il Civico Museo Museo di Storia Naturale di Trieste, per il ciclo di incontri didattici "Astronomia - alla scoperta dell'Universo" presenta:


FENOMENI ESPLOSIVI TRA LE STELLE - NOVAE E SUPERNOVAE

relatore: Stefano Schirinzi, Presidente Centro Studi Astronomici Antares Trieste

Mercoledì 27 Luglio 2022, ore 17

Sala Incontri - Civico Museo di Storia Naturale di Trieste


Abstract: se le stelle sono mere centrali nucleari che producono energia irradiandola nello spazio sotto forma di radiazione elettromagnetica, al contrario si quanto si possa comunemente pensare i fenomeni di fusione nucleare atti a produrre energia non avvengono esclusivamente nei loro nuclei. Improvvisi fenomeni di fusione termonucleare, in particolare dove l'idrogeno brucia attraverso il ciclo CNO, avvengono alla superficie delle nane bianche: eventi che portano la luminosità intrinseca di questi piccoli e densi astri ad incrementare notevolmente, anche di migliaia di volte l'abituale valore. Si tratta delle cosiddette novae che, in antichità, venivano viste, ad occhio nudo, apparire quali nuove stelle per poi sparire dopo qualche settimana di visibilità.

Parimenti, fenomeni ancora più violenti e indotti da reazioni termonucleari incontrollate, portano piccole stelle degeneri, le nane bianche, a deflagrare in una totale distruzione, sviluppando in tal modo i fenomeni energetici più violenti, a livello stellare, osservati nell'Universo: le cosiddette supernovae di tipo Ia.


Un terzo gruppo di stelle, quelle più massicce, giunte alla fine della loro evoluzione vanno incontro a velocissimi cambiamenti strutturali che portano l'intera struttura stellare esterna al loro nucleo ad esplodere, proiettando tutto il materiale nello spazio, e i loro stessi nuclei a mutare in oggetti dalla incredibili caratteristiche quali stelle di neutroni e buchi neri.


Sulle dinamiche che caratterizzano la famiglia delle cosiddette stelle variabili cataclismiche e le supernovae, attraverso l'esposizione di nozioni ed immagini tra le più belle ed interessanti catturate attraverso i telescopi, relazionerà Stefano Schirinzi, Presidente del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, da lungo tempo impegnato nello studio di questi fenomeni nonché scopritore di un gran numero di supernovae extragalattiche attraverso il programma GalaxyZoo.


Vi aspettiamo numerosi!

G-ASTRONOMIA - DAI SAPORI DEL CARSO ALLE STELLE


A grande richiesta, Sabato 23/7 torna l'appuntamento astronomico che il Centro Studi Astronomici Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste co-organizza con Agriturismo Milič Zagrski a Sagrado/Zagradec - Sgonico/Zgonik (Trieste).


Una serata all'insegna dell'armonia tra Carso e cielo stellato, tra squisite prelibatezze di prodotti locali e la visione di panorami dell'Universo di cui siamo noi stessi parte. Durante la cena, verranno esposte bellissime fotografie della volta celeste e di interessanti oggetti che popolano il Cosmo tra cui le recenti immagini del James Webb Space Telescope,  nozioni e descrizioni astronomiche fornite dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste.


Al termine della cena, nel piazzale dell'agriturismo Milič si terrà la 2a parte della serata astronomica: qui, verranno esposte le costellazioni del cielo estivo e caratteristiche di rilievo di alcune stelle salienti, per poi osservare al telescopio e tramite riprese "live" effettuate da opportuni sensori applicati altri strumenti, alcuni oggetti del cielo profondo quali sistemi stellari multipli, ammassi stellari, nebulose e remote galassie; il tutto con le spiegazioni dello staff di esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste.


N.B.: per prenotazione cena e partecipazione all'evento:

tel: 040229289

mobile: 3519515092

e-mail: info@agriturismomilic.it


Vi aspettiamo numerosi!

EVENTI

2022 - 07 - 14df

"SUPERLUNA 2022"


anche se l'evento di massimo avvicinamento alla Terra (357.263 chilometri) avverrà il giorno prima (Mercoledì 13 Luglio) e quel 7% in più nelle dimensioni del disco lunare rispetto alla media non renderà apprezzabile alcuna differenza apprezzabile ad occhio nudo, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione UAI per la Provincia di Trieste aderisce aderisce all'iniziativa UAI "SUPERLUNA 2022" con una "serata outdoor" interamente dedicata al nostro satellite naturale, programmata per Giovedì 14 Luglio 2022.


La nostra politica è quella di avvicinare neofiti dell'Astronomia e pubblico generico anche a simili eventi, cogliendo in tal modo l'occasione di fare scienza su insulse tradizioni.

 

A partire dalle ore 21.30 presso l'area parcheggio "rose d'inverno", situata lungo la strada Basovizza - San Lorenzo (TS), lo staff di esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste punterà i propri telescopi verso la Luna permettendo al pubblico di osservare direttamente il disco lunare nella sua interezza e i numerosi particolari alla superficie, pur privi di ombre. Parallelamente, immagini riprese da uno dei telescopi attraverso una camera astronomica verranno proiettate su un grande schermo creando, così, delle gigantografie di specifici settori della superficie selenica; le immagini verranno arricchite dalle spiegazioni su larghi bacini di impatto, crateri, catene montuose ed altro ancora fornite dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste.

 

La serata astronomica dedicata alla Luna verrà arricchita, infine, dal passaggio - tra le 22.31 e le 22.38 ora locale - della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), che regalerà ai presenti l'opportunità di osservare un transito molto luminoso dove, stando alle previsioni, ISS raggiungerà la magnitudine apparente -3,7.

 

"SUPERLUNA 2022" è un evento aperto a tutti gli appassionati di Astronomia e non, da non perdere.

2022 - 07 - 12df

Appuntamento da non perdere:


"WEBB'S FIRST IMAGES": APPROFONDIMENTO SULLE PRIME RIPRESE DEL JWST - "LE PIU' PROFONDE IMMAGINI DELL'UNIVERSO MAI REALIZZATE" - E SULL'ASTRONOMIA DELL'INFRAROSSO


> coordina: Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

> con il gradito intervento del Prof. Steno Ferluga (INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste)


Abstract: l'Universo è intriso di radiazioni di diverso tipo ma la maggior parte di queste non raggiunge la superficie terrestre a causa della nostra atmosfera, che blocca alcune lunghezze d'onda della radiazione. Oltre a quelle nocive, anche la maggior parte delle radiazioni infrarosse (IR) viene bloccata; la nostra stessa atmosfera irradia nell'infrarosso, emettendo più radiazioni di quanto ne emettano gli oggetti presenti nello spazio profondo. Per superare tale limite, che impedisce a così tante preziose informazioni di raggiungere gli strumenti a terra, molti dei telescopi che osservano la volta celeste in IR vengono posti su alte cime di montagne o, meglio ancora, nello spazio. Le ricerche cui verrà dedicato il tanto atteso JWST spazieranno in diversi settori della scienza astronomica: dalla struttura dell'Universo all'evoluzione delle prime galassie, dalla nascita di stelle e pianeti all'evoluzione dei sistemi planetari, incluse le condizioni per lo sviluppo della vita su esopianeti. Argomenti che verranno discussi a seguito delle attese immagini del LWST che verranno rilasciate dal team nella stessa giornata.


Appuntamento tenuto sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste e riservato ai soli soci dell'Associazione.


2022 - 07 - 02df

GRANDE NOVITA!


Il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste, in collaborazione con Akademsko Astronomsko Društvo Rijeka e il nuovo Gruppo Astrofili Universitario Trieste, organizza un evento astronomico "outdoor" interamente dedicato al pubblico, dal titolo "STELLE D'ESTATE - serata all’insegna delle meraviglie e dei segreti del cielo stellato attraverso il telescopio".


Nel piazzale / parcheggio "rose d'inverno", situato lungo la strada che da Basovizza porta a San Lorenzo (frazione del Comune di San Dorligo della Valle), un gran numero di telescopi messi a disposizione dai tre gruppi saranno i protagonisti di una serata all'insegna dell'osservazione del cielo stellato e delle meraviglie in esso contenute: gli strumenti, di differente modello ottico - rifrattori, a specchio e catadiottrici - verranno infatti puntati su un vasto campionario di oggetti celesti, molti dei quali confinati lungo i densi campi stellari della Via Lattea, la quale si rende ben visibile nel cielo estivo, apparendo ancora tutta la sua magnificenza in luoghi oscuri e lontani da aree urbane.


Il piazzale scelto per questo singolare evento, data la scarsa illuminazione artificiale, è uno dei pochi all'interno dell'altipiano carso triestino dove è ancora possibile osservare ad occhio nudo la scia galattica costituita dalla miliardi di stelle, nebulose di gas e polveri. Queste ultime, se il cielo è trasparente, si rendono ben visibili stagliandosi sulla Via Lattea con le loro caratteristiche forme oscure.


I telescopi consentiranno al pubblico presente di poter osservare direttamente all'oculare di tali strumenti molte delle meraviglie contenute nella volta celeste: i bellissimi colori di alcune tra le stelle più luminose visibili ad occhio nudo - la rossa Antares, l'arancione Arcturus, la bianca Deneb, l'azzurra Spica, ecc. - nonché un nutrito numero di interessanti sistemi stellari multipli costituiti da due o più componenti legate gravitazionalmente tra loro. Poi, la cometa C/2017 K2 PANSTARRS, giovani ammassi stellari composti da stelle azzurre ed altri molto più antichi, vecchi quanto la stessa Galassia e composti da milioni di componenti che rendono tali oggetti tra i più affascinanti all'osservazione telescopica. Parte degli strumenti avranno come target le nebulose, vaste aree gassose dove le stelle nascono, ed altre createsi da stelle ormai defunte o prossime alla fine. Non mancherà, infine, l'osservazione di remote galassie, la cui luce ha viaggiato per milioni di anni prima di essere intercettata dai nostri occhi.


Una parte degli strumenti verrà utilizzata per la ripresa fotografica in tempo reale di alcuni di questi oggetti tramite la tecnica dello stacking di immagini, che consente di ottenere un'elevata qualità nel rapporto segnale/rumore dei moderni sensori applicati ai telescopi. L'inizio della serata sarà però orientato alle costellazioni: alla fine del crepuscolo astronomico, infatti, lo staff di esperti esporrà al pubblico presente le costellazione, fornendo indicazioni su come identificarle tra le migliaia di stelle che popolano la volta celeste e raccontandone storie e segreti.


Inizio alle ore 21:30 con il benvenuto ai presenti, cui seguirà una breve introduzione sui moti della Terra e le dirette conseguenze nell'aspetto e nelle variazioni del cielo stellato. I fortunati potranno assistere anche all'apparizione di meteore, sporadiche o appartenenti a sciami minori visibili in questo periodo.


A contribuire alla serata coordinata dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste - gruppo attivissimo in ambito divulgazione astronomica a Trieste e sul web, che conta tra i suoi soci fisici, astrofisici e astrofili muniti di grande esperienza e conoscenza su comete, pianeti, stelle, nebulose e galassie - per la prima volta altri due gruppi con i quali "Antares" ha avviato progetti in ambito di divulgazione e ricerca: l'Akademsko Astronomsko Društvo Rijeka, coordinato dall'astronomo Dott. Lovro Pavletic (Dipartimento di Fisica dell'Università di Rijeka) e il neo-costituito Gruppo Astrofili Universitario Trieste, nato in seno al Dipartimento di Fisica dell'Università di Trieste, coordinato dal fisico Prof. Francesco Longo (Fisica Sperimentale, Università di Trieste) e dagli allievi Claire Tonsa e Fabrizio Diaz Guerra, nuova realtà che raccoglie numerosi appassionati provenienti da diverse facoltà della locale Università degli Studi.


Molta scienza, quindi, in "STELLE D'ESTATE - serata all’insegna delle meraviglie e dei segreti del cielo stellato attraverso il telescopio", appuntamento unico, adatto ad adulti e bambini e assolutamente da non perdere per ogni appassionato di Astronomia.


Appuntamento da non perdere!


Nuovo paragrafo

2022 - 06 - 29df

Negli ultimi anni, a seguito del sempre più marcato avanzamento delle conoscenze astronomiche in ambito di esopianeti, l’astrobiologia è passata dall’essere una disciplina semisconosciuta a divenire materia di grande interesse per la comunità scientifica internazionale. Tra gli obiettivi principali che quest’ultima si propone di raggiungere vi sono, da un lato, approfondire la conoscenza degli ambienti terrestri estremi e determinare le condizioni per l’abitabilità dei pianeti lontani, e dall’altro stimare le probabilità evolutive per la comparsa della vita sulla Terra.


Facendo seguito alla precedente serie di “Conversazioni di Astrobiologia”, che già tanto successo ha riscosso presso la nostra comunità, la Dott.ssa Erica Bisesi, ricercatrice presso INAF - Osservatorio Astronomico di Trieste e CNR - IGG di Pisa, sarà nuovamente con noi per illustrarci i progressi della ricerca, sua e di altri colleghi, su queste meravigliose tematiche.


Quali sono le tipologie di stelle maggiormente candidate ad ospitare pianeti abitabili, e perché? In che modo il clima di un pianeta rappresenta un regolatore per la sua abitabilità? Come ci si aspetta che possano essere fatti i pianeti di cui gli scienziati andranno a caccia nel prossimo futuro? E cosa accadrebbe se questi ospitassero una biosfera – forme differenti di vegetazione, cianobatteri, o microalghe?


Queste, ed altre domande ancora, animeranno una nuova e coinvolgente serata presso il Museo di Storia Naturale alle ore 18 di mercoledì 29 luglio. E, per gli appassionati di arte, musica e teatro… Non potrà mancare una sorpresa finale: l’anticipazione al prossimo progetto multimediale della nostra formidabile squadra: Beyond XTREME – Life on exoplanets.


2022 - 06 - 24df

GRANDE NOVITA!


Pronti per un "viaggio sensoriale" tra le stelle? Vi ci porta il Centro Studi Astronomici Antares Trieste! ✨


IL FUOCO DELLE STELLE

Venerdì 24 Giugno 2022 alle ore 21

Sala Luttazzi - Mag. 26, Porto vecchio - Trieste


Nato da un’idea di Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste) ed Erica Bisesi (Osservatorio Astronomico di Trieste - INAF, Università di Montreal, CNR-IGG Pisa) e dedicato a Margherita Hack per i 100 anni dalla nascita, “IL FUOCO DELLE STELLE” è uno spettacolo multimediale e sensoriale, di immagini e suoni, dedicato al meraviglioso mondo delle stelle, composto per offrire allo spettatore spunti di pensiero su questi elementi chiave per la conoscenza dell’Universo di cui noi stessi siamo parte.


La proiezione di gigantografie astronomiche, catturate da telescopi a terra e nello spazio, farà da sfondo all’esecuzione – interamente live – di musica cosmica che trasporterà il pubblico nell’immensità dell’Universo: un intreccio che vedrà l'alternarsi di brani eseguiti al pianoforte ad altri interamente elettronici, creati col Theremin e sintetizzatori analogici e digitali. L'associazione specifica tra immagini, timbriche, brani e testi è stata costruita secondo una logica creativa estrapolata su indagini scientifiche e statistiche.


Un mix di “timbriche e melodie cosmiche emozionali”, abbinato alle immagini, proietterà lo spettatore nel buio degli anni-luce, dentro panorami stellari mozzafiato che verranno raccontati da una singolare “voce dallo spazio”. Il narratore accompagnerà gli spettatori fra le stelle grazie a testi scientifici composti per l'occasione, citazioni letterarie e poetiche, che descriveranno l’evoluzione e i segreti degli astri: dalla loro nascita negli apparati nebulari alla fine che, attraverso eventi estremi, arricchisce di nuovi elementi la Galassia.


"IL FUOCO DELLE STELLE" é patrocinato dall’Osservatorio Astronomico di Trieste - INAF ed inserito nella rassegna di eventi culturali "Una luce sempre accesa", promossa e realizzata dal Comune di Trieste.


Live performance: Erica Bisesi (pianoforte) & Stefano Schirinzi (Theremin, synths & electronics)

Voce dallo spazio”: Michele Maris

Testi e immagini: Steno Ferluga, Giuseppe Murante, Stefano Schirinzi


Organizzatori:

Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

Erica Bisesi (Osservatorio Astronomico di Trieste - INAF, Università di Montreal, CNR-IGG Pisa)

Steno Ferluga (Osservatorio Astronomico di Trieste - INAF)

Giuseppe Murante (Osservatorio Astronomico di Trieste - INAF)

Michele Maris (Osservatorio Astronomico di Trieste - INAF)


Categoria: musica, scienza, teatro


Ingresso gratuito

2022 - 05 - 26df

DA TRIESTE AI LIMITI DELL'UNIVERSO: giovedì 26 maggio 2022, con inizio alle ore 21 presso la sede del Club Alpinistico Triestino (via R. Abro, 5/A a Trieste), serata interamente dedicata alle stelle e alla loro grande importanza nella comprensione dell'Universo, di cui siamo noi stessi parte:


NELLE PROFONDITA' DEL COSMO: DALLE COSTELLAZIONI AI LIMITI DELL'UNIVERSO OSSERVABILE

relatore: Stefano Schirinzi, Presidente Centro Studi Astronomici Antares Trieste


Viaggeremo sulla luce delle stelle per comprenderne la natura, da quelle stelle della nostra galassia alle lontane supernovae osservabili a miliardi di anni-luce, importanti nelle dinamiche cosmologiche. L'evento è una collaborazione tra il Club Alpinistico Triestino e il Centro Studi Astronomici Antares Trieste.



Ingresso libero; Vi aspettiamo numerosi!

2022 - 05 - 25df

L'ASTRONOMIA NELLA STORIA: EDMUND HALLEY A TRIESTE E GORIZIA

relatore: Prof. Christian Selleri


Abstract: lo sfondo storico è la Guerra di Successione Spagnola che vede le potenze europee contrapposte in due schieramenti. Da una parte gli Asburgo spalleggiati dai Regni di Inghilterra e Scozia della Regina Anna Stuart, dall’altra i Borboni di Francia, di Spagna e di Napoli capeggiati dal Re Sole. Cosa c'entrano Trieste e soprattutto un grande astronomo di nome Edmund Halley con tutto questo? L’imperatore Leopoldo ha bisogno di una base navale militare e si fa consigliare dagli inglesi, signori dei mari. La regina Anna invia Halley a Trieste in veste di esperto scientifico per la scelta della località più adatta alla fondazione di un porto militare. Halley arriva dalle nostre parti per raccogliere dati meteorologici e oceanografici, ma in realtà ha anche il delicato compito di “controllare” da vicino le manovre politico-militari degli alleati austriaci, nel delicato equilibrio delle parti.


Nella conferenza dal titolo “
L'ASTRONOMIA NELLA STORIA: EDMUND HALLEY A TRIESTE E GORIZIA”, che si terrà nella sede del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste (in via dei Tominz, 4) Mercoledì 25 Maggio 2022, con inizio alle ore 17, il Prof. Christian Selleri (Società Friulana di Archeologia, Polo Liceale di Cervignano del Friuli), fisico che da sempre coltiva un grande interesse per la storia dell’Astronomia, racconterà il passaggio di Edmund Halley a Trieste e Gorizia, soffermandosi sulla grandezza dell'astronomo inglese reso immortale dalla cometa che porta il suo nome con un colpo di scena finale: la città di Trieste, in un certo senso, potrebbe essere molto in debito verso Halley, visto il resoconto finale che lo scienziato inviò all’imperatore Leopoldo, padre di quel Carlo VI che decise le sorti del capoluogo giuliano.


L’incontro, ad ingresso libero, è parte del ciclo di eventi didattici "Astronomia - alla scoperta dell'Universo: viaggio tra certezze e nuove frontiere nello studio del Cosmo", promosso dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste in coorganizzazione con l'Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste, nella sede del Museo Civico di Storia Naturale.



Ingresso libero; Vi aspettiamo, non mancate!

2022 - 05 - 19df

L'UNIVERSO IN SCATOLA: L'USO DEI SUPERCOMPUTERS NELLO STUDIO DELLE STRUTTURE COSMICHE A GRANDE SCALA

relatore: Dott. Giuseppe Murante (Osservatorio Astronomico di Trieste - INAF)


Abstract: per decenni, gli astronomi hanno cercato di simulare come i miliardi di miliardi di galassie osservabili nell'Universo osservabile, recente ed antico, siano nate dal collasso di immense nubi di gas e (probabile) materia oscura in un epoca antichissima, quando a seguito dell'espansione dell'Universo, sia il plasma sia la radiazione iniziarono a raffreddarsi, fino a raggiungere una temperatura alla quale la minor energia dei fotoni non era più in grado di impedire la formazione dei primi atomi stabili. Ma negli ultimi anni, grazie a sempre più veloci supercomputers e algoritmi sempre più performanti, le simulazioni prodotte hanno iniziato a produrre risultati che catturano accuratamente sia i dettagli delle singole galassie che la loro distribuzione complessiva di masse e forme in scale sempre più grandi.


Giuseppe Murante, astronomo e cosmologo dell'Osservatorio Astronomico di Trieste (INAF) presenterà nella conferenza dal titolo "L'UNIVERSO IN SCATOLA: L'USO DEI SUPERCOMPUTERS NELLO STUDIO DELLE STRUTTURE COSMICHE A GRANDE SCALA" proprio le potenzialità di tali simulazioni, importantissime a livello cosmologico per comprendere le dinamiche del giovane Universo.



Appuntamento alle ore 18:30 presso "Antico Caffè San Marco" in Via Cesare Battisti, 18 a Trieste.

Ingresso libero.

Vi aspettiamo numerosi!

2022 - 05 - 18df

Mercoledì 18 maggio, a partire dalle ore 21, doppia relazione riservata ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste sul canale Skype dell'Associazione. Nella prima parte, Giulio Guglielmi esporrà le potenzialità della "stampante 3D", strumento ancora non noto a tutti, nel campo della fotografia astronomica; verranno mostrati procedimenti e tecniche per costruire, in proprio, parti di strumenti che possono tornare utili in tale campo. Nella seconda, Antonino Ferro (Associazione Friulana di Astronomia e Meteorologia), esporrà un progetto relativo al trasporto merci nello spazio, con applicazioni per viaggi nel Sistema Solare come quelli marziani.

2022 - 05 - 11

Mercoledì 11 maggio, il nostro Roberto Furlan relazionerà sulla quarta ed ultima parte relativa ai corpi ipotetici appartenenti al ns Sistema Solare: Roberto ci condurrà molto lontano, nel regno degli oggetti trans nettuniani (TNO), a cercare le prove dell'esistenza del pianeta X (o "pianeta 9, che dir si voglia). Appuntamento assolutamente da non perdere. Inizio alle ore 21 sul canale Skype di Antares! ✨

2022 - 05 - 05df

ASTROFISICA DELLE ALTE ENERGIE CON I TELESCOPI MAGIC E CTA

relatore: Dott. Lovro Pavletić


Abstract: cosa hanno in comune oggetti di natura differente come le stelle di neutroni, i buchi neri, le supernovae, le galassie attive e il nostro Sole? Il fatto di emettere grandi quantità di energia nel lato più energetico dello spettro elettromagnetico: quello dei raggi X e Gamma. Per studiare approfonditamente questi ed altri fenomeni fisici tra i più estremi tra quelli osservati nell'Universo, come i Gamma Ray Burst, la comunità scientifica internazionale ha oggi a disposizione una moltitudine di sofisticati strumenti che operano sia nello Spazio circumterrestre, veri e propri osservatori orbitanti che scrutano il Cosmo dai raggi ultravioletti fino ai raggi gamma, che  speciali telescopi situati a terra, i quali riescono a captare gli effetti sull’atmosfera della radiazione più energetica prodotta nell’Universo, utile a ricavarne l'origine e le informazioni trasportate fino a noi.


Di questo ed altro ancora relazionerà l'astronomo Lovro Pavletić (Osservatorio Roque de los Muchachos - La Palma, Akademsko Astronomsko Društvo - Rijeka) nella conferenza pubblica - appuntamento da non perdere! - dal titolo "ASTROFISICA DELLE ALTE ENERGIE CON I TELESCOPI MAGIC E CTA", che si terrà sul canale Skype:

https://join.skype.com/JR6stz4s8yJp

del Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste in data Giovedì 5 Maggio 2022, con inizio alle ore 21.


Al termine della relazione, seguirà ampio spazio "Q&A".


Partecipazione libera; siete tutti invitati ;)

Ecco il nuovo programma appuntamenti didattici del Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste per MAGGIO 2022; come sempre, lista ricca di eventi, diversità negli argomenti trattati e importanti collaborazioni.

Per info su iscrizioni al Centro Studi Astronomici Antares Trieste in qualità di socio, al fine di seguire tutte le attività didattiche e non solo, scrivere all'indirizzo di posta elettronica: info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it

Appuntamento da non perdere per gli appassionati di Astronomia, Speleologia, Antartide e...musica!


Nell'ambito di "Ci sono più cose in cielo e in terra… - Incontri culturali tra scienza e letteratura", ciclo di incontri didattici organizzato dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste assieme all'Antico Caffè San Marco, Lunedì 2 Maggio 2022 alle ore 18:30 presso Antico Caffè San Marco (Via Battisti, 18 a Trieste) i Dottori Erica Bisesi e Michele Maris, ricercatori presso l'Osservatorio Astronomico di Trieste (INAF), relazioneranno nell'originale "PROGETTO XTREME: UNO SPETTACOLO MULTIMEDIALE DI MUSICA, TEATRO E SCIENZA, ISPIRATO AGLI AMBIENTI ESTREMI DI SPELEOLOGIA, ANTARTIDE ED ESOPIANETI".


Progetto multimediale di Erica Bisesi 123 (ricerca scientifica e artistica, pianoforte, co-regia), Nicola Baroni 349 (violoncello, composizione ed elaborazione elettroacustica), Mauricio Dottori 35, Marco Giommoni 369, Massimiliano Messieri 37, Marcela Pavia 389(compositori), Michele Maris 1(ricerca scientifica), Stavro L. Ivanovski 1 (ricerca scientifica, teatro, co-regia), Sara Hennah Galiza (teatro), Daša Grgič (danza)


1 Osservatorio Astronomico di Trieste – INAF, Italia; 2 Université de Montréal, Canada; 3 MASK-APS, Bologna, Italia; 4 Conservatorio “G. Verdi”, Milano, Italia; 5 Universidade Federal do Paraná, Curitiba, Brasile; 6 Opusmodus Ltd, Londra, UK; 7 IMS Conservatorio di Musica di San Marino; 8 AGON – Acustica Informatica Musica, Milano, Italia; 9 Società Italiana di Musica Contemporanea, Italia


Abstract: XTREME è uno spettacolo multimediale ispirato alla mostra "XTREME - Life in Extreme Environments", organizzata da Michele Maris a Trieste nell’ambito di ESOF 2020 sotto il patrocinio di INAF – OATS. Cos’hanno in comune le grotte, l’Antartide e i pianeti potenzialmente abitabili? Punto di partenza per la nostra riflessione è stato cercare di rispondere alla domanda su come la dura realtà della Natura in condizioni estreme possa indurre l’Uomo ad una trasformazione interiore capace di far emergere la parte migliore di sé. Avvalendosi della diretta esperienza scientifica di alcuni di noi, di esecuzioni musicali specificamente dedicate al nostro ensemble e grazie all’uso di tecnologie d’avanguardia e di un approccio teatrale minimalista, il conflitto tra Uomo e Natura viene così concettualizzato e trasfigurato, proponendone una possibile soluzione attraverso un singolare connubio di scienza, musica, teatro e danza.


Accesso libero, con prenotazione consigliata telefonando allo 040-2035357

Vi aspettiamo numerosi!

Abstract: le cosiddette "nebulose planetarie" costituiscono una classe di nebulose luminose caratterizzate da gusci di gas espulsi da stelle con massa non dissimile da quella del Sole giunte alla fine della loro vita. Osservate al telescopio, presentano a volte un aspetto compatto e relativamente rotondo, altre volte dalle forme caotiche ed irregolari. Il loro singolare nome deriva della somiglianza di alcune di queste con i dischi verde-azzurrognoli dei pianeti lontani Urano e Nettuno, così come apparivano nei telescopi del XVIII secolo, periodo in cui tali oggetti vennero scoperti avviandone, così, gli studi. Si ritiene che nella sola nostra galassia, la Via Lattea, vi siano oltre 20.000 oggetti di questo tipo; tuttavia, a causa dell'oscuramento indotto dalle polveri che formano il mezzo interstellare, ad oggi sono state catalogate circa 1.800 nebulose planetarie, un numero molto esiguo rispetto a quello reale. Le nebulose planetarie rivestono, tra le altre cose, un ruolo importante nell'evoluzione chimica della Galassia, restituendo al mezzo interstellare materiale arricchito di elementi pesanti prodotti nelle varie fasi della nucleosintesi stellare.


Zlatko Orbanić, astronomo non-professionista croato e socio del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, che da lungo tempo collabora con strutture di ricerca professionistiche a seguito del suo interesse nelle nebulose planetarie e in altri bizzarri oggetti celesti come stelle fuggitive e supernovae, coadiuvato dall'esposizione delle stupende immagini multicolori e ad alta risoluzione, alcune riprese dal proprio osservatorio astronomico ed altre riprese da telescopi professionali, relazionerà sull'incredibile mondo di questi esotici oggetti celesti nella conferenza dal titolo "RELITTI STELLARI EFFIMERI: ASPETTO, EVOLUZIONE, SEGRETI E TECNICHE DI INDAGINE DELLE NEBULOSE PLANETARIE", che si terrà Mercoledi 27 Aprile 2022 presso la Sala Incontri del Civico Museo di Storia Naturale di Trieste. L'evento è parte del ciclo didattico "Astronomia - alla scoperta dell'Universo: viaggio tra certezze e nuove frontiere nello studio del Cosmo", promosso dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste in coorganizzazione con l'Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste.


Accesso con super green pass e mascherina FFP2.

Giovedì 21 aprile 2022, alle ore 21 presso la nostra sede del Club Alpinistico Triestino (Via R. Abro, 5/A), il Presidente del Centro Studi Astronomici Antares Stefano Schirinzi sarà relatore nell'appuntamento della serie didattica "Giovediamoci" con una relazione dal titolo "Moti della Terra e variazioni stagionali e millenarie del cielo stellato".

Ingresso libero, con mascherina FFP2.

Doppio evento assolutamente da non perdere con la trattazione di temi attuali nella ricerca astronomica, MERCOLEDI 20/4 sul canale Skype di Antares, riservato ai soli soci dell'Associazione: nel primo appuntamento, Antonino Ferro (Associazione Friulana di Astronomia e Meteorologia), esporrà il progetto di una mappa cubica dell'Universo; nella seconda parte, Roberto Furlan (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) tratterà quanto oggi teorizzato sul Pianeta X ed altre curiosità sul Sistema Solare esterno.

Il Centro Studi Astronomici Antares Trieste è lieto di presentare il secondo appuntamento di "PIXINSIGHT CON MARCO RAPINO", evento assolutamente da non perdere per tutti gli appassionati di fotografia astronomica.


MARTEDI 12 APRILE, a partire dalle ORE 21:00 sul canale Skype:


https://join.skype.com/JR6stz4s8yJp


Marco Rapino relazionerà nella conferenza dal titolo "PIXINSIGHT - INTRODUZIONE ALLA PIU' AVANZATA PIATTAFORMA DI ELABORAZIONE IMMAGINI IN ASTROFOTOGRAFIA: DALLA NORMALIZZAZIONE DELLE IMMAGINI ALLA RIDUZIONE DEI GRADIENTI". Al termine della relazione, Marco Rapino sarà disponibile per un ampio spazio Q&A.


Laureato in informatica, Marco Rapino è gestore del sito "AstropillsAstroPills - Astrofotografia e Tutorial Pixinsight", che raccoglie un vasto numero di appassionati del software che si pone al top per l'elaborazione di immagini astronomiche.


L'evento è pubblico e potrà essere seguito da tutti gli interessati sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste dedicato agli eventi pubblici:


https://join.skype.com/JR6stz4s8yJp


Non mancate, Vi aspettiamo numerosi! 😉


Nuovo programma di appuntamenti didattici di Aprile 2022.


Partiti con "PUNTO ANTARES", serata di discussione tra i soci, il secondo appuntamento vedrà l'atteso ritorno di Marco Rapino (AstroPills, https://www.facebook.com/astropillsphoto) con un approfondimento sul software Pixinsight; quindi, l'esposizione di un progetto per una "mappa cubica" dell'Universo con Antonino Rizzo (socio dell'Associazione Friulana di Astronomia e Meteorologia), il nostro Roberto Furlan che tratterà la terza parte sui pianeti ipotetici del Sistema Solare ed, infine, a grande attesa, il nostro Zlatko Orbanić che presenterà al Museo di Storia Naturale una interessantissima relazione sul mondo delle nebulose planetarie.


Gli incontri all'Antico Caffè San Marco riprenderanno con ben 2 appuntamenti il prox Maggio; nel frattempo, non mancate a questi appuntamenti di Aprile!

Inoltre, non appena il tempo atmosferico lo permetterà, Antares organizzerà per i propri soci la prima di una serie di uscite outdoor atte a fare pratica nell'uso delle montature da telescopio.


Il 30 aprile, infine, grande novità: prima serata osservativa a Tatre (SLO) coorganizzata con gli amici dell'Akademsko Astronomsko Drustvo Rijeka (https://www.facebook.com/AADRijeka/), che si terrà fisso una volta al mese e con i quali organizzeremo grandi novità nei prox mesi.

ANTARES MESSIER MARATHON 2022


In occasione del periodo favorevole allo svolgimento della Messier Marathon, manifestazione non-competitiva organizzata al fine di osservare al telescopio quanti più dei famosi 110 oggetti del catalogo compilato dall'astronomo francese Charles Messier alla fine del XVIII secolo, il Centro Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste, con il patrocinio e supporto del Coordinamento Astronomi Non-Professionisti "Alpe Adria", organizza la "ANTARES MESSIER MARATHON 2022" evento che si terrà presso il castello di Socerb/San Servolo, in Slovenia, vicinissimo a Trieste e al quale sono invitati tutti gli appassionati dell'osservazione astronomica del profondo cielo. Lo spirito è quello di aggregarsi per passare una splendida serata in compagnia all'insegna dell'Astronomia osservativa e in onore di Messier, alla ricerca di ammassi, nebulose, galassie e quant'altro presente nel suo noto catalogo.


L'EVENTO: la "Antares Messier Marathon", che si terrà SABATO 26 MARZO 2022, sarà diviso in due fasi: inizialmente, in attesa della notte astronomica, i telescopi verranno posizionati nel piazzale a lato del castello, dove è l'orizzonte occidentale è pienamente visibile con ampio panorama sul Golfo di Trieste: da qui, potranno essere osservati i primi (e più difficili!) oggetti Messier visibili poco prima del loro tramonto (i vari M74, M77, ecc.); di seguito, ci si sposterà 500 metri a monte, dove è presente un vasto panorama che da nord, passando per est giungendo fino a sud-ovest, offre un ampio orizzonte e, soprattutto, senza luci, permettendo così do svolgere le osservazioni durante tutto il corso della notte e fino all'alba. In questa seconda location, inoltre, è presente un bosco che scherma non poco l'alone luminoso di Trieste.


SVOLGIMENTO DELLA GARA: pur non riservando alcun premio, la Messier Marathon è una vera "gara", riservata esclusivamente all'osservazione telescopica (non alla ripresa fotografica!) in cui spirito agonistico, curiosità e divulgazione sono gli ingredienti per passare una bella serata in compagnia sotto il cielo stellato. Ai presenti non dotati di propria strumentazione verrà permessa l'osservazione degli oggetti ripresi attraverso i telescopi.

L'inizio della Maratona osservativa è fissato con l'inizio della notte astronomica (che, in data 26/3 cade alle 20:06) 

La ricerca dovrà essere effettuata esclusivamente senza l'utilizzo dei sistemi GO-TO, con l'uso esclusivo dei quattro cursori direzionali consentito per il posizionamento degli strumenti sui vari oggetti. Sarà nominato un "giudice" il cui compito sarà quello di "osservatore", nei vari telescopi presenti, degli oggetti ripresi; ad ogni oggetto Messier "trovato", ogni partecipante avrà l'obbligo di chiamare il giudice nominato il quale dovrà verificare che l'oggetto puntato sia effettivamente quello ricercato dal partecipante. A fine Maratona, verrà nominato il "vincitore" e verrà, inoltre, effettuata una ripresa di gruppo.


COME RAGGIUNGERE IL LUOGO: provenendo da Trieste o dall'autostrada, arrivare nel villaggio di Socerb/San Servolo, situato poco oltre il confine di Prebenico/Prebeneg. Chi proviene dall'Istria, arriva a Socerb/San Servolo via Kastelec/Castelli.

Arrivati al villaggio di Socerb/San Servolo, oltrepassarlo in direzione del castello/Sveta Jama (presenti opportuni cartelli indicativi) fino ad arrivare al piazzale con panorama sul mare, location della prima fase della gara. La seconda parte verrà tenuta, come sopra specificato, 500 m prima. Si raccomanda di portare con se documento di identità e green-pass.


RITROVO: al fine di posizionare la propria strumentazione nella prima location, si suggerisce di essere presenti almeno 1 h prima dell'inizio della notte astronomica.

Qui di seguito, dati utili alla Messier Marathon in data 26 Marzo 2022 da Socerb/San Servolo:

tramonto Sole: ore 18:25

fine crepuscolo astronomico: 20:06

inizio crepuscolo astronomico: 5:13


RACCOMANDAZIONI: è superfluo raccomandare di vestirsi adeguatamente (indumenti multistrato quali felpe, giacconi, guanti, berretti) alle rigide temperature ancora tipiche delle notti di questo periodo, portando con se anche caffè o altri tonici che possano servire a restare "svegli" durante la nottata.

Nella notte tra SABATO 26 e DOMENICA 27 marzo 2022 è, inoltre, previsto il passaggio dall'ora solare all'ora legale, prassi che torna regolarmente in questo periodo dell'anno: nell'occasione, gli orologi che richiedono un intervento manuale andranno spostati in avanti di un'ora, dalle 2:00 alle 3:00.


INFO: la partecipazione è libera; per eventuali info, contattare gli organizzatori via mail a info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it

Mercoledì 30 Marzo 2022, ore 17 presso "Sala Incontri" del Civico Museo di Storia Naturale di Trieste (via dei Tominz, 4):

"VARIAZIONI AMBIENTALI CAUSATE DA IMPATTI EXTRATERRESTRI: UN LEGAME POCO NOTO TRA ASTRONOMIA, GEOLOGIA E ARCHEOLOGIA".

relatore: Prof. Paolo Paronuzzi (Università di Udine)


Abstract: pur essendo un pianeta geologicamente attivo, con agenti che esercitano rapide azioni erosive sulle strutture geologiche presenti alla superficie, la Terra preserva segni di impatti avvenuti in tempi passati: ne sono testimonianza gli oltre 150 crateri da impatto di dimensioni che vanno dalla decina di metri fino a 300 chilometri ad oggi scoperti sulle terre emerse del nostro pianeta e non solo, prodotti da oggetti provenienti dallo spazio, relitti delle prime fasi di formazione del Sistema Solare. Basta guardare il corpo celeste a noi più vicino, la Luna, ma anche quelle dei pianeti Mercurio, Marte o di altri satelliti di grosse dimensioni per rendersi conto di come i crateri da impatto abbiano avuto un ruolo predominante nel modellare la superficie dei corpi del Sistema Solare. Un aspetto interessante di impatti asteroidali sulla Terra è la probabilità di scatenare fenomeni di estinzione di massa, indotti dai conseguenti bruschi ed estremamente deleteri cambiamenti ambientali, che spiegherebbero come mai molte specie viventi non riuscirono ad evolvere adattandosi rapidamente rispetto ad altri fenomeni geologici più lenti, come la deriva dei continenti, la desertificazione, le glaciazioni e altri fenomeni a scala globale.


Sulle tematiche che mettono in relazione l'astronomia con la geologia e - cosa nota a pochi - addirittura l'archeologia, relazionerà il Prof. Paolo Paronuzzi, geoarcheologo dell'Università di Udine, nella conferenza dal titolo "VARIAZIONI AMBIENTALI CAUSATE DA IMPATTI EXTRATERRESTRI: UN LEGAME POCO NOTO TRA ASTRONOMIA, GEOLOGIA E ARCHEOLOGIA", tenuta mercoledì 30 marzo 2022 presso la Sala Incontri del Museo nell'ambito del ciclo didattico "Astronomia - alla scoperta dell'Universo: viaggio tra certezze e nuove frontiere nello studio del Cosmo", evento promosso dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste in coorganizzazione con l'Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste, nella sede del Museo Civico di Storia Naturale.

Accesso con super green pass.

Doppio appuntamento col Sistema Solare, questo giovedì su Skype, riservato ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste: si inizierà con Roberto Furlan, che ci guiderà alla scoperta di particolarità poco note relative a corpi remoti di cui si suppone l'esistenza; seguirà il nostro meteorologo Paolo Forti, che relazionerà sulle dinamiche che avvengono negli strati più alti dell'atmosfera terrestre. Ed altro ancora!

Per eventuali interessanti a seguire queste e le sempre numerose altre attività del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, scrivere a: info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it

Appuntamento da non perdere, Giovedì 3 Marzo 2022 alle ore 18, presso l’Antico Caffè San Marco a Trieste: in occasione del quarto appuntamento del ciclo "Ci sono più cose in cielo e in terra... - Incontri culturali tra scienza e letteratura", il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste avrà l'onore di ospitare, in un evento co-organizzato con l'Antico Caffè San Marco, il Prof. Christian Selleri (Società Friulana di Archeologia, Polo Liceale di Cervignano del Friuli) nella conferenza dal titolo "DANTE E L'ASTRONOMIA".

Monfalconese di nascita, Selleri ha conseguito la laurea in fisica presso l’Università di Trieste e insegna matematica e fisica al Polo Liceale di Cervignano del Friuli”. Grande appassionato di storia, in particolare di quella della Venezia-Giulia, dell’Istria e dell’Ungheria. Si è spesso dedicato alla storia della scienza, all’archeologia e alla genealogia. Per la Società Friulana di Archeologia e altre associazioni culturali ha organizzato viaggi di istruzione e cicli di incontri per la divulgazione scientifica e storico-culturale.

Abstract: nella Divina Commedia, uno dei capolavori più rappresentativi della cultura italiana, universalmente considerato come una delle più grandi opere della letteratura di tutti i tempi, Dante esplica notevoli esposizioni sulla scienza astronomica, permettendo al lettore del poema di viaggiare tra le stelle vivendo in tal modo l’esperienza di avere per maestro il sommo poeta quale guida all’osservazione del cielo. Quanto Dante riporta nella Commedia, porta chiunque ad innamorarsi del cielo stellato e delle sue meraviglie, per poterlo poi contemplare con la stessa passione e lo stesso stupore con cui gli occhi di Dante si rivolgevano ad esso.

Grazie alle rigorose e dettagliate indicazioni astronomiche che il poeta fiorentino ci fornisce nelle terzine della Divina Commedia è possibile ricostruire la configurazione astronomica del cielo a lui noto, quello tolemaico, con la Terra al centro divisa nell’emisfero delle terre emerse e nell’altro delle acque. Il Prof. Selleri esporrà le conoscenze astronomiche di Dante espresse nella sua grande opera, scelto dal Signore per poter poi narrare agli uomini ciò che aveva visto durante il suo fantastico viaggio.

Prenotazione consigliata telefonando allo 040-2035357; accesso con super green pass.

Non mancate, Vi aspettiamo!

Pubblichiamo, puntuali con l'inizio del nuovo mese, il ricco programma degli appuntamenti didattici che si terranno a MARZO, redatto dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste. Nonostante il clima tutt'altro che sereno che pervade le news in questi giorni, noi del CSAAT andiamo avanti con l'obiettivo di rivolgere lo sguardo allo spazio, sperando che prima o poi vi sia piena consapevolezza - da parte di tutti! - su quanto piccola e misera sia la presenza dell'essere umano su questo pianeta.


Come sempre, le conferenze sono rivolte sia al pubblico, attraverso i cicli "Ci sono più cose in cielo e in terra..." e "Astronomia - alla scoperta dell'Universo", tenuti presso "Antico Caffè San Marco" e "Civico Museo di Storia Naturale di Trieste", nonché ai soli soci CSAAT attraverso le dirette su Skype.


Per chi fosse interessato ad iscriversi al CSAAT per seguire tutte le sempre numerose attività, scrivere all'indirizzo mail info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it.


Non mancate, Vi aspettiamo numerosi!

Il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste è lieto di presentare Mercoledì 23 Febbraio 2022 il secondo evento di "Astronomia: alla scoperta dell'Universo", ciclo di eventi didattici dedicati all'Astronomia co-organizzato assieme al Civico Museo di Storia Naturale di Trieste, che si terrà con un appuntamento ogni mese - sempre di mercoledì, alle ore 17 - presso la prestigiosa "Sala Incontri" del Museo, sito in Via dei Tominz, 4 a Trieste.
In questo ciclo di eventi, relatori scelti tra professionisti del settore e astronomi non -porofessionisti descriveranno le molteplici proprietà del Cosmo esponendo i propri lavori nel relativo campo di studio e ricerca

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Abstract: il Dott. Giuseppe Murante, astrofisico presso l'Osservatorio Astronomico di Trieste - INAF relazionerà nella conferenza "SIMULAZIONI COSMOLOGICHE CON QUANTUM-COMPUTERS", dove verranno esposte le modalità attraverso le quali i super-calcolatori, oggi in uso presso istituti di ricerca, riescono a produrre modelli che descrivono le dinamiche evolutive di ammassi e superammassi galattici, le più grandi strutture conosciute nell'Universo assieme agli enormi vuoti che li separano. Frontiera di studio della cosmologia moderna, gli ammassi di galassie vengono oggi interpretati come strutture dinamiche, che catturano le galassie circostanti assieme alla materia gassosa; secondo tali modelli, quando piccoli gruppi di galassie vanno a fondersi con un ammasso, quest'ultimo accumula anche gas caldo, materia oscura e massa visibile: grazie all'azione della gravità, tale massa aggiuntiva innesca il fenomeno di riscaldamento dei gas e delle accelerazioni delle galassie. Gli interessi di ricerca di Giuseppe Murante si applicano allo studio delle dinamiche delle galassie, dei Nuclei Galattici Attivi e delle strutture che le contengono.

Accesso libero con super green pass, secondo le normative attualmente vigenti in tema di emergenza sanitaria.

Non mancate, Vi aspettiamo a questo appuntamento dedicato a tutti gli appassionati di Astronomia!

GRANDE NOVITA' NELLA DIVULGAZIONE ASTRONOMICA A TRIESTE: è davvero con grande piacere pubblichiamo il programma completo - relativo a tutto il corrente anno - del nuovo ciclo di appuntamenti "ASTRONOMIA - ALLA SCOPERTA DELL'UNIVERSO", co-organizzato tra il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste e il Civico Museo di Storia Naturale di Trieste.


Tenute da relatori scelti tra professori, professionisti del settore, ricercatori e qualificati astronomi-non-professionisti, le conferenze sono rivolte a tutti gli appassionati e studiosi di Astronomia e delle scienze/discipline scientifiche a questa correlate: dai modelli cosmologici elaborati da potenti calcolatori alle dinamiche evolutive dei pianeti e delle loro superfici ed atmosfere, dal Sole e la sua attività alle stelle che esplodono e alle meraviglie del cielo australe, i temi trattati riserveranno le ultime novità sull'Universo osservabile.


Gli appuntamenti si terranno presso la Sala Incontri del Museo di Storia Naturale di Trieste, sito in Via dei Tominz, 4 nella nostra città.


Appuntamenti da non perdere per comprendere quanto noto nell'Universo attraverso le parole di chi lo studia e vi applica le proprie ricerche.


Non mancate, Vi aspettiamo numerosi!

Appuntamento da non perdere, Venerdì 18 febbraio 2022 alle ore 18 presso "Antico Caffè San Marco" a Trieste: in occasione del secondo appuntamento del ciclo "Ci sono più cose in cielo e in terra... - Incontri culturali tra scienza e letteratura", il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste avrà l'onore di ospitare il Dott. Emiliano Ricci (Università di Firenze), fisico e giornalista scientifico, che verrà a presentare il suo bellissimo libro "Guida turistica dell'universo. Alla scoperta dello spazio, fra mondi alieni e mostri del cielo" (Giunti, 2021), aggiornatissimo volume e grande opera di divulgazione scientifica, che riesce a coinvolgere sin dalla prima pagina guidando il lettore nei meandri delle bellezze dell'Universo.

Emiliano Ricci, laureato in fisica con orientamento astrofisico presso l'Università di Firenze, dopo una borsa di studio biennale in giornalismo scientifico sempre presso la stessa Università, nel 1995 ha iniziato a lavorare in Regione Toscana, occupandosi fin dall'inizio del sito web ufficiale dell'ente. È dottore di ricerca (Ph.D.) in Telematica e Società dell'Informazione (titolo conseguito ancora presso l'Università di Firenze), con una ricerca sul cambiamento del giornalismo scientifico all'epoca dei nuovi media. Ha inoltre un master universitario di II livello in Policy Innovation and Sustainability Impact Assessment (PISIA), con una tesi sulla comunicazione pubblica durante la pandemia, conseguito presso l'Università di Padova.
Come giornalista scientifico, ha collaborato con molte testate, sia locali che nazionali, come l'Astronomia, Le Stelle (del cui sito è stato webmaster dalla fondazione della rivista fino al 2006), Nuovo Orione, Coelum, Quark, Airone, l'Unità, Il Corriere di Firenze. Attualmente collabora con Le Scienze, BBC Scienze e Focus.
Ha ideato e condotto per oltre dieci anni (dal 1994 al 2004) una trasmissione radiofonica di divulgazione scientifica, Nova Scientia, presso Novaradio, una radio locale di Firenze.

Prenotazione consigliata telefonando allo 040-2035357; accesso con super green pass.

Vi aspettiamo per questo bellissimo evento, imperdibile per tutti gli appassionati della scienza astronomica!

Appuntamento su Skype riservato ai soli del Centro Studi Astronomici Antares Trieste: il Dott. Roberto Furlan esporrà quanto noto su quegli oggetti, più volte ipotizzati dagli astronomi, ipotizzati per spiegare anomalie orbitali osservate nei pianeti noti ma difficilmente sostenibili da dati o teorie scientifiche. Un percorso nella storia dell'Astronomia tra curiosità e bizzarre ipotesi.
Vi aspettiamo!

Con l'inizio di Febbraio, pubblichiamo il nuovo programma di appuntamenti didattici del Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste.


Come sempre, tanti e vari gli argomenti di discussione: dai pianeti giganti a quelli ipotetici (Stefano Schirinzi e Roberto Furlan, CSAAT), proseguendo poi con la meccanica quantistica col Dott. Murante (Osservatorio Astronomico di Trieste - INAF) e la presentazione del bellissimo volume "Guida turistica dell'Universo" da parte del Prof. Emilano Ricci (Università di Firenze).


A tutto ciò si va poi ad aggiungere una nuova iniziativa: "Punto Antares", da qui avviato con cadenza mensile, con il preciso scopo di ispirare lo scambio di idee e novità fra i nostri soci. Un appuntamento atto a supportare gli "antaridi" nei loro progetti (singoli o di gruppo) e mantenere sempre il gruppo aggiornato su quanto accade nel mondo dell'Astronomia, in costante evoluzione.

Grande appuntamento per i cultori della storia dell'Astronomia Giovedì 20 Gennaio a Trieste: il Prof. Guido Cossard, dell'Associazione di Ricerche e Studi di Archeastronomia Valdostana, sarà protagonista di un incontro presso l'Antico Caffè San Marco (in Via C. Battisti, 18 a Trieste) nell'ambito del ciclo di appuntamenti didattici "Ci sono più cose in cielo e in terra... - incontri tra scienza e letteratura", organizzato dal "Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste" in collaborazione col prestigioso "Antico Caffè San Marco".


Appuntamento nel quale l'autorevole ospite presenterà il suo interessantissimo volume "CIELI PERDUTI - ARCHEOASTRONOMIA: LE STELLE DEI POPOLI ANTICHI". In questo speciale appuntamento, i presenti avranno la possibilità di spaziare dalle stelle all'archeologia, esplorare l'affascinante mondo dell'Archeoastronomia avendo come guida un noto esperto di questa disciplina, che mette in relazione gli studi astronomici con i contesti archeologici, offrendoci delle ipotesi su come gli antichi abitanti della Terra interpretavano i fenomeni celesti o osservavano i movimenti della volta celeste.


Accesso con super green pass, come da norme vigenti in merito alla corrente emergenza sanitaria- Consigliata prenotazione presso Antico Caffè San Marco (040-2035357; libreriacaffesanmarco.it@gmail.com).


Vi aspettiamo numerosi!

Primo appuntamento del nuovo ciclo "Ci sono più cose in cielo e in terra - incontri culturali tra scienza e letteratura", co-organizzato tra "Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste" e "Antico Caffè San Marco".

Protagonista, l'Astronomia nelle sue numerose facce: dalla ricerca sull'evoluzione dell'Universo, condotta con i grandi telescopi professionali, alla visione del Cosmo attraverso i secoli.


In questo primo appuntamento, il Dott. Luca Di Mascolo (Osservatorio Astronomico di Trieste - INAF), che esporrà quanto oggi noto da riprese con i grandi telescopi professionali e simulazioni effettuate ai supercomputer sugli ammassi di galassie e la struttura a grande scala dell'Universo.


Accesso con super green pass, come da norme vigenti in merito alla corrente emergenza sanitaria- Consigliata prenotazione presso Antico Caffè San Marco (040-2035357; libreriacaffesanmarco.it@gmail.com).


Vi aspettiamo numerosi!

Sabato 8 Gennaio alle ore 21, appuntamento sul canale Skype riservato ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste


"
METEOROASTRONOMIA: FISICA DELLE METEORE E VISIBILITA' DEGLI SCIAMI METEORICI NEL 2022"

relatore: Stefano Schirinzi (Presidente Centro Studi Astronomici Antares Trieste)


Abstract: nel corso della sua orbita attorno al Sole, il nostro pianeta attraversa molte scie di detriti che danno luogo al classico fenomeno delle "stelle cadenti", che ben si differenziano dalle meteore sporadiche visibili ogni notte. Anche se molti di questi non sono vere "piogge di meteore", alcuni sciami meteorici, sconosciuti ai più, offrono la possibilità di assistere ad eventi interessanti quali meteore lente o veri e propri bolidi. A descrivere la fisica di tali fenomeni e le singolari caratteristiche degli sciami che saranno visibili nel corso dell'anno appena iniziato.

Appuntamento da non perdere per gli appassionati di Astronomia a Trieste - Città della Scienza! Il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste è lieto di annunciare il primo appuntamento del nuovo ciclo didattico "ASTRONOMIA - ALLA SCOPERTA DELL'UNIVERSO", co-organizzato assieme al Civico Museo di Storia Naturale di Trieste: Mercoledì 22 Dicembre 2021, alle ore 17 presso l'elegante Sala Incontri del Museo (sito in Via dei Tominz, 4 a Trieste), il fisico ed esperto Giorgio Rizzarelli (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) relazionerà sui molteplici ed interessanti effetti indotti dal movimento della Terra nella conferenza dal titolo "IL MOVIMENTO DEGLI ASTRI E I CAMBIAMENTI DELLA VOLTA CELESTE NEL TEMPO".


L'accesso all'evento è riservato ai possessori di Green Pass.


Vi aspettiamo numerosi!

APPUNTAMENTO IMPERDIBILE, VENERDI 17/12, SULL'ABITABILITA' NON SOLO DEL NOSTRO PIANETA MA DEL COSMO

Il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste
presenta:

"COVERSAZIONI DI ASTROBIOLOGIA, PT.5 - UN LUOGO SICURO, UN POSTO SPECIALE: TRA GAIA E ABITABILITA' PLANETARIA
"
relatori:
>
Dott. Giovanni Vladilo (Osservatorio Astronomico di Trieste - INAF)
>
Dott. Antonello Provenzale (CNR - Istituto di Geoscienze e Georisorse, Pisa)


Abstract: la scoperta di pianeti in orbita attorno a stelle diverse dal Sole ha subito un'accelerazione nell'ultimo decennio e questa tendenza continuerà man mano che nuovi osservatori disposti a terra e nello spazio impiegano strumentazione di nuova generazione utile alla ricerca di nuovi pianeti abitabili. In tale contesto, i relatori Giovanni Vladilo e Antonello Provenzale esporranno le teorie che descrivono l’abitabilità nel Cosmo, in un excursus che partirà dal descrivere lo stesso Universo per poi passare alle galassie, quindi i sistemi planetari e, infine, la Terra. Verranno accennate anche le teorie sui modelli climatici planetari.


17 DICEMBRE 2021, a partire dalle ore 21:00 sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste:
https://join.skype.com/NTwpvbx33qek


Accesso libero, Vi aspettiamo a questo importante ed interessante appuntamento

Appuntamento da non perdere per neofiti fotografi celesti e non sul canale Skype (https://join.skype.com/NTwpvbx33qek) del Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste:


"FOTOGRAFIA ASTRONOMICA: STRUMENTAZIONE BASE PER LE RIPRESE DEL PROFONDO CIELO"

relatore: Enzo Spallucci (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)


Abstract: la fotografia astronomica consente di ottenere spettacolari immagini di diverse tipologie di corpi che popolano il Cosmo. In particolare, quella relativa agli oggetti cosiddetti "del profondo cielo" quali ammassi stellari, nebulose o galassie, soprattutto a causa della loro bassa luminosità superficiale, è più difficile da eseguire, richiedendo l'uso di particolari strumenti e tecniche. Senz'altro, la fotografia digitale tramite moderni sensori permette oggi di poter ottenere bellissime fotografie utilizzando i giusti strumenti.

Al fine di avere il necessario know-how per ottenere buoni risultati anche con strumentazione base, il nostro tecnico e fotografo Enzo Spallucci ci porterà ad esplorare cosa il mercato oggi propone nella conferenza "FOTOGRAFIA ASTRONOMICA: STRUMENTAZIONE BASE PER LE RIPRESE DEL PROFONDO CIELO".


Quando: Mercoledì 8 Dicembre, con inizio alle ore 21

Dove: canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste (https://join.skype.com/NTwpvbx33qek).


Accesso libero, Vi aspettiamo! 😉

(Pleiades credits: David Kralj)


"CORSO BASE DI ASTRONOMIA E FOTOGRAFIA ASTRONOMICA"


Dedicato ad appassionati e curiosi del Cosmo, adulti e ragazzi: ecco il nuovo corso organizzato dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste.


L'obiettivo del corso è quello di fornire un approccio diretto con il cielo stellato, fornendo i mezzi "chiave" per aprire la propria finestra sul Cosmo: la capacità comprendere come varia l'aspetto del cielo stellato nel tempo, l'orientamento tra le costellazioni, l'uso di binocoli e telescopi per l'osservazione degli oggetti celesti, sviluppare l'abilità di ricercare pianeti, stelle ed oggetti deep-sky nella volta celeste e, infine, le basi fondamentali della fotografia astronomica, partendo dagli strumenti più semplici. In tutto, 9 lezioni teoriche che avranno quali docenti lo staff di esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, a cui si affiancheranno 3 uscite outdoor (date da concordare in sede) con telescopi e macchine fotografiche, dove verrà messo in pratica quanto appreso nella teoria.


Il corso verrà tenuto presso la birreria "Doppio Malto" (Centro commerciale "Il Giulia" - Trieste) a partire dal 22 Novembre 2021.


Si specifica che, in ottemperanza alle disposizioni ministeriali in materia della corrente emergenza sanitaria, l'accesso è garantito unicamente tramite Green Pass.


> quota partecipazione: € 20,00

(includente un anno di iscrizione al Centro Studi Astronomici Antares Trieste in qualità di socio)


> per informazioni:

mail: info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it

tel: 3292787572

web: www.centrostudiastronomici-antares-trieste.it


LA NOTTE DEI GIGANTI / NOČ VELIKANOV


Una serata astronomica dedicata alla scoperta del Sistema Solare esterno, tra immagini riprese live al telescopio e istantanee catturate dalle sonde robotiche NASA / ESA. Presentazioni a cura dello staff di esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste.


Odkrivanje zunanjega Osončja, med posnetki s teleskopom v živo in slikami vesoljske sonde NASE / ESA. S predstavitvami strokovnjakov tržaškega Centra za astronomske študije Antares.

NOVITA': con grande piacere, divulghiamo in questa pagina quello che è il più grande evento Astronomico organizzato da nella nostra regione nel corso del corrente anno: il I° STAR PARTY DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA, evento didattico promosso dal "Coordinamento Astronomi-non professionisti Alpe Adria" al fine di radunare tutti gli appassionati della scienza astronomica per una serata dedicata all’osservazione del cielo stellato, effettuata da uno dei posti con il cielo più oscuro presenti nella nostra Regione!


Il I° STAR PARTY DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA si terrà SABATO 4 SETTEMBRE presso l'area camper del rifugio G. Pelizzo (1.320 m s.l.m.) sul monte Matajur che, con i suoi 1.641 m di quota, è una delle cime più alte delle Prealpi Giulie. Nella scala del cielo buio di Bortle, dal Matajur è spesso possibile registrare un cielo con SQM medio 21,3: valore che consente di apprezzare ad occhio nudo la galassia M33 in Triangulum, regioni oscure della Via Lattea, molti degli ammassi stellari di tipo globulare ed aperto catalogati da Messier e, soprattutto in Primavera, la luce zodiacale.


L'invito a partecipare a questo straordinario evento sotto le stelle - il primo di questo tipo organizzato nel Friuli - Venezia Giulia, patrocinato dal Comune di Savogna (UD), dall'Unione Astrofili Italiani, dal Coordinamento astronomi non-professionisti Alpe Adria ed avente come partner Skypoint S.r.l. - all'insegna della comune passione per l'Astronomia, le meraviglie e i misteri del Cosmo, è rivolto a tutti gli appassionati del Friuli - Venezia Giulia, Veneto, Slovenia e Croazia.


N.B.: in caso di maltempo, lo Star Party è posticipato al sabato successivo, 11/9.


Maggiori info nel flyer in allegato.

"G-ASTRONOMIA - DAI SAPORI DEL CARSO ALLE STELLE"

è il nuovo appuntamento astronomico che il Centro Studi Astronomici Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste co-organizza con Agriturismo Milič Zagrski martedì 10/8 p.v. a Sagrado/Zagradec, Sgonico/Zgonik (Trieste)


Con la possibilità di scegliere tra due differenti menù (1 - "carne": antipastino misto con affettati della casa, cevapcici e stracotto con contorno di patate in tecia, dolce della casa; 2 - "gnocchi o riso": antipastino misto con affettati della casa, gnocchi con erbe e semini o risotto di verdure, dolce della casa) ed inizio cena alle 19:30, i partecipanti potranno apprendere nozioni astronomiche da chi il cielo lo conosce bene e lo sa descrivere con altrettanta maestria: verranno indicate le principali costellazioni del cielo estivo e le caratteristiche delle loro stelle salienti per poi osservare, tramite riprese "live" effettuate da opportuni sensori applicati ai nostri telescopi, alcuni pianeti ed altri oggetti del cielo profondo quali sistemi stellari multipli, ammassi stellari, nebulose e remote galassie; il tutto con le spiegazioni dello staff di esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste.


Una serata all'insegna dell'armonia, tra le prelibatezze di prodotti locali e la conoscenza dell'Universo di cui siamo noi stessi parte.


N.B.: al fine di velocizzare il servizio e rispettare i tempi della scaletta programmata, si richiede di prenotare in anticipo, comunicando i menù scelti:

tel: 040-229289; cell: 3519515092; e-mail: info@agriturismomilic.it


Vi aspettiamo numerosi! 😉✨

"LA NOTTE DELLE STELLE - dalle lacrime di San Lorenzo al Cosmo"

Giovedì 12 Agosto 2021 a partire dalle ore 21:30

c/o area parcheggio "rose d'Inverno", strada Basovizza - San Lorenzo (Trieste)


In occasione del picco dello sciame meteorico delle Perseidi, che cade nella notte tra il 12 e il 13 agosto, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste organizza una serata dedicata all'Astronomia, nell'ambito dell''iniziativa "Le notti delle stelle" promossa dall'Unione Astrofili Italiani con lo scopo di avvicinare il pubblico alla conoscenza della volta celeste e degli eventi che questa riserva. Quest'anno, l'osservazione delle "lacrime di San Lorenzo" - così come le Perseidi sono popolarmente note - è favorita dall'assenza della Luna: occasione che permetterà sicuramente ai partecipanti di osservare qualche emozionante meteora, fenomeni che spesso si manifestano con luminosità eccezionali (bolidi) o scie persistenti.


Ne "LA NOTTE DELLE STELLE - dalle lacrime di San Lorenzo al Cosmo", lo staff di esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste, con oltre 30 anni di esperienza nell'ambito divulgativo astronomico, corredata da una lunga serie di pubblicazioni scientifiche nel settore, esporrà al pubblico partecipante gli aspetti salienti del cielo estivo, passando dall'indicare le costellazioni con le stelle più luminose a riprendere "live", con l'ausilio di particolari sensori applicati al telescopio, immagini dei pianeti Saturno e Giove (con dimostrazione dell'elaborazione di immagini planetarie hi-res) nonché di altre meraviglie celesti quali sistemi stellari multipli, nebulose, ammassi stellari e lontane galassie.


N.B.: pur svolgendosi all’aperto, nel rispetto delle norme anti-Covid 19 la partecipazione all’evento è possibile solo esibendo “green pass” e tramite prenotazione (obbligatoria) inviando richiesta all’indirizzo di posta elettronica:

info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it

Vi aspettiamo numerosi! ✨


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